Dimissioni Ospedaliere: Sono Ricette Mediche?

Avete presente le dimissioni ospedaliere o lettere di dimissione che arrivano in farmacia, portate dai pazienti che chiedono di ritirare il o i medicinali prescritti? (notare che il corsivo sulla parola non è casuale)

Quelle dimissioni che riportano spesso frasi tipo “Egregio dottor XYZdimettiamo oggi…” oppure “Al medico curante…“, continuando poi con “A domicilio, si consiglia l’utilizzo di ABC” oppure “A domicilio, continua la terapia in atto con ABC“.

La domanda a cui proverò a rispondere oggi è: questi “documenti” sono ricette mediche valide? Se si, il farmacista può spedirle, dispensando i medicinali riportati?

Il discorso è complesso e ci sono varie “teorie” o meglio, punti di vista.

Volendo stare aderenti alla normativa, non c’è scritto da nessuna parte che un foglio di carta intestata (al di la che contenga “Egregio collega” oppure “Al medico curante”) che riporta i formalismi obbligatori (diversi a seconda del farmaco indicato) NON possa essere considerata una ricetta valida a tutti gli effetti.

Per essere chiari: è corretto sostenere che, se su un foglio di carta sono riportati dati quali

  • i dati di una struttura medica,
  • il timbro del medico
  • la firma del medico
  • la data di emissione del documento,
  • nome cognome del paziente,
  • un medicinale con la sua posologia,

tale documento “diventa” a tutti gli effetti una ricetta medica.

Questo è un possibile punto di vista.

Un’altro punto di vista ritiene invece che tali documenti, poiché non destinati direttamente al paziente, ma riportanti indicazioni precise sul destinatario finale (cioè il medico), non sono da considerare come ricette.

Segue la seguente analisi:

1. Consideriamo il modulo della cosiddetta “Dispensazione di emergenza (DM 31.03.2008)”, che permette al farmacista di dispensare determinati medicinali quando non sia disponibile la richiesta ricetta medica; esso prevede uno specifico caso in cui il farmacista può dispensare medicinali soggetti a ricetta medica (inclusi iniettabili), quando viene esibita come documentazione la dimissione ospedaliera.

Se consideriamo questo fatto, risulta logico dire che qualsiasi tipo di documentazione ospedaliera non è una ricetta dato che per poter spedire il farmaco, la legge prevede il ricorso alla c.d. “Dispensazione di emergenza”.

2. In Emilia-Romagna, precisamente nella provincia di Reggio Emilia, una commissione tecnica nell’anno 2010 ha redatto delle linee guida sul comportamento che il farmacista deve tenere quando riceve uno dei suddetti “documenti”. In particolare, è stato osservato che quando la dimissione è chiaramente intestata ad un medico (esempio il curante), tale documento non può essere considerato una ricetta ed è quindi necessario o che il paziente si rechi dal medico o che il farmacista ricorra alla c.d. “Dispensazione di emergenza”.

3. Va considerata l’insana abitudine di alcuni medici di utilizzare queste dimissioni come se fossero ricette vere e proprie, un po’ per ignoranza, un po’ per lavarsi le mani, in quanto in tale documentazione non prescrivono un medicinale al paziente, ma consigliano quel medicinale al paziente rimandando la scelta finale al medico curante.

Cosa voglio dire? Intendo dire che in caso di problemi o contestazioni, la struttura o il medico che ha rilasciato la dimissione potrebbe benissimo sostenere che in realtà non c’è mai stata vera prescrizione, ma solo un consiglio, redatto su un foglio di dimissione da presentare al curante (al di là di qualunque cosa detta voce, tipo di recarsi in farmacia) e non al farmacista, il quale non avrebbe dovuto dispensare il farmaco.

Gli antichi dicevano (e avevano ragione): verba volant, scripta manent.

Insomma, al termine di questo escursus è chiaro che le “Dimissioni ospedaliere” non possono essere considerate ricette valide tutti gli effetti quindi non sono spendibili come tali (ma solo ricorrendo alla c.d. “Dispensazione di emergenza”).

D’altra parte però un farmacista potrebbe ritenere che un documento riportante tutti i formalismi richiesti dalla ricetta medica può (deve) essere trattato come ricetta medica vera e propria.

La risposta definitiva potrebbe arrivare nel momento in cui dovesse essere emessa una sentenza da parte del Consiglio di Stato, ipotesi che si verificherà quando un farmacista verrà condannato in seguito a problemi riconducibili alla spedizione di uno di questi fogli di dimissione.

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Appassionato Farmacista, "esperto" (oggi è un termine che vuol dire tutto e niente) di informatica, appassionato di legislazione farmaceutica.