Triphala, un prezioso rimedio ayurvedico per la nostra depurazione.

La primavera è arrivata e nell’aria se ne sente già il profumo; in questa stagione la natura si dà da fare, tutto sembra vibrare: gli alberi e i prati iniziano a fiorire donandoci i loro colori, gli uccellini si preparano a costruire i nidi per dare alla luce una “nuova” vita. In primavera tutto piano piano si risveglia dal torpore invernale e  il nostro fisico sente il bisogno di volersi depurare.

Durante il periodo invernale siamo in una sorta di “letargo” dove tendiamo ad accumulare e spesso, a causa del nostro stile di vita e dell’assunzione di cibi grassi, pesanti e complessi, il nostro fuoco gastrico diminuisce la sua potenza e rallenta la digestione  lasciandoci un senso di pesantezza e qualche tossina in più che disturba il nostro stato di equilibrio.

In Ayurveda le tossine vengono chiamate ama e sono il risultato del cibo non completamente digerito o troppo ricco di proteine animali che staziona nello stomaco e nell’intestino e che col tempo, se non si riesce ad espellerle, fermenta andando ad accumularsi nel colon e intasando i nostri canali linfatici e sanguigni. E’ importante sapere, inoltre, che ama nel corpo non sono solo le tossine fisiche, ma anche quelle legate allo stato emotivo per cui nervosismo, ansia, paura, gelosia ed ira a volte represse hanno un effetto nocivo sui nostri organi interni ed imparare a liberarsi di queste emozioni negative ci fornisce un ulteriore elemento per raggiungere il benessere; per questo assieme alle terapie fisiche, vengono spesso abbinate e consigliate pratiche che facilitano il rilassamento quali lo yoga, il pranayama e la meditazione.

Un rimedio ayurvedico molto utile alla depurazione del nostro organismo, partendo proprio dall’intestino, è la Triphala. Il termine “Triphala” significa “tre frutti”, la ricetta di questo tradizionale integratore a base di erbe risale a migliaia di anni ed è menzionata nei tradizionali testi indiani “Charak” e “Sushrut Samhitas” (1500 a.c.).

La Triphala è considerato un rimedio tridoshico avendo effetti bilancianti e ringiovanenti sulle tre forze che governano e costituiscono la vita umana: Vata, che regola il sistema nervoso e tutti i movimenti sia fisici che mentali, Pitta che mantiene il processo metabolico e digerisce e trasforma cibo, nutrimento ed emozioni e Kapha, che dà supporto all’integrità strutturale ed è responsabile della lubrificazione di organi e tessuti e del sistema immunitario.

Questa preziosa preparazione è formata, in parti uguali, da: Emblica officinalis ( Amalaki o amla), Terminalia Chebula (Haritaki) e Terminalia Bellerica (Bibhitaki) ed è considerata, in Ayurveda, uno dei più importanti  rasayana. Il significato vero del termine è nutrire in modo adeguato ogni parte del corpo allo scopo di ritardare il processo di invecchiamento, promuovendo la salute, l’immunità e prolungando una buona vita.

Amlaki, dal sapore aspro, è un tonico rinfrescante, viene utilizzato per trattare gli squilibri di pitta come ulcere, stati infiammatori di stomaco e intestino, eruzioni, stati congestivi del fegato e sensazioni di bruciori in tutte le parti del corpo; inoltre è ricchissima di vitamina C, ne possiede la più alta concentrazione in natura, circa 20 volte il contenuto di un’arancia.

Haritaki è considerato particolarmente benefico per trattare gli squilibri di vata; il suo sapore è amaro e ha proprietà lassative, antispasmodiche, lubrificanti ed antiparassitarie. E’ un’ottimo rimedio per gli stati di costipazione acuta e cronica, ansia, irrequietezza e sensazione di pesantezza fisica. Dei tre frutti che compongono la Triphala, l’Haritaki è quello che ha le più spiccate caratteristiche  lassative.

Bibitaki ha come obbiettivo quello di curare gli squilibri di kapha, il suo gusto primario è astringente mentre quello secondario è dolce, amaro e pungente e le sue principali proprietà sono astringenti, toniche, digestive ed antispasmodiche; nello specifico bilancia e purifica gli eccessi di muco, cura le affezione bronchiali, l’asma, le allergie e il singhiozzo.

Questo meraviglioso composto è energeticamente equilibrato, non prevalgono in esso ne proprietà “calde” ne “fredde”. Se assunto costantemente per un periodo prolungato provocherà, in modo lento, ad una eliminazione e purificazione di ama da tutti i tessuti del corpo. Lo si può trovare sottoforma di churna ( polvere) o anche in capsule, più semplici da prendere e se ne consiglia l’assunzione di 2 al giorno la sera prima di coricarsi con una tisana calda.

Un famoso detto popolare indiano recita: “Non dispiacerti se non hai una madre sino a quando possiedi del Triphala”, l’origine di questa frase è che si ritiene che la Triphala sia in grado di proteggere gli organi interni del corpo, così come una madre si prende cura dei propri figli.

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Sono una terapista ayurvedica diplomata presso la scuola AIMA Ayurveda di Milano associata con il Center for Study and Research on Alternative Medicine New Delhi, India. Master in "ayurveda therapy" presso la clinica ayurvedica Chakrapani di Jaipur (India) dove ho approfondito i miei studi. Mi occupo di aromaterapia e autoproduzione di oli, creme ed unguenti medicati dell'antica tradizione ayurvedica e mediterranea. Sto frequentando il corso di specializzazione in Aromaterapia con Luca Fortuna per ampliare ancora di più i miei studi; il mio intento è infatti quello di unire queste tradizioni antiche per la divulgazione di un benessere consapevole. L'uso degli olii essenziali appartiene alla tradizione erboristica occidentale, ma non altera assolutamente i principi dell'Ayurveda. Essa infatti raccomanda di "curarsi con le erbe del proprio giardino", poiché la natura offre in ogni situazione i principi attivi più adatti a chi vive in quel luogo. Scrivo di ayurveda, aromaterapia e rimedi naturali sul mio blog personale con la passione che mi appartiene da sempre per la cura del corpo e dell'anima che custodisce.