La Mononucleosi

La mononucleosi è una patologia infettiva virale erpetica causata dal virus di Epstein-Barr (EBV). Si tratta di una malattia che nei paesi sviluppati colpisce soprattutto gli adolescenti e gli adulti, mentre nelle aree più arretrate è più frequentemente riscontrata nei bambini. Soprattutto in quest’ultimi la patologia può non essere riconosciuta in quanto si presenta in forma lieve o addirittura asintomatica. Anche dopo la scomparsa degli eventuali sintomi il virus permane a lungo nell’organismo e può essere escreto attraverso la saliva anche per un anno. La trasmissione ed il conseguente contagio avvengono per via orale o attraverso il contatto con oggetti contaminati, oppure anche attraverso il sangue. Il virus si replica nelle cellule dell’epitelio che riveste la cavità orale, dopo di che infetta i linfociti B. E’ possibile che si verifichino anche sovrapposizioni batteriche da parte dello streptococco beta emolitico che peggiora la tonsillite ed i sintomi oro-faringei. Il periodo di incubazione è molto variabile e può spaziare da alcune settimane a due mesi. Nelle forme sintomatiche la patologia si manifesta attraverso i seguenti sintomi:

  • febbre, anche molto elevata
  • mal di testa
  • tonsillite con placche che rivestono il cavo orale
  • difficoltà nella deglutizione (disfagia)
  • rigonfiamento dei linfonodi di collo e ascelle
  • in alcuni casi anche ingrossamento della milza (splenomegalia)

La febbre e le manifestazioni che riguardano il cavo orale perdurano per sette-dieci giorni, mentre l’eventuale ingrossamento della milza dura un’ulteriore settimana. La guarigione sopraggiunge generalmente entro le quattro settimane. Per correlare i sintomi alla diagnosi è necessario eseguire alcuni esami ematici, tenendo presente che le alterazioni persistono anche per molte settimane. Fra i principali si evidenzia una riduzione dei granulociti neutrofili, aumento dei monociti e linfociti, diminuzione delle piastrine e aumento delle transaminasi. Dal punto di vista immunologico, invece, si osserva la presenza di IgM specifiche. La terapia viene impostata per contrastare i sintomi e modificare eventualmente il decorso:

  • paracetamolo, per abbassare la temperatura;
  • antiinfiammatori (in genere ketoprofene, ibuprofene e naprossene) per ridurre il dolore e l’infiammazione;
  • corticosteroidi a dosi decrescenti per ridurre l’edema;
  • antivirali (in genere aciclovir) per ridurre la replicazione virale e quindi la diffusione del virus, riservati però in genere ai soggetti che presentano un quadro di immunodepressione;
  • antibiotici, solo nel caso di sovrainfezioni ad esempio di tipo streptococcico.