La moxibustione

Ormai la medicina cinese sta prendendo sempre più piede, anche da noi..  E finalmente sta ottenendo il riconoscimento che merita, supportata sempre di più una sempre maggiore informazione su queste cosìdette “medicine alternative”.

Bene, questa sera non parlerò di questa millenaria tradizione medica, che rimane ancora la prima forma di cura in tutta l’Asia e in buona parte del mondo, ma tratterò uno dei molteplici metodi curativi, ovvero la moxibustione.

La moxibustione è una cosìdetta tecnica esterna, si adopera come coadiuvante all’agopuntura o a un massaggio, oppure da sola.

La moxa, è sostanzialmente polvere di artemisia, spesso e volentieri modellata in forma conica, delle dimensioni di pochi cm o in lunghi cilindri, molto simili a sigari. Ha un profumo particolare, caratteristico della pianta che la compone.

Una piccola curiosità, l’artemisia viene colta per tradizione il 21 giugno, solstizio d’estate.

Come funziona la moxa? Beh, intanto per cosa si usa. La moxibustione è usata per i problemi articolari, i dolori muscolari, patologie respiratorie come asma e bronchite e per i parti podalici.  O meglio per “raddrizzare” un bambino in posizione podalica.

L’artemisia viene bruciata sulla cute del paziente in diversi modi, per esempio per cauterizzazione diretta,  ponendo una sommità del cono sulla pelle e incendiando la parte opposta. Non si sprigiona una fiamma e la combustione è lenta e lascia un eritema sulla pelle, momentaneo, dovuto al calore intendo che viene sprigionato.

La trasmissione è un altro modo di utilizzare la moxa, ovvero usando l’artemisia ridotta in sigari, si tiene una parte del bastoncino vicino alla pelle, ottenendo un riscaldamento per trasmissione appunto.

La distanza che va tenuta tra l’artemisia e la  pelle è di circa 3 cm, sufficienti per il beneficio ma non per l’ustione.  Come ho già detto, al massimo può apparire un eritema.  Il tempo di applicazione va dai 10 a 30 minuti, con il bastoncino fermo o che segue un movimento rotatorio. Ovviamente la tecnica e il modo di uso, seguono l’indicazione della patologia, così come il punto di applicazione, che non necessariamente corrisponde al punto dolorante per esempio.

La medicina tradizionale cinese, da sempre segue una “mappa” dei nostri organi, curando magari gli occhi in un punto specifico del piede, o i problemi allergici in uno specifico del fegato.

Per esempio, come dicevo prima, la moxa viene utilizzata nei casi di parto podalico, per aiutare il bambino a girarsi nella posizione corretta. E per fare questo si stimola un punto specifico sul piede della mamma, verso la fine della gravidanza.

Può essere fatta da un medico, ma anche da una persona non qualificata, come nel caso dei parti podalici, dove è il compagno o qualcun altro che si occuperà di fare questo trattamento alla futura mamma.. Trattamento, se posso aggingere, sperimentato da diverse mie pazienti, sempre con ottimi risultati.

 

The following two tabs change content below.
Farmacista per caso, la mia vera vocazione è la scrittura… Da sempre mi occupo di benessere e salute, un po’ perchè sto ancora cercando il mio nirvana, un po’ perchè credo fermamente in quel che faccio e nell’aiutare gli altri a star bene… Scrivo su riviste farmaceutiche e da poco mi sto avvicinando a canali più conosciuti. Ho appena avviato una collaborazione con Condenast per il sito Style.it, dove parlo di sesso e farmacia.. Ho un seguitissimo blog, dove parlo di tutto quello che tratta l’universo farmacia, e spesso e volentieri sono ospite a Radio Deejay in veste di “Carrie Bradshaw dell’universo farmacia”… Ma non di sola scrittura e farmacia vive la donna…

Ultimi post di Paola Piumazzi (vedi tutti)