Il Sogno Americano dei Farmacisti Italiani, Walgreens!

Lasciatemi fare una premessa su Walgreen prima di inziare a parlare dell’argomento. Per chi non lo sapesse, oggi rappresenta la più grande catena di farmacie nel mondo. Fino al 30 Giugno del 2012, solo negli Stati Uniti d’America, la compagnia aveva oltre 7 mila farmacie; per non parlare dell’ultima estensione che l’ha avuta protagonista in Europa per l’assormbimento del gruppo Alliance Boot, uno dei maggiori grossisti farmaceutici dell’ovest del vecchio continente, con oltre 3000 farmacie assorbite in più di 25 nazioni Europee.

Adesso di fronte a quest’immensità durante la mia attuale esperienza negli Stati Uniti, sto avendo modo di osservare le farmacie di questo grande gruppo. Ogni volta che guardo dall’esterno queste farmacie, che di certo non passano inosservate, rimango sempre più meravigliato. Pensate che ogni “store” è grande come un supermercato! Intendo che sono ubicate all’interno di una sorta di capannoni a sé stanti o altre volte occupano tre o quattro piani di edifici. Una volta dentro si rimane increduli e le prime domande che sorgono in mente sono: dove si trovano le medicine? i prodotti da banco? è una farmacia questa o un mix di Acqua&Sapone, 99 cents, conad, euronics ecc..? Assurdo! dove sono i farmacisti?

Alla fine con un pò di pazienza troverete un angoletto amorfo senza locandine o cartelloni pubblicitari, dove c’è scritto neuralmente “Pharmacy” evviva! Un locale con dentro qualche scaffale con un pò di medicine con pochi pazienti in fila che ovviamente stanno seduti su delle panchine apposite con in MANO LA RICETTA in attesa del proprio turno. Qui è vietata la distribuzione di medicinali presenti all’interno della farmacia senza ricetta medica qualunque sia l’emergenza. A questo punto mi sono detto: sarà un fatto culturale ridendo sarcasticamente, perchè ciò che vedevo mi sembrava del tutto irreale. Fortuna che non dovevo andare in farmacia per comprare delle medicine, ma volevo comprare semplicemente dei cuscini… So a cosa state pensando ma credetemi c’è di tutto e di più in questi megastore.

Bene, ci sono degli aspetti molto interessanti che la figura del farmacista ricopre negli Stati Uniti. Per prima cosa qui il farmacista è considerato come un medico di base e questo la dice lunga sul modo culturale di relazionarsi con un professionista che ha una certa responsabilità sulla salute umana. Infatti gli è data la facoltà di dialogare con il medico di medicina generale sui dosaggi da stabilire per una terapia e sulle eventuali preparazioni galeniche da fare nel caso non esistesse in commercio una forma farmaceutica con un dosaggio predefinito. Gli è inoltre concesso di trascrivere le ricette mediche per alcuni pazienti con patologie croniche sotto cura. Qui non sono neanche tenuti a promuovere e vendere nel reparto di dermo-cosmetica o nel reparto di maternità ad esempio, in quanto c’e’ un addetto specializzato che non è un farmacista.

In aggiunta, oltre ai magazinieri che ovviamente non posso stare dentro la farmacia, vi e’ una figura professionale che in Italia non esiste ahimè  chiamata “Pharmacist Technician“. Si tratta di un tecnico che non ha una laurea in Farmacia, ma un titolo della durata di un anno o due che gli permette di avere le conoscenze scientifiche necessarie e la licenza per poter assistere un farmacista in tutte le attività della farmacia compresa la galenica. Questa figura è anche un tramite di vendite tra la farmacia e i clienti che hanno bisogno di assistenza e di informazioni, oltre ad essere l’addetto alla segreteria della farmacia.

Insomma due paesi e mentalità totalmente diverese! Se dovessi fare una valutazione comparativa direi che ovviamente il nostro sistema conservatore e tradizionalista andrebbe rivisto profondamente, a mio parere, dal punto di vista etico e professionale e ancora prima a partire dal sistema universitario. Questo perché un laureato in farmacia, non puo’ stare dietro ad un banco ed effettuare le prenotazioni per il CUP o affrontare ad esempio il problema delle vendite. Dovremmo occuparci del benessere e della salute e non delle strategie di vendita. Per quanto riguarda il sistema statunitense innovativo e liberale anch’esso andrebbe rivisto da un punto di vista della sicurezza e della farmacovigilanza soprattutto per quei tanti OTC che si vendono tra gli scaffali che nemmeno si sa’ cosa siano. Qui vorrei anche aprire una parentesi e sfatare il mito che negli Stati Uniti vendono tutto. Per favi un esempio banale anche i colluttori a base di ibuprofene per non citare nomi commerciali richiedono la ricetta medica. Quello che posso dire è che ci sono solo un po’ di medicinali per uso  esterno che si vendono come OTC e che da noi sono considerati di fascia C, ma niente altro.

Non vorrei cadere nella trappola delle conclusioni, queste ve le faccio fare a voi. Ma lasciatemi dire che qui le cose vanno meglio, anche se non tutti si possono permettere di avere un’assicurazione sanitaria che copre le spese delle medicine, ma dopo l’esperienza avuta in Italia vorrei assicurare agli americani [salario medio di 31,078 €/anno  (dati OCSE 2011)] che anche in Italia ci sono tanti farmaci che i cittadini Italiani [salario medio di 19.147 €/anno (dati OCSE 2011)] devono pagare amaramente nonostante le detrazioni per le loro spese sanitarie imposte.

The following two tabs change content below.

Ragheb El Assouad

Farmacista Italo-Sirano esperto di digital marketing farmaceutico. Credo molto nel potenziale nelle informazione medica digitale nel migliorare l'efficacia dei servizi del sistema sanitario. Offro soluzioni alternative a chi ne ha bisogno.
  • Deborah

    Salve! vorrei chiederti qualche info in più riguardo alla professione del farmacista negli US. Anche io ho preso una laurea in Informazione Scientifica sul Farmaco, ora sto per laurearmi in Farmacia e aspiro anche io al sogno americano! vorrei sapere se la nostra laurea viene riconosciuta negli Stati Uniti o cosa bisogna fare per poter lavorare in questo settore. Mi saresti di grande aiuto,grazie!

  • Ciao Deborah,
    grazie per il tuo commento. Lavorare negli States e’ piu’ complicato di quanto si crede. Nel senso che prima di vedere se si puo fare, devi vedere come risolvere eventualmente la questione dell’immigrazione. In generale la laurea [ riconosciuta ma richiede cmq il conseguimento di un’esame di stato che da’ l’abilitazione e la licenza. A presto

    • kitty

      Ciao io sono kitty, una farmacista laureata in Italia, avevo da chiederti la stessa domanda di Deborah ma diciamo hai risposto….io già sono stata due volte negli stati uniti e ora ci ritorno ad aprile. Effettivamente il vero problema è come rimanere lì. Io diciamo mi sono informata volevo sapere se è corretto. Mi hanno spiegato che devo fare prima il teflon e poi fare questa licenza per l abilitazione che cmq nn è un esame da poco e nel frattempo fare un intership cioè un tirocinio. Ed ecco la mia domanda come fare questo tirocinio? Per quanto riguarda il visto spero l anno prof di sposarmi.

      • Ciao Kitty e grazie per il commento! Si il matrimonio potrebbe essere una soluzione non da poco, ma sappi che il processo per ottenere il visto tramite matrimonio non è affatto corto anche se ti sposi con un cittadino americano! Leggendo il tuo commento mi pare di capire che vai in uno stato in cui è richiesto il tirocinio di affiancamento. Tuttavia, è una questione che varia da stato a stato. Pensa che alcuni stati non lo richiedono! Il TOEFL è richiesto di solito ai fini dell’esame di stato. Iniziare un tirocinio li fondamentalmente è come in Italia, è base volontaria oppure mandataria attraverso l’università. Ti consiglio di rivolgiti ai departimento del lavoro dello stato in cui tvuoi trasferirti per la questione, perché potresti trovare anche delle scorciatoie 😉 …
        A presto

  • elena

    Il sogno americano dei farmacisti italiani mi sembra che pian piano stia diventando sempre più realta a giudicare da come si stanno modificando e ampliando gli allestimenti delle farmacie, l’importante è che contemporaneamente si evolva anche la mentalità dei farmacisti per cogliere tutte le opportunità che questi cambiamenti possono offrire.

  • Igor

    Ciao, sono Igor, laureato e iscritto all’ordine dei farmacisti in Italia ma attualmente disoccupato.
    Ho capito che per lavorare negli states occorre superare l’esame di stato e il TOEFL. Ti chiedo però come è possibile risolvere il problema dell’immigrazione per una persona che non è mai stata in USA e non conosce nessuno che ci lavora.
    Bisogna trovare un lavoro generico, nel frattempo fare l’esame di stato e poi cercare lavoro come farmacista?
    Grazie
    ciao

    • Ciao Igor, grazie per il tuo commento! puoi vedere se ci sono delle aziende disposte a sponsirizzarti e offrirti quindi un contratto di lavoro. Cosa un pochino difficile dati gli oneri economici che le aziende americane hanno nei confronti dell’autorità governative. La tua potrebbe essere un idea, ma è un pò complicata e dispendiosa economicamente parlando. Infatti, tanti hanno ottenuto un visto studenti per partire e hanno fatto dei lavoretti extra (illegale lavorare con il visto studente) per manteresi con lo studio e rinnovare la loro iscrizione universitaria e per rimanere fondamentalmente e c’è l’hanno fatta ma tanti altri sono stati beccati e sono stati estradiati e gli è stata negata la possibilità di tornare in USA a vita. Insomma puoi vedere, ma a tuo rischio…
      A presto

  • Silvy

    Ciao!!!:) Volevo farvi i complimenti per questo sito che trovo davvero interessante!! Quest’articolo poi é stato illuminante!!Volevo sapere ma lí negli USA oltre alla laurea magistrale/specialistica italiana in Farmacia o CTF sono riconosciute le nostre scuole di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera per poter lavorare lí come Farmacista di reparto in Ospedale?? Oppure la scuola di Specializzazione in Farmacologia??? Eventuali Masters??? O sarebbe meglio continuare i propri studi ed aggiornarsi lí???grazie a chi risponderà!!!:)

    • Ragheb El Assouad

      Ciao Silvy,
      grazie per l’interessamento al nostro sito e ti ringrazio moltissimo per i complimenti. Allora sarò breve! La laurea in farmacia europea non equivale alla laurea in farmacia americana. In america la facoltà di farmacia è di 6 anni, durante i quali gli studenti dal primo anno fin all’ultimo fanno dei tirocini che durano da 3-6 mesi sia in ospedale che ne pubblico. Un laureato in farmacia in America, una volta fatto l’esame di abilitazione può lavorare dove vuole e non ha bisogno di nessuna specializzazione poiche si considera già pronto. Purtroppo non riconoscono ulteriori titoli conseguiti al di fuori della laurea in farmacia o in CTF ma anche dopo il riconoscimento dovrai fare un esame di stato per gli stranieri prima ancora di apprdare a quello che fanno anche loro…Spero di esserti stato d’aiuto. A presto

      • Emanuela

        Ciao vorrei sapere se esistono carriere in ambito farmaceutico che si possano fare senza esame FPGEE
        Sono farmacista e desidero trasferirmi negli states con le mie figlie appena si laureano
        Grazie emy

        • Ragheb El Assouad

          Ciao Emy,
          Se intendi per carrier delle opportunità di lavoro, si ma il titlo non avrebbe una valutazione e quindi saresti paragonata a qualcuno che ha una maturità scientifica oppure una triennale in scienza. Quindi le uniche cose che potresti fare una sorta di magazieniere oppure il rapresentante farmaceutico ma ovvio ci sarebbe poi bisogno di un inglese perfetto. Tuttavia, qualsiasi lavoro tu scelga di fare ci sarebbe bisogno della licenza dello stato e la loro accettazione che non é cosi scontata..
          A presto..

          • Emanuela

            Grazie per la risposta
            L’Informatore farmaceutico potrebbe essere una soluzione alternativa ma, il lavoro è paragonabile all’informatore italiano?
            Lo stipendio….?? Hai idea più o meno???
            Ti ringrazio in anticipo
            Emy

          • Ragheb El Assouad

            Dipende sempre dall’azienda dove andrai a lavorare e cmq sia sono molto al di sopra dei livelli italiani.

  • Silvy

    Grazie mille!!sei stato velocissimo nel rispondermi…dunque deduco da quello che dici che le nostre scuole di specializzazione lí sn praticamente inutili…!!!:( Quindi se si volesse fare il farmacista negli USA bisognerebbe venire lì subito dopo la laurea presa in Italia e fare in America l’esame per l’abilitazione all’esercizio della professione?! E’ così che hai fatto anche tu?? E tale esame x l’abilitazione come é strutturato?? Scritto tipo test o orale o qualcosa di pratico??
    Infine x quanto riguarda le aziende farmaceutiche ecco per lavorare nelle aziende farmaceutiche lí in America cosa bisogna fare??la nostra laurea in Farmacia,Ctf e magistrale in Biotecnologie del farmaco vanno bene??
    Grazie ancora!:)

    • Ragheb El Assouad

      Si in pratica specializzazioni ecc non servono a nulla, ma ti fanno solo curriculum. Si uno dovrebbe fare come dici tu, ma purtroppo non se ne sà abbastanza in giro di questa cosa. Quello che ti posso dire che è scritto della durata di 5 ore e si fa due volte all’anno e che non tutti passano al primo o al secondo tentativo.
      Per quanto riguarda le aziende farmaceutiche le nostre lauree vanno bene, ma richiedono abilità nel parlare di livelli di un lingua madre quasi, poichè per loro la comunicazione e il marketing vengono prima di tutto.

  • Pinkchef

    Salve! Io ho un altro tipo di problema. Sto x laurearmi in farmacia e non ho problemi con i documenti poiché sposerò un italo-americano e ci trasferiremo nello stato di New York. Può spiegarmi un po meglio come fare per lavorare lì. Inoltre può consigliarmi a chi rivolgermi per l’esame di stato da fare negli states?! La ringrazio anticipatamente.

    • Ragheb El Assouad

      Ciao,
      il mio consiglio e’ di pensare al matrimonio prima e poi mi puo contattare di nuovo. E’ inutile parlarne adesso poiche’ fino a quando prende i documenti necessari passeranno dai 3-6 mesi anche se si sposa con un cittadino. Una volta fatto, dipendera’ dal lavoro che vorra’ fare con la sua laurea. Nel caso lei vorra’ fare la farmacista, deve avviare delle pratiche per far riconoscere la laurea e poi deve fare uan serie di esami per l’abilitazione. E’ un lungo processo al quale potro’ anche aiutarla, ma ne dobbiamo parlare privatamente.
      A presto

      • Pinkchef

        Ciao,
        come posso contattarla privatamente? grazie per la sua disponibilità.
        Saluti

        • Ragheb El Assouad

          contattami tramite la sezione contatti in alto dal menu. 😉

      • Francesco

        Salve, anche io sono nella stessa situazione di Pinkchef e sto chiedendo anche a college locali per maggiori informazioni. Volevo chiederle se fosse possibile contattarle privatamente.
        Grazie mille!

        • Ragheb El Assouad

          Dipende da cosa vuole chiedere…Comunque siccome non posso rispondere a tutti in privato, potete scrivere nel forum. Poi da li possiamo esaminare le cose al meglio e vedere se ce la volonta’ di passare alla fase successiva, ossia alle conversazioni in privato. Chiedo scusa ma spesso le domande sono sempre le stesse e mi ritrovo a dire tutto da capo.

  • Salve, io mi iscriverò in ctf , il mio sogno sarebbe lavorare in un’industria farmaceutica negli USA, se mi laureo qui in Italia e poi inizio la specializzazione in America posso lavorare in un’industria farmaceutica del posto? Devo ugualmente sostenere un esame per aver riconosciuta la mia laurea

    • Ragheb El Assouad

      Salve Anna,
      grazie per il commento. Lavorare nell’industria farmaceutica in USA non serve la laurea in CTF o Farmacia se si vuole lavorare nella vendita ma dipende anche dal settore specifico di interesse. Lavorare in questo campo e’ come per altri campi, l’accesso e’ possibile solamente previa sponsorizzazione di un datore di lavoro o l’acquisizione della “Green Card”. Per quanto riguarda la laurea dipende sempre da quello che si vuole fare nello specifico. Puo’ anche cambiare da stato a stato. Spero di essere stato esaustivo.
      A presto

  • MartaChiara

    Buongiorno, sto valutando seriamente il trasferimento in California, a breve finiró farmacia. Parto non sapendo bene l’inglese quindi sto cercando il modo di ottenere un visto studio lavoro per mantenermi con lavoretti facendo dei corsi di inglese. So del tanto temuto naplex, che effettivamente, anche sapendo la lingua, immagino richieda molti mesi di preparazione (ho visto alcuni test e sono veramente difficili). Mi domandavo se esistono altre figure professionali dove poter essere assunta senza il naplex, dato che sostanzialmente serve per fare il classico farmacista. Da noi in Italia si può lavorare in laboratori, nei trials clinici ecc ecc a volte senza bisogno dell’esame di stato. Escludo la carriera da ricercatore in quanto spesso richiedono dottorati o altro. Inoltre ho visto che esistono corsi universitari per diventare prescriber, anche di breve durata, potrebbe essere un escamotage per evitare il naplex o viene richiesto comunque anche solo per accedere a questi corsi? Preciso che ho un amico americano che potrebbe farmi da sponsor e aiutarmi.

    • Ragheb El Assouad

      Salve,
      se ha un amico che la può sponsorizzare meglio e le permette di avere un vantaggio, ma le anticipo che non è cosi semplice avere il visto lo stesso, intendo che la procedura è un pochino lunga lo stesso. Poi dipende anche dal tipo di sponsorizzazione e dalla capacita del suo sponsor di convincere le autorità dell’ufficio dell’immigrazione.
      Per richiedere l’accesso in questi corsi che dice comunque dovrebbe fare altri esami come quelli richiesti per l’accesso nelle università nella maggior parte dei casi. Comunque solo un medico e il nurse practitioner possono prescrivere negli USA, non sono a corrente di altri professioni con questo potere, ma la prego di segnalarmeli se sa di preciso chi sono.
      Nell’ambito del settore farmaceutico, ci sono delle figure che non richiedono il naplex ma cmq richiedono la licenza d’esercizio che a sua volta ha delle scadenze entro le quali dovrebbe fare degli esami per ottenerne la certificazione.
      Come dice lei, il naplex e gli altri esami richiesti sono molto difficili e ci vuole una mole di studio non indifferente poichè soprattutto bisogna fare tutto in inglese. Inoltre, a titolo informativo, le dico che il Naplex della California non è riconosciuto negli altri Stati poiche l’ente che emana questo esame non è riconosciuta a livello federale e cmq sia non può farlo prima di aver fatto la convalida della laurea e circa 8-9 mesi di praticantato full time..
      Spero di essere stato d’aiuto, a presto.
      Grazie

  • NESPOSTYLE

    Ciao ti posso chiedere aiuto? Vorrei anche io emigrare negli USA, parlo benissimo inglese americano e lo capisco bene .. sono farmacista e sono disponibile ad andare ovunque, in qualsiasi Stato .. in quale mi consigli di andare x trovare facilmente lavoro? Io ho 34 anni dici che potrei farcela ad iniziare ad andare e trovarmi un lavoro qualunque ? La mia idea è andare e trovare un lavoro anche umile. Per poi fare gli esami x poter praticare la professione di farmacista.. cosa mi consigli?? Grazie Silvia

    • farmacistionline

      Ciao Silvia,
      grazie per il commento. Il fatto che parli bene inglese, e’ un vantaggio, ma non e’ neanche detto perché devi fare anche l’esame di lingua e devi soddisfare certi requisiti in termini di punteggio. Gli stati consigliati sono quelli che richiedono un durata inferiore di praticantato. Il lavoro qui non guarda l’età’. Il mio consiglio e’ quello di iniziare la pratica di riconoscimento sin da subito dall’italia ed aspettare fino a quando l’ordine americano ti fa sapere qualcosa. Così nel frattempo continui a fare la farmacista in italia e non un lavoro umile qua (illegale). Userei il mio viaggio eventuale per la lingua in un secondo momento e tutto il resto. A presto

  • Federica

    Ciao, sono a Ny,sono farmacista abilitata in italiana, e sono qui per approfondire la lingua, studiando presso la più prestigiosa scuola a Ny,che si trova nell’empire(in modo tale da arricchire il mio CV!). Vorrei introdurmi nel mondo del lavoro, presso aziende farmaceutiche, anche con un internship, solo non sto riuscendo a trovare la giusta strada! Cosa mi consigli di fare?
    Grazie mille
    Federica

  • Luca

    Ciao, sono un farmacista da ormai 8 anni e sto seriamente pensando di trasferirmi in Colorado, come potrei fare a convalidare la mia laurea? E nel mentre lo faccio posso lavorare come magazziniere ?

    • Ragheb El Assouad

      Ciao Luca,
      grazie per il commento. Onestamente ci devo scrivere ancora un articolo, ma devo trovare il tempo da dedicarci. Tutto si può’ fare, ma prima di prendere certe decisioni, devi vedere come risolvere la questione dell’immigrazione, poiché fare certi tipi di lavori e’ praticamente impossibile senza un il soggiorno regolare. A presto
      Ragheb El Assouad

  • Raffaele Ciccarelli

    SALVE SONO UN LAUREATO IN CHIMICA E TECNOLOGIE FARMACEUTICHE ED ABILITATO ALL’ORDINE DEI FARMACISTI DI NAPOLI ITALIA E SVOLGO L’ATTIVITA’ DI FARMACISTA DA TRE ANNI VORREI PROVARE A FARE IL FARMACISTA A MIAMI VORREI SAPERE TUTTO L’ITER CHE DEVO AFFRONTARE E A CHI POSSO RIVOLGERMI GRAZIE PS STO PROVANDO A REGISTRARMI AL SITO MA PENSO CHE DEVO ASPETTARE QUALCHE GIORNO

    • Ragheb El Assouad

      Grazie per il commento e grazie per l’iscrizione. Da collega e per esperienza personale, a meno che non hai una preparazione da farmacista ospedaliero ed una preparazione linguistica eccellente, ti sconsiglio la strada. In ogni caso, ti devi rivolgere alla NABP.