L’Artiglio del Diavolo, un Toccasana Contro il Dolore Reumatico Osteoarticolare.

L’Harpagophytum procumbens, comunemente noto come Artiglio del Diavolo, è una pianta perenne, erbacea, appartenente alla famiglia delle Pedaliaceae. L’Artiglio del Diavolo deve il suo nome alle radici dure e nastriformi che caratterizzano i suoi frutti. Queste escrescenze sono dotate di uncini che, penetrando nel corpo o nelle zampe degli animali, procurano ferite, costringendoli a compiere una danza “indiavolata”.

La droga è data dalla radice secondaria e contiene glucosidi iridoidi (procumbide, arpagoside, arpagide), carboidrati ed alcuni fenoli (acetoside, verbascoside). L’artiglio del diavolo si è dimostrato particolarmente attivo soprattutto nelle situazioni che causano dolore ed infiammazione come tendiniti, osteoartrite, artrite reumatoide, mal di schiena e dolori cervicali. Tali proprietà sono state confermate da numerosi studi condotti in vitro e in vivo, che hanno paragonato l’efficacia di comuni prodotti antinfiammatori a quella degli estratti naturali di Arpagofito. In molti casi i risultati sono stati incoraggianti e, anche quando è stato messo a confronto con il placebo, l’artiglio del diavolo ha sempre confermato le proprie virtù terapeutiche.

Ma cosa s’intende per malattie reumatiche?
Secondo l’Arthritis Foundation con la dicitura “malattie reumatiche” s’ includono circa 100 diversi tipi di patologie, che possono colpire le articolazioni e il tessuto connettivo e possono provocare dolori, gonfiori e spesso divengono croniche. Tra queste patologie ricordiamo:1) Artrite, 2) Osteoartrite, 3) Fibromialgia, 4)Artrite Reumatoide.

Ora cercherò di far luce su ognuno di queste patologie citate. L’artrite è un’infiammazione a carico dei tessuti molli di una o più articolazioni. Le zone del corpo più colpite sono polsi, ginocchia, gomiti, dita delle mani e dei piedi. L’osteoartrite è una patologia caratterizzata dalla degenerazione della cartilagine articolare e si manifesta soprattutto alle ginocchia, all’anca, alla colonna vertebrale, alle dita. La fibromialgia è una condizione caratterizzata da dolore cronico e generalizzato alla muscolatura, dolori articolari, rigidità, insonnia, cefalea, ansia. L’artrite reumatoide è una poliartrite infiammatoria progressiva a carico delle articolazioni sinoviali a patogenesi autoimmunitaria.

In condizioni idonee e igieniche adatte, si può effettuare una preparazione popolare semplice secondo antiche tradizioni descritta anche nella letteratura scientifica. Consiste di mettete un cucchiaio di radice essiccata polverizzata (1-3 g) in 150ml di acqua, possibilmente distillata, e di portala all’ebollizione e lasciarla per 10 minuti per ottenere una soluzione contente i principi attivi.  Si Filtra e si lascia raffreddare, si immerge del cotone idrofilo per passarlo successivamente sulle zone doloranti interessate e si ripete per tre volte al giorno.

Nella letteratura a disposizione presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità, si sconsiglia l’uso nei pazienti chi soffrono di problemi di stomaco dovuti ad ulcere peptiche, per la capacità di stimolare la produzione dei succhi gastrici e della bile; e nei pazienti che dimostrano delle tolleranze nei confronti della piante o della sua specie e in genere nei confronti degli ani-infiammatori da banco di libera vendita. Inoltre per maggiore sicurezza si sconsiglia l’uso in gravidanza e durante l’allattamento per la scarsa presenza di materiale a riguardo.  Infine generalmente chi presenta problemi di calcolosi biliari deve consultare il proprio medico prima di usare tale pianta anche se si tratta di una semplice radice.

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Ada Di Lecce

Classe 1983. Laureata in "Scienze erboristiche" alla Facoltà di Farmacia "Federico II" nell'ottobre 2009 e successivamente in "Scienze degli alimenti e nutrizione". Nutro gran passione per il magico mondo delle erbe.