Gli Indiani d’America Usavano l’Echinaceae al Posto degli Antibiotici sulla Pelle

Una pianta che è stata scoperta dalla società medica del mondo antico dopo la scoperta dell’America. Dopo l’arrivo degli europei nel nuovo mondo, iniziarono i primi scambi culturali con le popolazioni native. Una delle cose che europei notarono fu l’uso di particolari piante mediche come le radici di echinaceae sulle ferite e su alcune condizioni patologiche della pelle. Tuttavia non avendo le tecnologie di cui si dispone ora, non si poteva sapere i motivi degli effetti miracolosi di questa pianta, che tra l’altro, veniva  anche venerata dalla popolazioni native d’America.

Attualmente la ricerca ha fatto passi da gigante ed è riuscita ad isolare le specie di echinaceae più interessanti data la vasta gamma di varietà. Le specie più ricche in contenuti attivi sono la purpurea, la pallida e l’angustifolia. Una volta raccolta, l’echinaceae, si tagliano le radici e i rizomi e si lavorano. Tra i vari estratti che interessano dal punto di vista dermatologico-cosmetico, certamente sono gli estratti ottenuti per spremitura e dagli estratti glicerici. Per uso dermatologico, l’OMS raccomanda l’uso del succo fino al 15% delle preparazioni semi-solide e per un periodo non più lungo di 8 settimane sulle ferite in corso o in guarigione e su alcune condizioni dermatologiche di tipo eritematoso o bolloso. In cosmetica si usano gli estratti glicerici, la dose raccomandata è fino al 10% delle preparazioni, soprattutto nelle lozioni e creme da corpo pre- e post- parto come emollienti, lenitive contro le smagliature; nei prodotti solari e antiage per la sue azione idratanti, antiossidanti e protettive dai raggi UV, mantenendo il tono e l’integrità della pelle.

Un numero di entità chimiche è stato rinvenuto al suo interno dal punto di vista chimico-biologico, includendo oli essenziali volatili, acidi organici e derivati (come i derivati dell’acido caffeico) e altre sostanze con attività immunostimolanti, antinfiammatorie, antiossidanti, antibatteriche, antimicotiche ed antivirali.

Principalmente, tre sono i meccanismi biologici che vengono scatenati dall’echinaceae e che trovano riscontro anche al livello dermatologico:

  1. l’attivazione della fagocitosi;
  2. la stimolazione dei fibroblasti e l’aumento della mobilizzazione dei leucociti;
  3. l’inibizione dell’attività della ialuronidasi, un enzima deputato alla degradazione dell’acido ialuronico con conseguenti effetti antiinfiammatori, per la riduzione della permeabilita tessutale.
Tuttavia ci sono altri studi sperimentali che dimostrano un effetto importante al livello dei vari processi scatenanti le infiammazioni. Per quanto riguarda l’attività antiossidante, vi è lo “scevening” dei radicali liberi e la chelazione dei metalli di transizione, prodotti dallo stress quotidiano sulla pelle. Infine la capacita antibatterica, antimicotica ed antivirale è data dall’inibizione della crescita e dell’attività di numerosi tipi di Candida e Streptococco e Critpococco, oltre ad un’azione indiretta contro HSV prevenendo l’herpes labialis soprattutto nei periodo estivi con intensa gamma di raggi UVA e UVB.
Raramente si sono osservati casi di ipersensibilità cutanea ma nonostante ciò, i soggetti a rischio che manifestano di solito particolari allergie ad altre piante della famiglia delle Astraceae dovrebbero tenersi alla larga dai prodotti che contengono dunque l’echinacea. Non esistono dati che suggeriscono l’uso in gravidanza e nei bambini (soprattutto in quelli al di sotto dei 12 anni di eta’), perciò il suo uso è controindicato e consiglio sempre di parlare con un medico o un farmacista prima di considerarne l’uso.
La pianta dimostra avere delle caratteristiche indiscusse dalla comunità scientifica. Anche se l’importazione e la coltivazione sono state bloccate con l’avvenimento degli antibiotici, attualmente ce un ritorno di fiamma a questa pianta ancora da scoprire. Infatti alcuni studi in vitro stanno dimostrando un azione efficacie contro alcuni ceppi batterici, di cui gli antibiotici di oggi a disposizione risultano inefficace, dato anche l’abuso di quest’ultimi e soprattutto in Italia. Forse gli americani nativi avevano ragione e conoscevano già il problema?
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Ragheb El Assouad

Farmacista Italo-Sirano esperto di digital marketing farmaceutico. Credo molto nel potenziale nelle informazione medica digitale nel migliorare l'efficacia dei servizi del sistema sanitario. Offro soluzioni alternative a chi ne ha bisogno.