L’antica galenica estrattiva: infusi, decotti e macerati.

Spesso leggiamo su riviste termini quali infuso, tisana, decotto e molti altri, ma cosa sono, in realtà queste preparazioni? Tali preparazioni sono denominate “galeniche”, da Galeno, medico dell’antica Grecia che a cavallo tra il secondo e terzo secolo d.C adoperò numerose erbe medicinali o i loro estratti come medicinali. A Galeno si attribuisce la pratica di comporre i rimedi medicamentosi miscelando varie sostanze a concentrazioni opportune, adattandole al singolo malato.

Il termine “preparazioni galeniche”   è utilizzato ancora oggi per indicare quelle forme  medicamentose mediante cui possono essere somministrati i principi attivi, ossia gli agenti accertati che determinano la terapia. Le formulazioni galeniche possono essere classificate in: solide, semi-solide e liquide. Nel corso dell’articolo cercherò di focalizzarmi sulle varie tecniche estrattive adoperati in un laboratorio.  Lo scopo di tutti i procedimenti estrattivi è quello di ottenere in forma più pura, e talvolta più concentrata, i principi attivi della droga. La droga rappresenta quella parte organica (parte di pianta o di animale) oppure inorganica (come una pietra) impiegata in un processo estrattivo.

Gli Estratti si ottengono per mezzo della:

  1. macinazione della droghe essiccate, mediante processi idonei, per ottenere le polveri o i granulati che possono subire vari processi di trasformazione ma non necessariamente;
  2. distillazione in corrente di vapore (essenze, idrolati) oppure con alcol (alcolati);
  3. infusione e la decozione per ottenere rispettivamente infusi e decotti;
  4. macerazione per ottenere le tinture, soluzioni gliceriche, oleoliti e vini medicati.

La distillazione è una tecnica che ha lo scopo di separare varie sostanze: le volatili dalle fisse. Si distinguono tre tipi di distillazione:

  1. a pressione ordinaria, che si esegue alla temperatura di ebollizione della sostanza da distillare alla pressione atmosferica. Tale tipo di distillazione è utilizzata  quando la sostanza non si altera alla temperatura di ebollizione.
  2. a pressione ridotta, che consente di distillare qualsiasi miscela ad un atemperatura inferiore al suo normale punto di ebollizione. E’ utilizzata quando le sostanze da distillare si alterano alla temperatura di ebollizione e quando si intende abbreviare il tempo necessario alla distillazione.
  3. in corrente di vapore si utilizza quando si volgiono separare alla temperatura di ebollizione dell’acqua, 100°, alcune sostanze che hanno punti di ebollizione più elevati. L’acqua riscaldata evapora, attraversa la droga e provoca l’evaporazione dei principi attivi. I vapori condensano e sono raccolti  in unrecipiente dove si separano dall’acqua.

L’infuso è una preparazione estemporanea liquida ottenuta versando acqua bollente sulla fonte vegetale da cui si desidera estrarre  la componente idrosolubile. L’infusione è una tecnica di estrazione applicata quando  la droga è costituita da tessuti delicati, come foglie e fiori.

E’ opportuno non confondere l’infuso con il decotto, ottenuto per immersione in acqua bollente di una droga vegetale, allo scopo di estrarne alcuni principi attivi. Il decotto è indicato per ottenere sostanze di interesse erboristico o farmaceutico da droghe particolarmente coriacee (cortecce, radici, semi). 

Il macerato è una preparazione liquida ottenuta per macerazione, attraverso l’immersione prolungata di una droga vegetale in un solvente a temperatura ambiente e poi lasciato riposare in un recipiente coperto, per periodi variabili da alcune ore fino a diversi giorni. Prima dell’assunzione, il macerato va generalmente filtrato.

In particolare, il macerato è indicato soprattutto per estrarre principi attivi di interesse erboristico o farmaceutico, idrosolubili ma termolabili (inattivati dal calore) o volatili (che si perdono per evaporazione). A seconda del solvente impiegato, i macerati si classificano in acquosi (substance water extract), idro-alcolici o alcolici (tinture ed etratti glicerici), oleosi (oleoliti)

La tintura è una preparazione di utilizzo erboristico, fitoterapico, omeopatico o cosmetico, per ottenere formulazioni salutistiche; può rappresentare essa stessa una preparazione, oppure una base di partenza per ottenere diverse formulazioni salutistiche. La tintura si definisce “madre” quando nasce prevalentemente come base per altre preparazioni e si ottiene ponendo la droga fresca in un solvente di un certo tipo, il quale non è quasi mai acqua, se non miscelata a un solvente alcolico; questo per garantirne una migliore conservabilità.

Nei macerati glicerici,  a differenza delle tinture, il solvente è una miscela di glicerina e alcol nella quale la droga si lascia macerare per circa 21 giorni. Il liquido ottenuto viene commercializzato per diversi usi.

Gli enoliti o vini medicati sono particolari tipi di tinture ottenute utilizzando vini come solventi di estrazione.  Si utilizzano vini rossi per ottenere un prodotto ad azione astringente; vini  bianchi per preparare enoliti da droghe contenenti alcaloidi, che precipiterebbero con i tannini presenti nei vini rossi. Oggi non sono molto utilizzati perché sono di limitata conservatività.

L’oleolita è un olio medicato ricco delle sostanze liposolubili estratte dalla droga. La droga fresca, opportunamente sminuzzata, è lasciata macerare in olio vegetale, solitamente di mandorle dolci, oliva per svariati giorni, e poi filtrata. Gli oleoliti si utilizzano soprattutto per via esterna: applicati sulla pelle, vanno a costituire un film oleoso sulla superficie cutanea, che può avere varie finalità emollienti, lenitive, antinfiammatorie e cicatrizzanti (come l’oleolita di iperico o di calendula), o ancora antinfiammatorie e antireumatiche.

La maggior parte di noi quotidianamente utilizza le preparazioni citate e pratica, magari inconsapevolmente, l’antica arte galenica. Ora siamo tutti più consapevoli di ciò che utilizziamo. E voi  quale preprazione preferite e utilizzate con più frequenza?

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Ada Di Lecce

Classe 1983. Laureata in "Scienze erboristiche" alla Facoltà di Farmacia "Federico II" nell'ottobre 2009 e successivamente in "Scienze degli alimenti e nutrizione". Nutro gran passione per il magico mondo delle erbe.
  • qualcuno sta usando il programma http://www.galenica.it per le preparazioni in laboratorio? vorrei pareri in merito

    • Salve Francesco,
      non saprei, ma le consiglio di iscriversi al sito e poi una volta effettuato l’accesso di inviare un messaggio a tutti con le informazioni richieste. Potrebbero aiutarti loro eventualmente. Cordialmente.