Le mille proprietà terapeutiche del miele

Unica e attraente agli occhi di un viaggiatore per il suo essere ancora “selvaggia”, vergine, incontaminata, ma anche in un equilibro perfetto tra uomo e natura costruito nei secoli e rimasto intatto fino ad oggi.
Ne avevo sentito parlare molto, cosi, decisi di andare per la prima volta quest’estate!
Ero affascinata dall’idea di un luogo dove non c’erano confini, non c’erano negozi, non c’erano le macchine, e sopratutto non c’era il rumore della città. Esistevano solo montagne altissime che quasi toccavano il cielo, ripide e coperte da fantastici colori, vallate verdi e piccole cassette o fattorie. Non trovo le parole adatte per descrivere la bellezza e le emozioni sorprendenti di questo Parco Nazionale dell’Albania del Nord, chiamato Valbona, considerata il miracolo delle Alpi albanesi…

Questo viaggio mi ha permesso anche, di approfondire le mie conoscenze riguardanti le numerose proprietà terapeutiche del miele che voglio condividere con voi.

Inizio con un breve viaggio nel magico mondo delle api…

Dal fondo del calice dei fiori (nettario), si raccoglie un liquido che attira gli insetti destinati a provocare la fecondazione del fiore; le api operaie adulte (dette bottinatrici).

L’ape bottinatrice, volando successivamente su fiori della stessa specie, preleva il nettare dal fondo dei calici e lo immagazzina nell’organo di raccolta (ingluvia o borsa melaria). E’ un diverticolo che si trova nell’esofago dell’insetto, dove è miscelato con acqua e sostanze secrete dalle ghiandole salivari, enzimi e, in particolare, acido formico, che è il principale agente trasformatore del nettare in miele.

Appena sazia, l’ape torna all’alveare e rigurgita il nettare alle giovani api di casa, le quali continuano a trasformarlo (passandoselo dall’una all’altra) aggiungendo altri enzimi e immagazzinandolo poi nelle celle da miele. Quando il miele ha raggiunto il giusto grado di maturazione (deve perdere circa il 78% d’acqua), l’apertura delle celle è ricoperta con un opercolo di cera per impedire l’assorbimento d’umidità e quindi la fermentazione. Il nettare passa nell’esofago e da qui alla borsa melaria. Gli enzimi e i fermenti salivari delle api agiscono scindendo il saccarosio in glucosio e fruttosio (che sono zuccheri semplici) ed il nettare diventa cosi miele.

E’ evidente, che una prima considerazione da fare sul miele è che esso è un alimento energetico. Il suo contenuto calorico è di 320 calorie ogni 100 gr e la composizione media del miele è: acqua 18%; fruttosio 40%; glucosio 34%; saccarosio 2%; destrine 1,5%; sostanze minerali 0,2%.

Il miele contiene anche un complesso di sostanze particolari che lo differenziano da qualunque alimento. Infatti, troviamo granuli di polline, cera, proteine ed aminoacidi, sostanze coloranti, sostanze aromatiche, maltosio, enzimi, vitamina A, vitamina B1, B2, B3, B5, B6, B9, vitamina H, vitamina C, e sali minerali. Da essi, dipendono tutta una serie di proprietà curative del miele nei seguenti organi o appararti:

Apparato respiratorio: il miele va ad alleviare la fastidiosa sensazione che avvertiamo in gola quando faringe e laringe sono irritate, responsabile dello scatenamento degli attacchi di tosse. Si tratta di un’azione benefica, ma piuttosto blanda. Ha una notevole efficacia non solo contro la tosse, ma anche contro stati febbrili e ad affezioni delle prime vie respiratorie, grazie alla presenza di un antibiotico naturale del gruppo delle inibine che esercita un azione batteriostatica e battericida.

Apparato digerente: il miele esercita un’azione protettiva, stimolante e regolatrice; infatti, nel miele è presente un energico disinfettante, l’acido formico, che inibisce le fermentazioni anomale, causa di infezioni febbrili ed epidermiche; si è mostrato utile in alcune malattie dello stomaco, tra le quali anche l’ulcera gastrica. Un cucchiaino da caffè allo stato naturale o in soluzione dopo i pasti migliora la digestione. Esercita un’azione protettiva e disintossicante nei confronti del fegato; non appesantisce l’apparato digerente ed esercita una blanda azione lassativa.

Apparato cardiocircolatorio: il miele esercita un’azione cardiotropa. Contribuisce in altre parole all’irrorazione del muscolo e dei vasi cardiaci, agisce sulle coronarie regolando sia l’ipertensione sia l’ipotensione. La presenza predominante di glucosio e fruttosio, zuccheri indispensabili per la buona funzionalità delle fibre muscolari del cuore e del fegato, comporta notevoli vantaggi per gli ammalati di fegato e di cuore.

Apparato urinario: il miele esercita un’azione diuretica e depurativa. La sua somministrazione facilità l’eliminazione delle sostanze tossiche, ed è anche utile nella cura di cistiti e delle infiammazioni ai reni.

Apparato muscolare: il miele esercita un aumento della potenza fisica e della resistenza. Il glucosio e il fruttosio sono facilmente trasformati, nel fegato, in glicogeno, il quale rappresenta la riserva energetica dell’organismo e quindi la fonte cui attingono i muscoli nei momenti di lavoro.

Questa fama di panacea, la sciropposa sostanza prodotta dalle api se l’è conquistata in particolare sul fronte del trattamento delle ferite. Sembra proprio, che il miele sia un potente “killer” dei batteri, un disinfettante utile da applicare su piaghe e lacerazioni della cute.

E ancora, sempre in fatto di efficacia antibatterica, germi come salmonelle, shigelle, vibrioni (nomi che sono, in pratica, sinonimo di infezione intestinale) vedono nel miele un nemico, capace di inibire la loro crescita e proliferazione.

Al rientro dalle vacanze, specialmente se si tratta di una bellissima vacanza, si sente il bisogno di condividere, di ricordare quei momenti di semplicità e spensieratezza, ma, soprattutto ringraziare le persone che sono state compagne di questo fantastico viaggio…
Perciò, un sentito ringraziamento va alle mie amiche Lorena, Drita, Bona e Vilma per la perfetta organizzazione, per la pazienza e la disponibilità dimostrata nel soddisfare tutte le mie richieste (in modo particolare, mi riferisco alle foto 😉
).

A presto per un altro viaggio!!!

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Adriana Prifti

Mi chiamo Adriana Prifti sono laureata nel 2008 al corso di laurea in Informazione Scientifica del Farmaco e nel 2012 al corso di laurea in Farmacia. Attualmente sono iscritta al Master di secondo livello in Medicina Integrativa con indirizzo Fitoterapia Clinica. Sono appassionata e specializzata in dermocosmesi. A tutti coloro che leggeranno i miei articoli, mi auguro di trasmettere non solo la mia passione per i rimedi naturali, ma anche e sopratutto il mio amore nel contribuire ad aiutare le persone a riacquistare la salute e il benessere.