La Vendita di Farmaci Online fra Mito e Realtà

La questione se l’acquisto di farmaci online da siti stranieri o italiani sia legale o meno è spesso oggetto di dibattito e confusione. La realtà di fatto è che effettivamente sul web pullulino offerte di medicinali e prodotti salutistici di origine non chiara e dalla composizione spesso non riportata. Il problema si scaturisce dalla mancanza di uniformità fra le leggi che disciplinano le vendite di farmaci nei singoli stati e dalla confusione sull’argomento. E’ sicuramente partire dall’esame della situazione normativa in Italia.

Il cittadino italiano non può acquistare farmaci originali da siti stranieri intracomunitari o extracomunitari. La normativa vigente in Italia infatti consente l’acquisto di farmaci esclusivamente dai canali attualmente autorizzati, ovvero le farmacie, i corner farmaceutici e le parafarmacie. Per quanto riguarda la normativa nazionale, il riferimento principale è rappresentato dal D.lgs 219/2006 mentre per quanto riguarda invece la normativa comunitaria, il riferimento è rappresentato dalla Direttiva europea 62/2011 (pubblicata ma non ancora in vigore, in corso di recepimento in Italia e negli altri Stati membri), che stabilisce una serie di criteri cui dovranno uniformarsi per le farmacie che venderanno farmaci al pubblico attraverso Internet. I criteri sono i seguenti:

  • Collegamento ad una farmacia reale autorizzata;
  • un programma di assicurazione di qualità che garantisca appropriatezza del confezionamento, del trasporto e della consegna alla persona o ad un suo delegato, che ha eseguito l’ordine;
  • fornitura di medicinali registrati ed autorizzati;
  • sistema di segnalazione dei rischi;
  • sistema di tracciatura delle spedizioni.

Attualmente solo negli USA è ammessa la vendita di medicinali che vengono spediti e recapitati al paziente tramite il canale postale. Tale opportunità di acquisto o di distribuzione tuttavia in Italia non è contemplata.

In Italia la possibilità di acquistare farmaci all’estero esiste ma è rigorosamente regolamentata dal DM 11 febbraio 1997 e s.m.i. In questi casi molto particolari è il medico curante, laddove il farmaco non sia autorizzato o commercializzato sul mercato italiano ma regolare in un altro paese estero, a richiedere l’autorizzazione al Ministero della Salute per l’importazione in Italia. Il quantitativo non può essere superiore alle necessità utili a novanta giorni di terapia.

A prescindere dal fatto che vendere o acquistare farmaci online in Italia sia illegale, una serie di ricerche e di studi finalizzati a caratterizzare l’offerta di farmaci su Internet, realizzati dall’Agenzia Italiana del Farmaco, hanno evidenziato, in primo luogo, che gran parte dei farmaci pubblicizzati e venduti attraverso i siti web sono contraffatti, o comunque di scarsa qualità. Questi studi hanno consentito inoltre di identificare tutta una serie di caratteristiche comuni ai siti web illegali dediti alla promozione e alla vendita di farmaci: numeri telefonici e indirizzi inesistenti, false testimonianze sull’efficacia dei farmaci acquistati online, scarsa qualità delle immagini utilizzate. È importante tenere presente che i farmaci acquistati attraverso canali non controllati, come i siti web illegali, sono in generale prodotti di scarsa qualità e sicurezza. Le conseguenze più rilevanti sono a carico della propria salute. I farmaci acquistati attraverso canali non controllati, come già detto, sono nella gran parte dei casi prodotti di scarsa qualità e sicurezza: non è infatti possibile sapere come siano stati prodotti, da chi, in che modo, con quali ingredienti e come siano stati conservati.

Per farmaco contraffatto è da intendersi secondo l’OMS come quel farmaco la cui etichettatura è stata deliberatamente e fraudolentemente preparata con informazioni ingannevoli circa il contenuto o l’origine del prodotto. Ci sono molte tipologie diverse di farmaci contraffatti. Alcuni sono copie pressoché indistinguibili di prodotti con marchi originali mentre altri hanno l’aspetto di medicinali veri, altri ancora vantano proprietà farmacologiche tipiche di prodotti farmaceutici noti, ma utilizzano marchi di fantasia.
Per tutte queste diverse tipologie di prodotto, non sono garantite la vera composizione e gli effetti terapeutici dichiarati.

Si possono distinguere almeno quattro categorie differenti di “falso”, con pericolosità crescente:

  • prodotti che contengono gli stessi principi attivi e gli stessi eccipienti, nella giusta quantità, ma sono copie non autentiche;
  • prodotti che contengono le giuste componenti, ma non nelle quantità esatte, o le cui formulazioni farmaceutiche non rispettano i requisiti richiesti in relazione, per esempio, all’origine delle materie prime, o alla scadenza e alla biodisponibilità del prodotto finito;
  • prodotti che esteriormente appaiono simili a quelli autentici, ma che contengono principi non attivi o contengono altre sostanze in sé non nocive;
  • prodotti che esteriormente appaiono simili a quelli autentici, ma che non possiedono gli stessi principi attivi e contengono addirittura sostanze nocive.

È evidente come le diverse tipologie di contraffazione e le diverse legislazioni da stato a stato, abbiano un impatto differente sulla salute pubblica e sulla cultura della salute delle persone.  Sia il farmaco senza attività, che quello prodotto senza controlli e con materiali di qualità bassa, o addirittura con ingredienti tossici, causa comunque un danno al paziente. Pertanto, questo bisogna tenerlo ben presente e dedurre che i pazienti vanno sempre rassicurati con professionalità e senza inganno, elementi che forse stanno mancando e che hanno cambiato il modo di vedere il farmacista come figura professionale sanitaria negli ultimi anni.

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Diego Carlo Ruggeri

Nato a Castelleone (CR) nel 1974. Laureato in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche presso l'Università degli Studi di Milano con una tesi sperimentale in Chimica Metallorganica sui composti di coordinazione del Renio. Ha frequentato la scuola di specializzazione in Omeopatia e Medicine non Convenzionali. Vive a Crema (CR) e lavora come farmacista presso la Farmacia Centrale della medesima città. Sposato, padre di due figli maschi, dedito ad attività di volontariato (Croce Rossa Italiana, AVIS), interessato alla tecnologia, esperto di elettrodomestici (autore di varie opinioni e problem solving), arte culinaria, viaggi ed attività di bricolage. Coltiva la passione per la medicina ed il mondo farmaceutico.