Il Piccolo Amaro Svedese tra la nascita e l’evoluzione…

maria treben

Maria Treben

L’intuizione di un medico svedese rettore dell’Università di Medicina il Dr.Samst diede vita ad un preparato “Piccolo Amaro Svedese” che gli assicurò, a lui e ai suoi famigliari, una longeva vita.

Questo preparato fu usato per diverso tempo, ma poi con la morte del medico alla veneranda età di 104 anni , a seguito di una caduta da cavallo, la ricetta fu ripresa e utilizzata da Maria Treben, una persona che ha sempre utilizzato le erbe a scopo terapeutico. Dal suo antico manoscritto è stato pubblicato un libro “La farmacia del Signore” che ha venduto oltre 3 milioni di copie.

Maria Treben che era molto cristiana diceva che le erbe e le loro cure erano la massima espressione di Dio.

Ma cosa contiene questo preparato?

L’amaro svedese è un macerato alcolico di erbe medicamentose, nel dettaglio contiene Aloe (le cui proprietà sono tonico,vermifugo, purgante e stomachico), Mirra (le cui proprietà sono analgesico, disinfettante, cicatrizzante), Zafferano (le cui proprietà sono sedativo, analgesico, antispasmodico), Cassia (le cui proprietà sono di blando lassativo), Canfora cinese (le cui proprietà sono di regolatore della pressione sanguigna, disinfettante, vermifugo,lenitivo delle articolazioni), Rabarbaro (le cui proprietà sono di lassativo, stomachico, amaro-eupeptico, digestivo, antidiarroico, antinfiammatorio), Curcuma (le cui proprietà sono di coleretico, colagogo, colesterolitico antispasmodico, battericida,antinfiammatorio), Manna (le cui proprietà sono di digestivo, blando lassativo, rinfrescante e regolatore intestinale, espettorante,stimola la funzione epatica, fa diminuire i gonfiori ed è cicatrizzante), Teriaca Veneziana (le cui proprietà sono di eliminare i veleni) , Carlina (le cui proprietà sono sudorifere, diuretiche, diaforetiche, digestiva, purgante) ed Angelica (le cui proprietà sono di antispasmodico, calmante, carminativa, digestiva, tonica ed antinfiammatoria).

Questo preparato poteva essere assunto per bocca, poteva essere utilizzato per cataplasmi, summifugi e gargarismi, ma ancora oggi è possibile acquistarlo come rimedio ad alto spettro.

Nel dettaglio lo si può usare per cataplasma sulla prima vertebra cervicale per diminuire dolore, vertigini e senso di nausea; sugli occhi infiammati sempre come impacco; come gargarismi per mal di denti o vesciche sulla lingua; alcune gocce si posso assumere per il mal di gola; un cucchiaio può essere ingerito se si hanno crampi allo stomaco; per otiti si possono mettere alcune gocce su una garzina da mettere poi nell’orecchio; per evitare che la varicella lasci cicatrici si possono inumidire le vescicole con alcune gocce; per la febbre è possibile assumere un cucchiaio; per piaghe vecchie si deve inumidire con vino bianco e poi con una garza sulle quali sono state apposte le gocce; per mani e piedi congelati o piagati mettere delle pezze imbevute del preparato; due cucchiai ad un ubriaco lo farà rinvenire dalla sbornia; per dormire meglio prenderne delle gocce prima di andare a letto; è un ottimo rimedio per chi soffre di emorroidi; prendendo queste gocce ogni giorno mattina e sera potremmo fare prevenzione e non si avrà bisogno di altro rimedio perchè questo rinforza il corpo, rinfrescano i nervi ed anche il sangue, allontanando ogni malanno.

In passato lo stesso rimedio veniva utilizzato anche per cancro intestinale, tifo, asma cardiaca, prolasso dello sfintere, paralisi, pigrizia dell’intestino, flebiti, cisti, gastriti acute e molti altri casi sono descritti minuziosamente nel testo della Treben.

Secondo l’indicazione dell’Antico Manoscritto se ne prende come profilattico un cucchiaino da dessert diluito, mattina e sera. Contro i disturbi di qualsiasi genere si possono prendere tre cucchiaini diluiti. Contro le malattie maligne se ne prendono da due a tre cucchiaini al giorno nel modo seguente: si prende rispettivamente un cucchiaino diluito in 1/8 di litro di tisana d’erbe, distribuendolo fra 1/2 ora prima e 1/2 dopo ogni pasto.

CATAPLASMA di Erbe Svedesi: A seconda della dimensione della zona malata si prende un pezzo piccolo o grande di cotone idrofilo impregnato di gocce svedesi e lo si applica sulla parte da trattare unta in precedenza con crema molto grassa o con crema di Calendula. Quindi si copre il tutto con un pezzo un po’ più grande di plastica per evitare che si macchi la biancheria. Infine si fascia tutto con un panno o con una benda. A seconda del tipo di malattia, il cataplasma deve rimanere in situ da due a quattro ore. Se ben sopportato lo si può lasciare per un’intera notte. Se in soggetti dalla pelle delicata si dovessero malgrado tutto verificare delle irritazioni cutanee, si dovranno abbreviare i tempi di applicazione degli impacchi o rimandare l’applicazione per un certo periodo. Chi soffre di allergie, fasci il cotone soltanto col panno senza usare il pezzo di plastica. In nessun caso si deve dimenticare di ungere la pelle. Se già dovesse essere in atto uno sfogo pruriginoso, la si tratti eventualmente con crema di Calendula.

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SONO ELISA LANEVE E SONO UNA NATUROPATA, DI 33 ANNI, DELLA PROVINCIA DI BRINDISI. HO UNO STUDIO OLISTICO CHIAMATO "ANTICHE RADICI" DOVE APPLICO LE MIE CONOSCENZE AVVALENDOMI DELL'USO DI ESSENZE FLOREALI, OLI ESSENZIALI, RIFLESSOLOGIA, CRONOTERAPIA, TECNICHE DI TERAPIA ENERGETICA E QUANT'ALTRO POSSA ESSERE DI AIUTO PER IL BENESSERE PSICO-FISICO ED EMOTIVO DELLA PERSONA NELLA SUA INTEGRITA'.