Il mito del Brucaliffo: la sigaretta elettronica

e-sigarettaInnanzitutto cosa c’è dentro? Che cosa sprigiona quel magico vapore? La e-cigarette o sigaretta elettronica è costituita da una batteria al litio, (solitamente ricaricabile con una classica presa USB a casa o al computer oppure in automobile), un serbatoio denominato “Tank” contente una soluzione di acqua, glicole propilenico, glicerolo e a seconda della tipologia: con o senza nicotina, aromatizzata al tabacco, fragola, cioccolata e non. Il vapore magico si sviluppa chimicamente, e non per combustione, grazie all’interazione glicole propilenico e glicerolo fornendo l’effetto “Hit” il colpo alla gola che effettivamente provoca la sigaretta classica alla nicotina. Questa invenzione risulterebbe meno dannosa rispetto alle normali sigarette con filtro che presentano catrame, benzene e idrocarburi vari, tutte sostanze con alto tasso cancerogeno. Ottima per chi è dipendente dalla gestualità e dalla sensazione di fumo che esce dalla bocca poiché emula in tutti gli effetti ed aspetti la routine del fumatore, inoltre si può usare anche nei luoghi chiusi e pubblici, salvo qualche esercizio dal direttore particolarmente zelante e salutista. Ricapitolando dovremmo avere una protezione dal rischio di neoplasie, ma la nicotina è ben conosciuta per il suo effetto a livello cerebrale di dipendenza, e lì purtroppo non vi è alcun vantaggio, anzi, spesso i fumatori elettronici si ritrovano a consumare quantità elevate di questa nei luoghi pubblici: ristoranti, treno e posto di lavoro ma anche secondo le solite abitudini: casa, auto… così da avere un effetto somma fra la nicotina elettronica e quella combustiva. Ma non dovevano smettere? o quanto meno ridurre? Più che un’alternativa al fumo o un adiuvante alla riduzione, sembra più una moda; sorgono negozi personalizzati che vendono esclusivamente sigarette elettroniche dalle forme e dai colori più glamour che ricordano un po’ i bocchini delle dive anni 20 eppure l’OMS ha espressamente comunicato che non esistono studi scientifici che possano escludere la tossicità nell’inalazione di tutte sostanze contenute ,come il glicole propilenico che in farmacia troviamo in diversi preparati: dal ghiaccio spray alle soluzioni di minoxidil per l’alopecia. La legislazione di questi strumenti è in fase embrionale; e dato l’avvento così prepotente sul mercato gli enti non sono totalmente pronti e preparati per affrontare il fenomeno della sigaretta elettronica. Il Ministero della Salute vieta la vendita ai minori di 18 delle e-cigarette contenenti nicotina, ricordo però che quelle a combustione sono vietate a 16 anni. Non parliamo però sempre della stessa sostanza che provoca danni e dipendenza al di là del rischio tumorale? e soprattutto, questi ragazzi potrebbero essere attratti per moda da questa sigaretta fantomatica avvicinandosi anche prima dei 16 figuriamoci dei 18 anni.
Solo nel 2012 il mercato conta un giro intorno agli 80 milioni di euro, ciò nonostante gli esperti consigliano caldamente di restare cauti sia per le lacune e la scarsità dei dati scientifici sia per i carenti controlli che purtroppo consentono la presenza in commercio di prodotti contraffatti. In molti paesi europei come Austria, Svezia, Portogallo, Finlandia, Belgio, Ungheria, Estonia, Slovenia e Germania le sigarette elettroniche sono considerate come prodotti farmaceutici mentre in Francia, Gran Bretagna e in Lettonia è in corso un processo di regolamentazione.
E’ completamente vietata in Cina, il paese del brevetto nel 2003, in Tailandia, Uruguay, Singapore, Turchia, Canada, Norvegia, Brasile e Australia.
Tra i vari interrogativi eccone un ultimo ma non per importanza: essendo la sigaretta elettronica non normata dalla legge Sirchia, che prevede il divieto assoluto di fumo nei luoghi pubblici, ed essendo quindi ad oggi consentita ovunque, cosa si sa sul reale rischio del fumo passivo?

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Olga Patti

Laura in Farmacia presso Alma Mater Studiorum Bologna Master in Farmacovigilanza Farmacoepidemiologia. Stage presso Ospedale Infermi Rimini - Ufficio Farmacovigilanza.