Ritenzione Idrica nella tradizione Ayrvedica

Ritenzione_idrica_ayurvedicaNei primi giorni in cui la temperatura è improvvisamente salita ci siamo ritrovati a fronteggiare un problema che nella stagione fredda non ci aveva dato pensieri: un gonfiore di alcune parti del corpo, solitamente localizzato nelle mani e nei piedi. Si tratta della ritenzione idrica (o edema), che in Ayurveda è chiamato Swathu.

L’elemento caratterizzante di questo disturbo è l’acqua, un eccessivo accumulo di liquidi, nello spazio tra tessuto e pelle, che causa il gonfiore. L’acqua è un elemento già presente nelle costituzioni Kapha, che per loro natura sono più facilmente soggette a questo tipo di problema, ma la ritenzione idrica non è confinata a questo dosha, può essere il risultato di un vizio di uno qualsiasi dei tre dosha.

L’edema di tipo Vata trae, solitamente, origine dalle problemi venosi, come le vene varicose. Il dolore è un sintomo importante che contraddistingue un’edema di tipo Vata.

L’edema di tipo Pitta è accompagnata da un’infiammazione dell’area interessata, mentre quella di tipo Kapha è il tipo più difficile di edema perché si verifica come complicazione secondaria in soggetti che soffrono già di altre patologie, come linfedema (un accumulo anormale di linfa dovuto ad un’anomalia a livello del sistema linfatico).

I fattori di rischio sono molteplici, l’eccesso di sale nella nostra alimentazione è una delle cause più comuni, carenza di vitamina B12 e l’ostruzione di uno dei canali del corpo (Ama Vata).

Può originarsi dal malfunzionamento di uno degli organi vitali, come il cuore, la cui forza di pompaggio dovrebbe aiutare a mantenere una pressione normale all’interno dei vasi sanguigni.

Ma se vi è ad esempio un’insufficienza cardiaca congestizia, le variazioni di pressione possono causare una grave ritenzione idrica. In questa condizione la ritenzione idrica è principalmente visibile nelle gambe nei piedi e nelle caviglie, così come in caso di un’insufficienza renale, che fa si che i reni non siano più in grado di filtrare fluido dal sangue e trasformarlo in urina lasciando nel corpo fluidi in eccesso.

Per le donne in gravidanza è un problema comune, dovuto al peso dell’utero, di solito si risolve dopo la nascita del bambino, e non è per lo più un motivo di preoccupazione, anche se va sempre segnalato ad un dottore.

Anche le abitudini errate possono essere causa di ritenzione idrica, come lo stare troppo in piedi o troppo seduti, due azioni che impediscono lo scorrimento regolare dei fluidi nel corpo. Consideriamo che i liquidi, ricchi di ossigeno, vitamine ed altri nutrienti vanno dai capillari ai tessuti circostanti, questo fluido nutre le cellule e finito il suo lavoro dovrebbe tornare ai capillari, variazioni di pressione all’interno dei capillari o cambiamenti che rendono le pareti capillari troppo permeabili, danno origine alla ritenzione idrica, poiché troppo liquido verrà rilasciato negli spazi tra le cellule dei tessuti, liquido in eccesso che resta nei tessuti dove causa gonfiore e ristagno.

La mancanza di esercizio fisico è un’altra causa comune di ritenzione idrica nelle gambe. L’esercizio fisico aiuta le vene delle gambe a lavorare contro la gravità permettendo al sangue di tornare al cuore. E’ necessaria un’azione muscolare anche per stimolare il sistema linfatico affinchè svolga la sua funzione. Anche piccoli esercizi come la rotazione delle caviglie o muovere le dita può aiutare, sicuramente sono sconsigliati gli sport di impatto, come l’aerobica, meglio una passeggiata, infine anche alcuni farmaci sono inclini a causare ritenzione idrica. Quelli che contengono per esempio estrogeni, ormoni, i farmaci anti-infiammatori non steroidei  e beta-bloccanti.

L’erboristeria occidentale annovera tra le piante consigliate contro la ritenzione idrica:

Aparine, Betulla, Ginepro, Guaranà, Levistico, Mais, Matè, Olmaria, Parietaria, Prezzemolo, Tarassaco, è verde,  Verga d’oro, Aglio, Asparago, Boswellia serrata, Cola, Crespino, Equiseto, Frassino, Ginestra, Gramigna. In India invece la medicina Ayurvedica utilizza la Terminalia bellerica, l’Hygropholia spinosa e la Solanum xanthacarpum (tra le tre la più potente nel rimuovere i liquidi in eccesso nel corpo, con proprietà diuretiche).

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Ho conseguito il diploma di Operatore Ayurvedico - Master of Ayurvedic Therapist presso l'Associazione Maha Atharva Veda di Roma, in collaborazione con il C.S.R.A.M. (Center for study and research on alternative medicine - New Delhi, India) nel 2011. ​ Ho frequentato ad agosto del 2011 il corso di approfondimento di due settimane presso la Chakrapani Ayurvedic Clinic & Research Center di Jaipur, Rajasthan (India). Gli studi continuano, perchè non si finisce mai di apprendere e soprattutto perchè l'Ayurveda è un terreno talmente vasto di argomenti impossibili da esaurire con un solo corso. La mia passione sono le erbe e l'alimentazione sulle quali sto concentrando la specializzazione e per avere una visione più ampia sono iscritta all'AEMETRA di Torino per conseguire il titolo di Naturopata. Il mio obiettivo è integrare usi e tradizioni orientali con la medicina occidentale, sia essa tradizionale che allopatica.