Perchè non parlare del nuovo coronavirus (N-CoV)?

novel_coronavirusOggi vorrei parlare di un argomento che noto che ne viene detto poco sui telegiornali e sui giornali nazionali. Evidentemente forse attendono delle nuove istruzioni oppure sono indaffarati in cose più serie. Noi essendo un sito che rivolge la sua attenzione alla tutela della salute e del benessere, non dobbiamo mancare…

Negli esseri umani, questi virus producono il comune raffreddore con acuta sindrome respiratoria grave che può portare fino alla morte degli affetti. Si tratta di un nuovo ceppo dei coronavirus, la stessa famiglia del virus che nel 2003 ha dato origine alla famosa SARS (Several Acute Respiratory Syndrome).

Tuttavia, data ancora la mancata definizione dell‘argomento, vorrei fare un riepilogo sulla situazione, basandomi sui dati raccolti dal sito dell’OMS (l’organizzazione mondiale della sanità) che sta pubblicando periodicamente gli aggiornamenti a riguardo.

Nel 30 Novembre 2012, sono state segnalati 7 casi d’infezione umana da un nuovo tipo di coronavirus.

Il 25 aprile 2013, 17 casi di infezione umana, di cui 11 morti, ne sono stati segnalati all’OMS: due dalla Giordania, due dal Qatar, 10 casi provenienti da Arabia Saudita, due dal Regno Unito (UK), e uno dal Emirati Arabi Uniti. La maggior parte dei pazienti sono maschi (81,3%, 13 su 16 casi con genere segnalati) e fascia di età a 25-73 anni (mediana 45 anni).

L’8 maggio 2013, il numero di segnalazioni è arrivato a 30: due dalla Giordania, due dal Qatar, 23 casi da Arabia Saudita, due dal Regno Unito (UK), e uno dal Emirati Arabi Uniti. La maggior parte dei pazienti sono maschi (79,3%, 23 su 29 casi con sesso segnalati) e fascia di età a 24-94 anni (mediana di 56 anni). 18 pazienti sono morti.

Successivamente, il 17 maggio 2013, 40 sono stati i casi confermati in diversi paesi del Medio Oriente, tra cui la Giordania, l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti (UAE), e Qatar. I casi sono stati riportati anche da tre paesi europei: Francia, Germania, e Regno Unito. Tutti i casi europei hanno avuto un collegamento diretto o indiretto, al Medio Oriente.

Al 31 Maggio 2013, I casi hanno superato i 50 di cui 30 ha avuto la brutta fine della morte.

La maggior parte ha richiesto l’ospedalizzazione e la respirazione artificiale che purtroppo successivamente non è stata efficace.

Ad oggi sono stati identificati quattro gruppi di casi. Il primo si è verificato nel mese di aprile 2012 in un contesto di assistenza sanitaria in Giordania, con 2 casi confermati e 11 casi probabili. Entrambi i casi confermati sono morti. Il secondo e il terzo si sono verificati tra i contatti familiari in Arabia Saudita e l’ultimo tra i familiari di un residente del Regno Unito che aveva recentemente visitato l’Arabia Saudita. Il gruppo giordano ha illustrato le potenzialità di questo virus di diffondersi attraverso le strutture sanitarie e i casi nel Regno Unito ha confermato il potenziale del virus di trasmettersi tra gli esseri umani a stretto contatto.

L’OMS ha pubblicato una guida sulla prevenzione e il controllo durante l’assistenza clinica per i casi probabili o confermati di infezione nCoV (Novel CoronaVirus). Guida disponibile in lingua inglese qui. 

Invece, la guida sulla gestione clinica dei casi sospetti o meno è stata messa a disposizione ed è raggiungibile in lingua inglese qui.

L’OMS riconosce l’emergenza di questo nuovo coronavirus e solleva delle preoccupazioni a causa dell’esperienza avuta con la SARS. Tuttavia, sulle informazioni raccolte attualmente disponibili, non sembra che si possa trasmettere facilmente tra le persone, a differenza del virus della SARS. Poiché da come è stato evidenziato, la trasmissione sembra sia possibile solo dopo un lungo periodo di contatto con le persone affette, come lo è stato anche con i nuovi 2 casi scoperti in Italia in toscana. 

Con questi dati alla mano, non mi sembra che l’argomento debba essere trascurato e tanto meno non diffuso, anche se, il numero dei colpiti è talmente basso che rappresenta un niente dei decessi dovuti all’influenza stagionale. Cercherò di seguire lo sviluppo di questa epidemia scoppiata in Medioriente, luogo ed aggettivo attribuito alla sindrome MERS-CoV (Middle East respiratory syndrome coronavirus),  per tenervi sempre aggiornati.

Cordialmente.

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Ragheb El Assouad

Farmacista Italo-Sirano esperto di digital marketing farmaceutico. Credo molto nel potenziale nelle informazione medica digitale nel migliorare l'efficacia dei servizi del sistema sanitario. Offro soluzioni alternative a chi ne ha bisogno.
  • Aggiornamento 6 Giugno:
    i morti hanno superato i 50 da settembre 2012. Nonostante la mancata conoscenza del serbatoio d’infezione, l’organizzazione mondiale della sanità pubblica la guida dei consigli da tenere in considerazione per ridurre al minimo la trasmissione soprattutto quando si è in viaggio in medio oriente.
    -Evitare il contatto con le persone che soffrono di problemi respiratori di origine infettiva;
    -Mantenere la costanza dell’igiene delle mani, specialmente dopo il contatto con le persone malate.
    -Conoscere le origini dei cibi o per lo meno mantenersi all’introduzione di cibi ben cotti con acque sicure. (anche se questa è un po difficile da comprendere, parere personale);
    -Evitare il contatto con le campagne e gli animali.

    Dal punto di vista diagnostico, da considerare la possibilità d’infezione in tutti coloro che hanno avuto un contatto con il medio oriente e che presentano i sintomi della febbre, del raffreddore e in cui si manifesta un aumento della frequenza respiratoria con difficoltà respiratorie.

    Cordialmente