Ipertensione, abbassarla con il Carcadè. “ il the rosso” benefico alleato del cuore.

karkade-carcadeSi ritiene iperteso un soggetto d’età compresa tra i 30-60 anni che presenta valori pressori, riscontrati in tre giorni diversi, superiori ai 140mmHg per la sistolica e 80mmHg per la diastolica.

L’ipertensione sistolica “massima” è la conseguenza di una ridotta distensibilità aortica o di una aumentata contrazione sistolica.

L’ipertensione diastolica “minima” è la conseguenza di un aumento delle resistenze periferiche. È proprio a quest’ultima che bisogna prestare fondamentale attenzione perché aumenta in pazienti apparentemente sani e non si normalizza facilmente .
L’ipertensione viene considerata : lieve con valori di pressione diastolica non superiore a 100mmHg moderata valori tra 100-110mmHg e grave superiori ai 110mmHg.

La maggior parte dei pazienti ipertesi non presentano sintomi. La malattia diventa sintomatica quando subentrano disturbi (cefalea, vertigini, disturbi oculari) provocando complicanze secondarie quali angina, infarto e insufficienza renale.

Ipertensione primaria : è la forma più comune di ipertensione quasi tutte le società contemporanee, la pressione sanguigna aumenta con l’invecchiamento e il rischio di diventare ipertesi in età avanzata è notevole. Diversi fattori ambientali influenzano la pressione sanguigna. I fattori inerenti allo stile di vita che abbassano la pressione sanguigna sono un ridotto apporto di sale con la dieta, l’aumento del consumo di frutta e alimenti a basso contenuto di grassi, l’esercizio fisico. Anche l’obesità è un fattore dipendente spesso riducendo il peso corporeo anche la pressione arteriosa tende ad abbassarsi.

L’ipertensione secondaria è dovuta da una causa identificabile. La malattia renale è la causa più comune dell’ipertensione secondaria. L’ipertensione può anche essere causata da condizioni endocrine, come la sindrome di Cushing, l’ipertiroidismo, l’ipotiroidismo, l’acromegalia, l’iperparatiroidismo e il feocromocitoma. il consumo eccessivo di liquirizia.

Il trattamento farmacologico occupa uno spazio molto ristretto nell’ipertensione secondaria mentre nell’ipertensione primaria si ricorre ai diuretici, simpaticolitici, bloccanti canali calcio e ACE inibitori.

In fitoterapia la quale voglio dare maggiore importanza in caso di prevenzione; esistono piante le quali possono aiutare questa condizione le quali: l’aglio la più studiata; carcadè e achillea iraniana.

In questo articolo voglio discutere sull’uso del carcadè.

Nome botanico Hibiscus sabdariffa. È un arbusto originario dell’india e ora coltivato anche nello Sri Lanka, nel Sudan ed in Etiopia. Viene utilizzato per l’ infuso il calice del fiore.

Veniva utilizzata nel periodo di guerra come sostituto del thè per il suo gradevole gusto e il costo inferiore. Contiene: acidi quali: ascorbico, citrico, malico, tartarico, ibiscico. E antocianine.

È stato effettuato uno studio randomizzato ed è stato osservato una diminuziuone della pressione sistolica e diastolica in 31 pazienti con ipertensione moderata per 12 giorni dopo il trattamento con una tisana a base di carcadè . La pressione arteriosa aumentava tre giorni dopo l’interruzione del trattamento ( Haji Farajie coll,1999).

È stato effettuato uno studio su 90 pazienti con ipertensione moderata, è stato dimostrato che un infuso di carcadè 10g contenente 9,6mg di antocianine, era in grado di ridurre la pressione sistolica e quella diastolica, dimostrandosi efficace come il captopril , un ACE inibitore utilizzato come farmaco di riferimento ( Herrera-Arellano e coll, 2004).

Non sono noti effetti collaterali associati ad un impiego appropriato di carcadè, la tollerabilità del carcadè è stata giudicata eccellente. Quindi possiamo affermare che un buon utilizzo di questa pianta può apportare effetti positivi all’organismo umano e in questo articolo voglio promuovere l’uso di questa benefica pianta poco conosciuta ma con effetti certi grazie all’osservazione di questi due studi randomizzati effettuati rispettivamente nel 1999 e nel 2004.

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Filomena Lettiero

nata il 1985. Sono laureata in scienze degli alimenti e nutrizione nel 2013 presso l'universita degli studi di Napoli Federico II (NA) ho svolto Tirocinio per l' ambulatorio di medicina non convezionale presso " Ospedale S.Paolo (Na) nel 2009. Spero di trasmettere le mie passioni le quali sono state arricchite dal mio percorso di studi.