L’acqua che cura: le medicine orientali ci insegnano

circe_invidiosa_John_William_Waterhouse_18491917La cura idroterapica, ossia l’applicazione dell’acqua come rimedio, è conosciuta da millenni come un valido aiuto per la nostra salute. Molti medici hanno dimostrato i suoi vantaggi in tanti modi e migliaia di persone la adottano con utili risultati. Dall’antichità ai giorni nostri: dagli Yoghi indiani, che insegnano pratiche di cura con questo elemento, dall’abate Kneipp e le sue cure idroterapiche praticate anche oggi…non c’è dubbio che l’idroterapia occidentale ha molti punti in contatto con quella orientale, ma gli indiani spiegano i suoi risultati terapeutici con la teoria del prana, estranea alla maggior parte di universitari e accademici dei nostri paesi.

Prana è il nome dato dai filosofi indiani all’energia universale che penetra in tutte le cose; la sua manifestazione è l’energia vitale che anima l’organismo di ogni essere vivente. Questa energia è in ogni cosa: nel cibo, nell’aria e nell’acqua e senza di essa non vi sarebbe vita. E’ tramite il prana dell’acqua e la possibilità di assimilarlo mediante queste cure che si può rimediare ai disturbi fisiologici e favorire la salute, la forza e il vigore fisico.

Sottointesa la sua assunzione per via orale, che rigenera, irriga e ci pulisce internamente dalle scorie che quotidianamente il nostro corpo deve eliminare, vi sono altri modi per “prendere” l’acqua come cura: fomenti, pediluvi, compresse, impacchi, frizioni, irrigazioni degli organi interni e bagni. Con questo articolo voglio portare l’attenzione su un particolare trattamento che arriva dall’India e dalla disciplina ayurvedica: il Kati Snan

Questa pratica è un bagno che viene effettuato nella zona pelvica; è necessario avere a disposizione una tinozza dalla misura che serva per far sedere la persona all’interno lasciando fuori gambe e piedi, spalle e braccia. In questo modo l’acqua ricopre la parte dall’ombelico fino al perineo incluso. La sua temperatura deve restare fra i 10 e i 18 C°, è possibile ripetere il trattamento anche 2 volte al giorno secondo le necessità con durata che va dai 10 ai 30 minuti.

I benefici di questo trattamento sono molteplici, lo troviamo utile in casi di: stitichezza, problemi digestivi, mestruazioni irregolari e dolorose, emorroidi, cistiti, infezioni uterine, calcoli biliari, diarrea, ulcere, problemi al fegato, eccesso di peso e obesità, emicranie, reumatismi e sciatica…

Nella letteratura vedica troviamo molti riferimenti sull’efficacia dell’acqua nel trattamento di disturbi e malattie e tutt’oggi questa ed altre pratiche vengono prescritte dai Vaidya, i medici ayurvedici, ai loro pazienti.

La semplicità dell’acqua come primordiale e primario elemento naturale…la semplicità dell’acqua come un prezioso agente terapeutico da tempi immemorabili. La semplicità di una cura efficace, naturale ed economica.

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Sono una terapista ayurvedica diplomata presso la scuola AIMA Ayurveda di Milano associata con il Center for Study and Research on Alternative Medicine New Delhi, India. Master in "ayurveda therapy" presso la clinica ayurvedica Chakrapani di Jaipur (India) dove ho approfondito i miei studi. Mi occupo di aromaterapia e autoproduzione di oli, creme ed unguenti medicati dell'antica tradizione ayurvedica e mediterranea. Sto frequentando il corso di specializzazione in Aromaterapia con Luca Fortuna per ampliare ancora di più i miei studi; il mio intento è infatti quello di unire queste tradizioni antiche per la divulgazione di un benessere consapevole. L'uso degli olii essenziali appartiene alla tradizione erboristica occidentale, ma non altera assolutamente i principi dell'Ayurveda. Essa infatti raccomanda di "curarsi con le erbe del proprio giardino", poiché la natura offre in ogni situazione i principi attivi più adatti a chi vive in quel luogo. Scrivo di ayurveda, aromaterapia e rimedi naturali sul mio blog personale con la passione che mi appartiene da sempre per la cura del corpo e dell'anima che custodisce.