Un cardiochirurgo americano: non sono i grassi saturi e il colesterolo a causare l’infarto!

endotelioLe pubblicazioni mediche insistono da anni sul fatto che l’unica causa delle patologie cardiovascolari fosse l’ipercolesterolemia e l’unica terapia accettata fossero le statine e una dieta povera di grassi. Altro non viene accettato, dato che gli studi che soddisfanno alle esigenze scientifiche ( Grado di evidenza A – studi randomizzati al doppio cieco) purtroppo sono in grado di sfornare solo l’industria farmacologica di rilievo, capaci di sostenerne i costi stratosferici.

Chi si interessa della materia e si informa nella letteratura accettando anche dati empirici e basati su studi di minor spessore ed innanzitutto chi tratta pazienti per tanto tempo e vede i destini, i cardiopatici con le loro storie, stili di vita e problematiche, e chi è sensibile ed attento a sviluppi e a fenomeni sottili, ecco costui si rende conto, che questo dogma, che tanto riesce sostenere un mercato di farmaci e di alimenti alterati, ridotti del loro contenuto di grasso, e di alimenti, che in quest’ottica sembrano possedere vantaggi, anche se in realtà non ce l’hanno, questo dogma non è affatto sostenibile nella realtà medica!

Appare da questo angolo di interpretazione, che  non è di certo  il colesterolo l’unico nemico ma interviene il colesterolo ossidato e partecipa alla disfunzione endoteliale, conseguenza dell’infiammazione cronica, la quale sicuramente non è solo dovuta agli zuccheri, ma anche al fumo (tossine ambientali ), a infezioni batteriche e virali ( denti morti, tonsilliti croniche ecc) , metalli pesanti (mercurio dalle otturazioni, piombo, ecc), indebolimento delle funzioni fisico-psichiche (intestino malato, fegato, depressione ecc).

Ma sicuro è: grasso nei limiti della digeribilità non è alcun nemico, ma una delle basi dell’alimentazione umana normale.

Il problema è l’ossidazione delle strutture, che avviene quando c’è uno squilibrio fra potere riducente dell’organismo e apporto di fattori che promuovono l’ossidazione.

E qui torna il significato delle statine, che in effetti possiedono un potere antiossidante notevole, mirato alla protezione dell’intima dei vasi arteriosi. Le statine quindi si integrano nella logica degli antiossidanti quali vitamine e minerali, ad. esempio la vitamina C, il resveratrolo del vino, il selenio, l’OPC ecc.

L’articolo riduce  il rischio cardio-vascolare allo zucchero, il che mi sembra essere una semplificazione non ammissibile.  Comunque lo spunto è giustificato.

Un cardiochirurgo americano: non sono i grassi saturi e il colesterolo a causare l’infarto!

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Ada Di Lecce

Classe 1983. Laureata in "Scienze erboristiche" alla Facoltà di Farmacia "Federico II" nell'ottobre 2009 e successivamente in "Scienze degli alimenti e nutrizione". Nutro gran passione per il magico mondo delle erbe.