L’approccio della medicina ayurvedica.

Ricordo vagamente un detto che a mio avviso racchiude una delle due fondamentali differenze tra la medicina ayurvedica e quella allopatica, e recita all’incirca questo:“se il paziente si reca dal medico per curarsi allora questi non è stato un buon medico”.

Il sistema ayurvedico lavora come prevenzione, ciò che cerca di trasmettereBanyan Tree è che ognuno di noi ha nelle proprie mani la capacità di mantenersi in salute mediante alcune semplici regole di vita quotidiana: una sana alimentazione ed attività fisica in accordo con la propria costituzione (Prakriti), una routine giornaliera (Dinacharya), che va dall’igiene personale agli orari migliori per eseguire ogni attività quotidiana affinché i dosha restino in equilibrio, ecco dunque spiegato il senso del proverbio!

In India ho visto, nell’arco di due settimane, ciclicamente le stesse persone recarsi in clinica e non perché fossero malate ma per controllare che si stessero prendendo cura di se stesse nella maniera più corretta, questa è stata la prima differenza che ho imparato tra il modo di interagire della medicina ayurvedica e quella occidentale con il sistema di cura.

Il secondo, e forse il più importante in ambito di cura e malattia, è senz’altro la visione, ovvero: quando chiunque di noi si ammala, va dal proprio medico, gli spiega i sintomi e sulla base di questi riceverà una ricetta con delle medicine da prendere o degli esami da fare, la malattia in questo caso  è curata in se stessa come causa ed effetto unico, una visione limitata ad un’estremità del ramo di un albero. Il metodo diagnostico ayurvedico, invece, si concentra sulla causa del disturbo piuttosto che sul trattamento sintomatico, una visione che arriva alle radici dell’albero. Un medico ayurvedico sarà interessato a conoscere la nostra costituzione, l’origine del disturbo e di conseguenza ci darà una cura da seguire che includerà trattamenti, una regime alimentare in accordo con la nostra costituzione, magari qualche esercizio ed i suggerimenti per una corretta routine, tornando a mettere la nostra salute nelle nostre mani ma dopo averci dato gli strumenti indispensabili.

Credo che sia importante conoscere il metodo di azione della medicina ayurvedica, soprattutto in un momento in cui questa materia è così di moda da rischiare di essere confusa o che ci si crei aspettative che vengono disattese.

Le persone che soffrono di disturbi, lievi o patologie più serie, pensano purtroppo che sia sufficiente richiedere un integratore per curare, ad esempio, la cefalea; la colpa non è certo dell’individuo ma della mancanza di informazioni e/o di chiarezza da parte degli operatori. Nessun operatore può prescrivere medicinali o terapie, occorre preliminarmente una visita da un medico ayurvedico qualificato che stabilisca quali sono le cause del problema prima di poter decidere che cura intraprendere. Molti disturbi possono avere origini differenti e questo in diretta correlazione con il dosha predominante o con uno squilibrio dello stesso o di uno qualsiasi degli altri due; la dissenteria, la costipazione così come l’emicrania e molti altri disturbi vengono distinti tra tipo Vata, Pitta o Kapha a seconda della sintomatologia per questo non è possibile in maniera sommaria chiedere “un rimedio per” senza un esame del paziente (Rogi Pariksha) e del disturbo (Roga Pariksha).

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Ho conseguito il diploma di Operatore Ayurvedico - Master of Ayurvedic Therapist presso l'Associazione Maha Atharva Veda di Roma, in collaborazione con il C.S.R.A.M. (Center for study and research on alternative medicine - New Delhi, India) nel 2011. ​ Ho frequentato ad agosto del 2011 il corso di approfondimento di due settimane presso la Chakrapani Ayurvedic Clinic & Research Center di Jaipur, Rajasthan (India). Gli studi continuano, perchè non si finisce mai di apprendere e soprattutto perchè l'Ayurveda è un terreno talmente vasto di argomenti impossibili da esaurire con un solo corso. La mia passione sono le erbe e l'alimentazione sulle quali sto concentrando la specializzazione e per avere una visione più ampia sono iscritta all'AEMETRA di Torino per conseguire il titolo di Naturopata. Il mio obiettivo è integrare usi e tradizioni orientali con la medicina occidentale, sia essa tradizionale che allopatica.