Intolleranza al Lattosio: chiariamo alcuni concetti…

untitledIniziamo, prima di tutto, col dare la definizione di “intolleranza alimentare” e “allergia alimentare”: l’intolleranza alimentare è una reazione anomala dell’organismo verso particolari cibi. Non si può parlare quindi di allergia dal momento che l’intolleranza non coinvolge il sistema immunitario quanto, piuttosto, quello metabolico. In altre parole la persona che presenta una specifica intolleranza verso un alimento non è in grado di assimilarlo in maniera corretta, ma ciò non comporta reazioni da parte del sistema immunitario. Le Intolleranze metaboliche, quindi, nascono da carenza, o assenza di enzimi impiegati nel metabolizzare alcuni aminoacidi. L’allergia alimentare è una rapida ed esagerata reazione patologica del sistema immunitario nei confronti di un alimento ingerito. Spesso è scambiata erroneamente con l’intolleranza alimentare. Per intolleranza al lattosio, il principale zucchero contenuto nel latte, si intende  una ridotta capacità (o una completa incapacità) di assorbimento e digestione del disaccaride stesso da parte dell’intestino tenue per una diminuita produzione dell’enzima lattasi. Si comincia ad avvertire nausea, senso di gonfiore, crampi, disturbi intestinali dalle due alle dodici ore dall’ingestione di latte o derivati. Mentre l’allergia al latte deriva da una reazione del sistema immunitario alle proteine in esso contenute. Per le persone che soffrono di allergia al latte è sufficiente l’ingestione di piccolissime quantità di questo alimento o dei suoi derivati per scatenare una reazione allergica potenzialmente grave. Le manifestazioni cliniche comprendono problemi digestivi, vomito, orticaria e difficoltà a respirare (dispnea); raramente l’allergia al latte provoca una reazione particolarmente grave e violenta detta “anafilassi”. Perché è così importante l’enzima lattasi? L’enzima “lattasi”, coinvolto nell’intolleranza al lattosio, è una β-galattosidasi che svolge un ruolo importante nell’idrolisi del lattosio. Infatti il lattosio, per essere assimilato dall’organismo deve essere scomposto in due zuccheri più semplici, il glucosio e il galattosio. L’enzima viene sintetizzato all’interno dell’orletto a spazzola degli enterociti nell’intestino tenue ed è nel digiuno, la parte iniziale di questo tratto intestinale, che presenta la sua massima espressione. Se durante lo sviluppo fetale l’attività enzimatica è bassa, essa aumenta nelle ultime settimane di gestazione e si mantiene alta per tutto il periodo dell’allattamento. Tale condizione è molto importante in quanto il lattosio è lo zucchero che favorisce la crescita dell’individuo facilitando l’assorbimento del calcio e la conseguente formazione del tessuto osseo. Dopo lo svezzamento il gene lattasi viene gradualmente “disattivato” portando all’incapacità di tollerare il latte da adulti, condizione nota come “non persistenza della lattasi” o “intolleranza al lattosio“. Solitamente l’intolleranza si instaura intorno ai 2-3 anni di vita per diventare completa tra i 5-10 anni. Esistono tuttavia persone in cui l’attività enzimatica si protrae anche nell’età adulta, rendendo possibile la digestione di grandi quantità di lattosio; si tratta di individui definiti “tolleranti” o “lattasi persistenti“.

I disturbi causati dall’intolleranza al lattosio si presentano dalle due alle dodici ore dall’ingestione del latte. Poiché questi effetti non sono immediati, molti ignorano di essere intolleranti. La causa principale dei sintomi è il passaggio del lattosio non idrolizzato, e quindi non assimilabile, nel colon dove si attivano due meccanismi:

  • richiamo di sodio e acqua nel colon per osmosi;
  • fermentazione da parte dei batteri del colon, con conseguente formazione di acidi grassi a catena corta, acqua e gas come anidride carbonica, metano e idrogeno.

Non tutti i soggetti intolleranti sono sintomatici data l’esistenza di diversi gradi di deficit della lattasi; solitamente sono sufficienti tra gli 8 e 12 g di lattosio per la comparsa dei sintomi, la quale viene influenzata anche dall’origine etnica e dall’età.

Alimenti come cioccolato al latte, latte scremato, gelato e yogurt, contengono una ridotta quantità di lattosio e per questo sono facilmente digeribili anche dagli individui intolleranti. Per esempio, lo yogurt contiene lo Streptococcus Termophilus che produce una β-galattosidasi attiva lungo il suo transito intestinale.

Per confermare i sintomi dell’intolleranza si possono effettuare vari test diagnostici basati sulle variazioni chimico-fisiche indotte dalla “cattiva digestione” intestinale del lattosio. I possibili test sono:

  • H2 Breath test;
  • il controllo del tasso di glucosio nel sangue;
  • la determinazione del galattosio nelle urine.

L’H2 Breath test è un test che permette di misurare la percentuale di idrogeno nell’aria espirata dal paziente nelle quattro ore successive all’assunzione di una determinata quantità di lattosio. Questa quantità varia dalla dose fisiologica di 12,5 g alla dose normale per il test di tolleranza di 50 g. In caso di malassorbimento, il lattosio viene fermentato dalla flora del colon con produzione di idrogeno, che sarà presente a concentrazione più alta nell’aria espirata.

Il secondo test si basa sulla stima del glucosio nel sangue mediante diversi prelievi effettuati fino a due ore dopo l’assunzione di una dose di 50 g di lattosio.

La determinazione del galattosio nelle urine prevede la somministrazione al paziente di 150 mg/kg di etanolo insieme a 50 g di lattosio, diluiti in 400 ml di acqua. Dopo 40 minuti si preleva un campione di urine.

L’insieme di tutte e tre le misure indirette appena descritte definisce la “gold standard procedure” che è l’analisi più accurata: la diagnosi viene fatta sulla base di almeno due risultati concordanti.

Il cardine della terapia è la dieta a ridotto contenuto di lattosio. La quantità di lattosio tollerata dai soggetti è variabile, pertanto è opportuno eliminare gradualmente gli alimenti iniziando da quelli a più alto contenuto in lattosio ( latte, formaggi freschi ) in modo da valutare la soglia di tolleranza del paziente. Tali alimenti possono essere sostituiti con alimenti analoghi privi di lattosio che attualmente si trovano in commercio con facilità. Nel caso non sia possibile l’eliminazione di alcuni alimenti contenenti lattosio, è disponibile una Lattasi in compresse, che ingerita insieme al cibo aiuta nella digestione del lattosio. Una compressa di Lattasi digerisce fino a 5 g di lattosio e cioè in contenuto di 100 ml di latte vaccino. Poiché gli alimenti contenenti grandi quantità di lattosio contengono anche grandi quantità di calcio, sono consigliabili supplementazioni di calcio in tutti i pazienti sottoposti ad una stretta dieta di eliminazione ed in particolare nei bambini, che richiedono grandi quantità di calcio per lo sviluppo osseo.

Quindi, prima di trarre conclusioni affrettate, è utile e necessario fare delle indagini approfondite sui sintomi evidenziati, ed effettuare le relative procedure diagnostiche.

The following two tabs change content below.

Maria Elisa Romeo

Sono una Farmacista, in possesso di una seconda Laurea in Scienza della Nutrizione; laureata nel "2009" in Scienza della Nutrizione con 110/110 con Lode, e successivamente nel "2013" in Farmacia con 104/110; durante il mio percorso universitario ho collaborato, per quasi 2 anni , con l'Istituto di Ricerca per l' Olivicoltura di Rende (CS), come Tecnico di Laboratorio, e dove mi sono occupata di analisi chimiche sull'olio d'oliva (dall'acidità, al suo contenuto in acidi grassi, fenoli ecc..), e analisi sulla pianta dell'olivo, per lo studio sul miglioramento genetico della pianta; ho frequentato un Corso di Formazione per Assaggiatori per Analisi Sensoriale dell'olio di Oliva Vergine; per un breve periodo ho anche avuto la possibilità e il piacere di fare un tirocinio presso un laboratorio Galenico di Farmacia di Cosenza, e dove ho avuto l'ispirazione per la mia seconda tesi di laurea, sottolineando l'importanza del Farmacista Galenista, soprattutto in ambito Pediatrico; ho lavorato presso una Farmacia per quasi un' anno; spero con i miei articoli di fornire informazioni utili e interessanti...Buona lettura...