L’oro degli dei

1Glucosio, acqua e fruttosio nonché acidi organici, Sali minerali ed enzimi sono alcuni dei componenti del più antico rimedio : il Miele, utilizzato sia per le sue proprietà curative sia in cosmesi, si pensi che in passato si faceva una crema unendo argilla, acqua, miele e foglie di cedro.

Le api producono il miele volando di fiore in fiore, succhiandone il nettare, ingurgitandolo brevemente per mischiarlo con i loro enzimi, successivamente lo depositano nell’alveare. Un prodotto genuino che deve tutto alla natura perché prodotto dalle api e dalle piante.

E’ una risorsa di pronta energia, per 100 gr abbiamo un apporto energetico pari a 320 kcal, pertanto, torna utile soprattutto per chi deve recuperare le energie impiegate, nelle persone anziane o negli ammalati inappetenti..

L’ idromele era una bevanda che si faceva bere nell’antichità agli sposi come augurio di poter avere un figlio maschio, da qui il termine coniato dopo “Luna di Miele”.

In commercio esistono numerosi tipi di miele a seconda del fiore impollinato che lo genera, ad esempiotipi  esiste  il Miele di acacia o il Miele di Eucalipto e con il variare del fiore varia anche il suo colore, ma ne varia soprattutto le proprietà curative dello stesso.

Possiamo utilizzare :

 IL MIELE DI ACACIA Dal colore   bianco a giallo chiaro – liquido, trasparente

   E’ UTILE PER :

Disintossicare il fegato, usato come antinfiammatorio   della gola, lassativo

AGRUMI
(arancio, limone)
Bianco   traslucido e panna – cristallizzato variabile Antispasmodico,   sedativo, per combatte l’ulcera
CASTAGNO Da ambra   rossiccio brillante ad ambra scuro più o meno opaco – Liquido, trasparente Antispasmodico,   astringente: favorisce la circolazione sanguigna; disinfettante delle vie   urinarie, azione benefica su reni e fegato
CORBEZZOLO Ambra più   o meno scuro con sfumature grigio-verdastre – Cristallizzato fine, cremoso Astringente   e diuretico, efficace contro asma e raffreddore da fieno
EUCALIPTO Ambra   chiaro grigiastro – cristallizzato fine, compatto, adesivo Anticatarrale,   antispasmodico, antiasmatico, calmante della tosse, febbrifugo e antibiotico
FRUTTIFERI (Melo, Pero, Pruno) Ambra   chiaro grigiastro o rossiccio – Cristallizzato fine, pastoso, fondente Quello di   melo è utile nella ipertensione: emolliente, calmante della tosse
GIRASOLE Giallo   dorato – cristallizzato medio fine Febbrifugo,   ricalcificante delle ossa, efficace contro il colesterolo e le affezioni   della milza
LAVANDA Ambra più   o meno chiaro con riflessi giallognoli – cristallizzato  finissimo,   pastoso Analgesico,   antispasmodico, antireumatico, battericida, antisettico, digestivo,   diuretico, calma le bruciature e le punture di insetti
RODODENDRO Da bianco   a panna – cristallizzato omogeneo come burro Ricostituente,   calmante dei centri nervosi; combatte l’artrite
ROSMARINO Bianco o   ambra chiarissimo – Cristallizzato a granulazione fine Cura   l’insufficenza epatica, la litiasi biliare, la cirrosi, la colite; combatte   le astenie e l’affaticamento
TARASSACO Giallo   limone vivo, spesso con sfumature grigiastre – Cristallizzato fine, compatto Diuretico,   depurativo, astringente e epatoprotettivo
TIGLIO Da ambra   chiaro a scuro – Liquido o cristallizzato fine Sedativo,   calmante, espettorante
TIMO Ambra più   o meno scuro – cristallizzato a granulazione fine, pastoso, un pò adesivo Tonico,   antisettico, calmante, disinfettante bronchi e intestino; indicato nelle   influenze e nelle febbri

 

L’alveare produce molti prodotti ad esempio la  Melata, cioè la secrezione zuccherina delle api,  utilizzata per favorire la cicatrizzazione delle ferite. Nel 1984 uno scienziato francese  Bernard Descottes, iniziò ad utilizzarla per la cura delle piaghe, affermò inoltre che per uso interno fosse utile perfino a combattere forme virulente di diversi organismi responsabili delle infezioni interne.

La Propoli, ad esempio è prodotta dalle api in seguito all’elaborazione delle resine presenti sulle gemme e cortecce degli alberi, la si può utilizzar per le sue proprietà antibatteriche, antimicotiche, cicatrizzanti ed antivirali. L’impiego più comune della Propoli è nelle affezioni del cavo orale e della gola.

Altro prodotto molto pregiato è la Pappa Reale, questa viene secreta dalle ghiandole mascellari delle api ed è il nutrimento delle larve e dell’ape regina, per questo considerato molto importante. Viene impiegata come energetico nei bambini sottopeso, come riequilibrante del sistema endocrino, se ne sta studiando le proprietà antitumorale.

Ultimo, ma non per importanza, prodotto dell’alveare è il Polline, delle palline frutto dell’unione del nettare con il miele, date alle larve. Le sue proprietà sono tonificanti e stimolanti, si usa come ricostituente per i bambini, si somministra a chi soffre di anemia in quanto stimola la produzione di emoglobina, anche il polline è utile quando si è più affaticati. Inoltre è un disintossicante ed equilibrante del fegato, infatti riequilibra i valori delle ghiandole endocrine.

Le Api stesse vengono sfruttate per fini terapeutici, ma già dall’antichità sembra che L’Apipuntura fosse utilizzata per curare la gotta. L’apipuntura consiste nell’iniettare il veleno delle api, veleno composto da acqua, acido formico, acido cloridico, acido fosforico, melittina ed acido amminico. Dalla a degradazione il veleno produce istamina che è responsabile della tossicità per il nostro organismo, una tossicità diversa comunque da altri veleni, ad esempio, quello del serpente provoca nel sangue un’azione coagulante, mentre il veleno d’ape è emorragico.

L’ape usa pungere come difesa, pur sapendo che subito dopo morirà visto che pungendo si strapperà il pungiglione che è attaccato all’addome tramite degli uncini, provocandole una lacerazione interna.

Il veleno d’ape usato per la cura della gotta ed altri scopi terapeutici già in Egitto, attualmente, lo si usa per combattere dolori cronici,  fibromialgia,  poliartrite deformante, maculopatie, enfisema e malattie ostruttive polmonari, e molte altre.

La raccolta del veleno avviene con una speciale macchina che posta all’ingresso dell’alveare, con dei fili stimolano le api a scaricare il veleno che viene raccolto , oppure, come per l’agopuntura con delle pinzette si prendono le api e si usa pungere direttamente il paziente con  il pungiglione sulle zone interessate.

In ultimo non dimentichiamoci che lo si può trovare anche  in granuli come soluzione omeopatica, si chiama Apis Mellifica , ricordiamoci però che alcuni soggetti potrebbero essere allergici alla puntura dell’insetto con le conseguenze che sappiamo, pertanto rivolgiamoci sempre a persone competenti per consigli in merito.

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SONO ELISA LANEVE E SONO UNA NATUROPATA, DI 33 ANNI, DELLA PROVINCIA DI BRINDISI. HO UNO STUDIO OLISTICO CHIAMATO "ANTICHE RADICI" DOVE APPLICO LE MIE CONOSCENZE AVVALENDOMI DELL'USO DI ESSENZE FLOREALI, OLI ESSENZIALI, RIFLESSOLOGIA, CRONOTERAPIA, TECNICHE DI TERAPIA ENERGETICA E QUANT'ALTRO POSSA ESSERE DI AIUTO PER IL BENESSERE PSICO-FISICO ED EMOTIVO DELLA PERSONA NELLA SUA INTEGRITA'.