Ananas comosus: dall’efficacia alla sicurezza.

ananasL’Ananas è una pianta perenne che cresce fino a 1,2 metri di altezza, coltivata in tutti i tropici fa parte della famiglia delle Bromeliaceae.Usata dalla medicina popolare come colagogo, depurativo, diaforetico, diuretico, cicatrizzante, il componente principale del gambo dell’ Ananas è la bromelina, una famiglia di proteinasi. E’  principalmente composta da proteasi cisteiniche, con piccole quantità di fosfatasi acida, perossidasi, amilasi e cellulasi. Composti minori sono gli acido cinnamico, p-cumarico e ferulico, polisaccaridi e piccole quantità di pectine e glucomannani, vitamina C e fibre vegetali.

Una interessante curiosità è che i lavoratori che maneggiano ananas o i suoi estratti hanno le impronte digitali quasi completamente scomparse, in ragione dell’attività proteolitica della bromelina.

L’attività antinfiammatoria ed antiedematosa è risultata utile in patologie diverse, dovuta alla capacità di inattivare le proteine responsabili dei processi infiammatori e di favorire il riassorbimento degli edemi. Risulta indicata anche negli edemi sottocutanei secondari a traumi articolari o muscolari tipo contusioni, strappi o stiramenti muscolari, nei casi di insufficienza venosa cronica ed altre situazioni di rallentato deflusso venoso (varici, varicoflebiti, etc) e negli interventi chirurgici.

L’attività digestiva si basa sulla capacità di idrolizzare le proteine a oligopeptidi ed aminoacidi. Il meccanismo d’azione della supposta attività antinfiammatoria non è stato ancora chiarito. Può in parte derivare dall’attivazione della produzione di plasmina dal plasminogeno e dalla riduzione della chinina attraverso l’inibizione della conversione del chininogeno in chinina. Un altro possibile meccanismo comprende l’interazione della bromelina sulla lipo-ossigenasi, con il risultato di ridurre la sintesi di sostanze flogogene e ridurre la vasodilatazione, oltre che ad un’incremento della depolimerizzazione della fibrina e ad un’inibizione dell’aggregazione piastrinica. Tutti questi fattori favoriscono il ripristino di una alterata permeabilità della parete vascolare (condizione alterata nell’infiammazione), favorendo così il riassorbimento dell’edema e riducendone la stasi. Nella cellulite può rivelarsi molto utile in quanto rimuove l’acqua e i sali accumulati nell’ipoderma stimolando la diuresi e agevolando quindi il ripristino del normale trofismo cutaneo e la scomparsa delle lesioni tipiche della cellulite.

Da attenzionare sono gli aspetti negativi, sempre da approfondire soprattutto quando si assumono altri farmaci o fitoterapici. L’impiego concomitante della bromelina innalza la concentrazione plasmatica di amoxicillina e tetracicline, può incrementare l’attività anticoagulante del Warfarin e l’attività antiaggregante dell’Aspirina. Potrebbe aumentare invece l’efficacia di chemioterapici antitumorali come 5-fluoracile o vincristina.

Bibliografia:

  • “PDR: Integratori Nutrizionali” di Sheldon S Hendler e David M Rorvik.
  • “Piante medicinali: controindicazioni, effetti collaterali e interazione con i farmaci” di Fausto  Mearelli.
  • “Fitoterapia Clinica” di Fabio Firenzuoli.
  • “Guida Bibliografica ai più noti fitoterapeutici” di E. Boncompagni, E. Bianchi, C. Giua.
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Fabio Milardo

Laureato in "Scienze erboristiche" presso la facoltà di Farmacia dell'Università degli Studi Catania, è stato responsabile di produzione e formulatore in un laboratorio di produzione di integratori alimentari. Tiene corsi di formazione ed è docente del master in "Medicina Integrativa" dell'Università degli Studi di Firenze. Classifica e raccoglie piante medicinali in Sicilia, approfondendo sia l'uso tradizionale che moderno.
  • Fabio Milardo

    Un ringraziamento speciale alla collega Adriana Prifti per l’immagine.

  • Adriana Prifti

    Fabio complimenti per l’articolo!

    Non penso di meritare un tuo ringraziamento per l’immagine. Perchè l’idea è stata tua, io ho utilizzato solamente un programma al mio computer!

    A presto!

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