Dieta a basso contenuto calorico e benessere.

cellulaL’ipotesi più accreditata nel contrastare i meccanismi biologici dell’invecchiamento fisiologico è ad oggi la riduzione dell’intake calorico. Numerosi studi hanno mostrato che la restrizione calorica può ridurre l’incidenza e rallentare l’insorgenza di patologie legate all’età (malattie cardiovascolari e neurodegenerative), migliorare la resistenza allo stress e decelerare il declino funzionale. La riduzione calorica altera l’espressione genica e favorisce l’espressione di geni coinvolti nella riparazione cellulare, nel turnover e sintesi proteica, nella resistenza allo stress e nel metabolismo del glucosio. Numerosi geni implicati invece nei meccanismi di stress ossidativo e infiammazione risultano down regolati. Le cellule adipose ad esempio secernono fattori umorali (peptidi, citochine, TNF-α, fattori del complemento) che quando sono in eccesso promuovono l’invecchiamento e le patologie ad esso legate, infatti la marcata riduzione della massa grassa e la conseguente riduzione della secrezione di questi fattori umorali è la principale espressione fenotipica della riduzione calorica.
L’ipotesi che meglio spiega gli effetti della riduzione calorica e che assomma molte delle ipotesi fatte dai ricercatori è quella dell’ormesi, che è l’adattamento ad uno stimolo: la restrizione calorica induce un leggero stress che provoca una risposta di sopravvivenza nell’organismo, che si rafforza nei confronti delle avversità mediante cambiamenti metabolici, riuscendo così a contrastare le cause di invecchiamento. L’invecchiamento è un processo complesso che coinvolge numerosi tessuti e sistemi, influenzato da migliaia di geni. Una famiglia importante a questo riguardo è quella delle sirtuine: SIRT1 è un gene che codifica per le sirtuine che sono proteine implicate in fenomeni che influenzano l’invecchiamento, l’apoptosi, il metabolismo dei lipidi, la resistenza allo stress cellulare, l’efficienza energetica e la vigilanza durante le situazioni a basso introito calorico, giocano un ruolo importante nella regolazione dell’infiammazione, una situazione patologica con chiari collegamenti al metabolismo e all’invecchiamento fisiologico.
Nei regimi di restrizione calorica, e in misura minore anche con l’attività sportiva, si verifica l’attivazione dell’ “ AMPK”, un regolatore metabolico la cui attivazione promuove la formazione di nuovi mitocondri, facilita lo sviluppo di energia dai grassi, riduce la sintesi di colesterolo, migliora il flusso sanguigno, riduce l’infiammazione, promuove la sensibilità all’insulina, inibisce fortemente la gluconeogenesi: questa sembra essere una strategia di longevità per i mammiferi.
La riduzione calorica è in grado di attivare nella cellula una risposta difensiva e riparativa. A tal proposito entra in gioco l’”Nrf2”, che è un fattore di trascrizione che viene attivato dalla riduzione dell’intake calorico e da alcuni flavonoidi e induce processi di difesa e detossificanti nell’organismo.

E’ possibile mimare l’espressione fenotipica della restrizione calorica con l’utilizzo dei flavonoidi, quali siano questi flavonoidi ancora è oggetto di discussione, ma nel prossimo articolo sarà colmato (o quasi) il quesito.

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Fabio Milardo

Laureato in "Scienze erboristiche" presso la facoltà di Farmacia dell'Università degli Studi Catania, è stato responsabile di produzione e formulatore in un laboratorio di produzione di integratori alimentari. Tiene corsi di formazione ed è docente del master in "Medicina Integrativa" dell'Università degli Studi di Firenze. Classifica e raccoglie piante medicinali in Sicilia, approfondendo sia l'uso tradizionale che moderno.