L’INTESTINO: importante organo “PNEI”

INTESTINO

L’intestino è un importante organo “PNEI”.

La PsicoNeuroEndocrinoImmunologia (PNEI) nasce negli anni ’70 dall’esigenza di riunificare il sapere medico, estremamente frammentato nelle varie specializzazioni, allo scopo di recuperare una visione d’insieme organica dell’organismo vivente.

I progressi della Biologia Molecolare hanno permesso di individuare le connessioni fra Sistema Nervoso, Sistema Endocrino e Sistema Immunitario, rappresentate dalle molecole “segnale”, che permettono il “dialogo” fra questi sistemi, apparentemente separati, allo scopo di elaborare risposte adattative, finalizzate alla sopravvivenza.

L’intestino, un organo “chiave” del nostro corpo al pari del cuore o del fegato, in questo nuovo paradigma, ha acquisito un’importanza fondamentale come organo “PNEI” a tutti gli effetti: è infatti ricco di una rete nervosa, secerne ormoni grazie a numerosissime cellule endocrine, ed è il principale organo immunitario dell’organismo (è sede del GALT (tessuto linfoide associato all’intestino), che costituisce la maggior parte del MALT (tessuto linfoide associato alle mucose)), in quanto deve “processare” e regolare l’assorbimento di quel “non self” rappresentato dal cibo.

La definizione di “cervello enterico” è ormai universalmente accettata e spiega anche la dinamica psico-somatica che giustifica molte patologie gastro-intestinali.

Se la flora batterica intestinale è perturbata, le sostanze tossiche (tossine) ristagnano e il potere di selezione dei nutrienti diminuisce, provocando come conseguenza il riassorbimento delle tossine stesse.

Quando il sistema immunitario enterico viene costretto ad intervenire con troppa frequenza, il pericolo è che quest’iperattività si ritorca sull’organismo stesso, attaccando tessuti propri e quindi dando luogo a varie forme di malattie autoimmuni o a disturbi allergici o di intolleranza.

Il vero problema dell’intestino è che esso raramente segnala le disfunzioni presenti; gli errori metabolici vengono trasferiti ad altri organi; esiste, infatti, una relazione fra disbiosi (alterazione della flora batterica) e malattie croniche, malattie allergiche, malattie autoimmuni, infezioni ricorrenti, emicranie, nevralgie, dermatiti, cistiti, stanchezza, nervosismo ed irritabilità.

Le relazioni fra batteri patogeni ed alcune patologie autoimmuni sono convalidate da molti studi scientifici.

Mantenere l’equilibrio dell’ecosistema batterico nel tratto gastro-intestinale, quindi mantenere uno stato di eubiosi – che si attua in primis con la dieta, ma anche con l’ausilio di drenanti, alcalinizzanti, probiotici, prebiotici e simbiotici – significa contribuire efficacemente alla conservazione di un buono stato di salute generale.

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Classe 1980, Maturità scientifica, Laurea in Medicina e Chirurgia a FE nel 2005, Diploma di Corso di Formazione in Medicina Generale a BO nel 2009. Dal 2012 frequento la scuola SIOMI di Omeopatia Clinica a Casalecchio di Reno (BO). Sono un giovane medico appassionato in Medicina non convenzionale.