Neuralterapia per contrastare il dolore

Una terapia  moderna, efficace e dal risultato immediato e che  contrasta il dolore è la Neuralterapia, uno straordinario metodo di cura così poco conosciuto in Italia, ma di facile applicazione.

sistema nervosoIl nostro sistema nervoso riceve informazioni e ne contiene, ma può accadere che un’input errato possa creare un errore che può disturbare o bloccare il corretto funzionamento del nostro organismo.

Le nostre cellule, che sono  costantemente “polarizzate”,vale a dire che si comportano come piccole batterie sempre cariche,ogni tipo di stimolo provoca una scarica della cellula (depolarizzazione), a cui segue una immediata “ricarica” (ripolarizzazione), grazie all’energia fornita dal metabolismo.

Finchè tutto funziona bene accade questo, ma quando non si ripolarizzano che succede?

Restando “scariche” non si integrano più alle altre creando così uno squilibrio elettrico che creerà un “campo di disturbo” o “campo perturbante”, una zona, cioè, di interferenza nei riguardi del resto del corpo.

La Neuralterapia ripolarizza il campo di disturbo, ripristinando il normale potenziale di membrana. Ciò fa sì che il Sistema Nervoso Autonomo (ortosimpatico e parasimpatico) possa correttamente funzionare secondo ritmi di salute, permettendo la guarigione dell’organo bloccato a valle della catena di interferenza.

I Campi di disturbo o campi perturbanti possono essere :

  • cicatrici da ferita o da taglio o di interventi
  • focolai cronici (ad es. denti devitalizzati, tonsillite cronica, sinusite cronica, ecc.)
  • corpi estranei
  • tessuti traumatizzati

Si tratta in pratica di zone del corpo che a causa di traumi , ferite o infiammazioni croniche, carie dentarie, tonsilliti, inviano  inpulsi “perturbanti” che attraverso il sistema nervoso raggiungono gli organi bersaglio, provocando disturbi di varie entità e la malattia.
La neuralterapia fu scoperta nel 1925 dai fratelli Huneke, medici tedeschi che, misero a punto, questa terapia sperimentandola su un loro famigliare.

 La loro sorella Katha soffriva da anni di forti attacchi di emicrania, tutte le terapie effettuate non avevano portato ad alcun risultato, un giorno provarono ad effettuarle un‘iniezione intravenosa di Atophanyl con procaina per cercare di alleviare il dolore. Subito dopo l’iniezione l’emicrania scomparve e con essa gli effetti collaterali quali la nausea e i disturbi della vista. Fu un’esperienza affascinante ed incredibile che sconvolse Ferdinand Huneke. Cosa era successo? La procaina, in genere utilizzata come farmaco anestetico locale, aveva avuto un effetto curativo generale.

Nel 1940 F. Huneke ebbe la seconda esperienza fondamentale, una paziente, con infiammazione cronica dell’articolazione della spalla sinistra, con forti dolori e limitazioni nei movimenti si rivolse a lui riferendo che tutti i trattamenti precedenti non avevano avuto alcun effetto.

F. Huneke cercò innanzitutto di aiutare l’articolazione malata con le iniezioni ma senza successo. Due settimane dopo la paziente si rivolse nuovamente a lui in quanto si era infiammata una vecchia cicatrice, sulla gamba destra. La paziente chiese a Huneke di trattare questo punto infiammato. Egli iniettò questa cicatrice e per la prima volta osservò qualcosa di totalmente nuovo ed inaspettato. I dolori nell’articolazione della spalla erano spariti nel giro di pochi secondi, la paziente poteva muovere liberamente il braccio in tutte le direzioni.

Dopo questa iniezione nella cicatrice la spalla guarì in modo permanente. 

Teorizò così che i disturbi potranno più o meno migliorare col tempo e con varie terapie, ma non potranno mai completamente sparire se non si va a trattare proprio quella cicatrice, il campo di interferenza.

Ma in pratica riassumendo in cosa consiste la metodica?

Nel trattare i punti patologici con piccolissime quantità di anestetico locale (procaina o lidocaina), che possiede appunto un’azione regolatrice sulle fibre nervose.

Dove si applica?

Innanzitutto nella sede del campo di disturbo (cicatrici, zone traumatizzate, focolai cronici, ecc.); poi localmente laddove c’è dolore, ed eventualmente in determinati punti critici di regolazione (alcuni corrispondenti a quelli dell’agopuntura), in plessi nervosi, ecc.

Quando usare la  Neuralterapia?

Sul dolore in ogni sua forma: cefalea, emicrania, nevralgia, fibromi algia,tutte le forme reumatiche, artritiche e artrosi che, artrosi cervicale, lombalgia, sciatalgia, ed ogni infiammazione articolare, comprese quelle traumatiche e sportive,allergia (eczema allergico, rinite allergica, asma),malattie dell’orecchio, otiti croniche, labirintiti, acufeni, sindrome di Meniére, vertigini,distonie neurovegetative ed endocrine.
Gli ottimi risultati si possono vedere da subito, si possono curare anche disturbi di vecchia data, resistenti ormai a qualunque terapia (convenzionale o non), a volte non è nemmeno necessario ripetere la terapia: una volta corretto il campo di disturbo od anche campi perturbanti, il corpo è in grado di fare da sè tutto il resto.

Il problema talvolta individuare il punto preciso dove iniettare la procaina, esistono diversi punti sul corpo, pertanto i fratelli Huneke individuarono nei punti dell’agopuntura molti punti utili. Altri punti furono individuati con la palpazioni ed altri invece furono riscontrati lungo i nervi motori e sensitivi.

La neuralterapia però non è una semplice terapia sintomatica, dato che ogni volta che si ripete l’iniezione, l’effetto terapeutico permane sempre più a lungo sino a quando le iniezioni diventeranno completamente inutili.

È una terapia ben tollerata e senza effetti collaterali, e che può benissimo associarsi ad ogni tipo di cura.

 

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SONO ELISA LANEVE E SONO UNA NATUROPATA, DI 33 ANNI, DELLA PROVINCIA DI BRINDISI. HO UNO STUDIO OLISTICO CHIAMATO "ANTICHE RADICI" DOVE APPLICO LE MIE CONOSCENZE AVVALENDOMI DELL'USO DI ESSENZE FLOREALI, OLI ESSENZIALI, RIFLESSOLOGIA, CRONOTERAPIA, TECNICHE DI TERAPIA ENERGETICA E QUANT'ALTRO POSSA ESSERE DI AIUTO PER IL BENESSERE PSICO-FISICO ED EMOTIVO DELLA PERSONA NELLA SUA INTEGRITA'.