Bevande Alcoliche: Istruzioni per l’uso

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Prima di introdurre l’argomento, facciamo una breve classificazione sulle varie bevande;

Le bevande si possono distinguere in:

  • bevande alcoliche (vino, birra) e superalcoliche (acquaviti, liquori)
  • bevande analcoliche (succhi di frutta, sciroppi, bevande di fantasia tipo Coca-cola e Pepsi-Cola)
  • acque (potabili, minerali e potabili gassate)
  • bevande nervine (caffè, the, cacao).

Le bevande alcoliche sono quelle con grado alcolico inferiore a 21°, e superalcoliche quelle con grado alcolico superiore. Vino e birra sono bevande alcoliche di fermentazione; le acquaviti (whisky, brandy e cognac, grappe, rhum, ecc) ed i numerosissimi liquori (Maraschino Fernet, liquori al caffè, ecc) sono superalcolici. Le bevande alcoliche devono portare in etichetta l’indicazione del grado alcolico volumetrico ( o titolo alcolometrico volumico), espresso in <<% vol.>>, esempio <<12,5% vol.>>, misurato a 20°C.

Le bevande alcoliche sono costituite per la maggior parte da acqua, e per la restante parte da alcol etilico (o etanolo); una quota di entità minima è rappresentata da altre sostanze, sia naturalmente presenti che aggiunte: composti aromatici, coloranti, antiossidanti, vitamine, ecc. . Acqua a parte, il costituente fondamentale e caratteristico di ogni bevanda alcolica è l’etanolo, sostanza estranea all’organismo e non essenziale, anzi per molti versi tossica. Il corpo umano è per lo più in grado di sopportare l’etanolo senza evidenti danni, a patto che si rimanga entro i limiti di quello che si intende oggi come “consumo moderato”, vale a dire non più di due-tre Unità Alcoliche (U.A.) al giorno per l’uomo, non più di una-due per la donna e non più di una per gli anziani (ricordiamo che una Unità Alcolica (U.A.) corrisponde a circa 12 grammi di etanolo; una tale quantità è contenuta in un bicchiere piccolo (125 ml) di vino di media gradazione, o in una lattina di birra (330 ml) di media gradazione o in una dose da bar (40 ml) di superalcolico); l’equivalente calorico di un grammo di alcol è pari a 7 kcal. Pur non essendo un nutriente, l’etanolo apporta una cospicua quantità di calorie che si sommano a quelle apportate dagli alimenti.

L’etanolo viene assorbito già nelle prime porzioni del tratto gastrointestinale, e in modeste proporzioni persino nella bocca. Alcuni fattori modificano i tempi di assorbimento: la presenza di cibo li rallenta, mentre la presenza di anidride carbonica (soda, spumanti e altre bevande frizzanti) li accelera. Una volta assorbito, l’etanolo entra nel sangue e da lì va in tutti i liquidi corporei; non esistendo possibilità di deposito per l’alcol nell’organismo, esso deve essere rapidamente metabolizzato. Questa trasformazione dell’etanolo avviene, ad opera di enzimi specifici, a livello gastrico e soprattutto epatico. E’ importante sottolineare che mentre l’enzima presente nello stomaco metabolizza l’etanolo prima che esso venga assorbito e raggiunga il sangue, e quindi l’intero organismo, gli enzimi presenti nel fegato agiscono soltanto dopo che esso è entrato nell’organismo ed ha avuto quindi modo di esercitare i suoi effetti. E’ evidente che bere alcolici a stomaco pieno è meglio, perché fa si che l’etanolo sia assorbito più lentamente. Una piccolissima quota di etanolo (2-10%) viene eliminata inalterata attraverso polmoni, urina, e sudore.

I principali effetti dell’etanolo risultano a carico del sistema nervoso centrale, dove le azioni depressive sono simili a quelle degli anestetici volatili. Le principali teorie sull’azione dell’etanolo sono le seguenti:

  • aumento dell’inibizione mediata dal GABA, simile all’azione delle benzodiazepine;
  • inibizione dell’ingresso del calcio attraverso i canali del calcio voltaggio-dipendenti;
  • inibizione della funzione dei recettori NMDA (recettori per il glutammato).

Terminiamo col dire, che è bene consumare bevande alcoliche con moderazione, durante i pasti secondo la tradizione italiana, o in ogni caso immediatamente prima o dopo mangiato; e fra tutte le bevande alcoliche, dare la preferenza a quelle a basso tenore alcolico (vino e birra).

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Maria Elisa Romeo

Sono una Farmacista, in possesso di una seconda Laurea in Scienza della Nutrizione; laureata nel "2009" in Scienza della Nutrizione con 110/110 con Lode, e successivamente nel "2013" in Farmacia con 104/110; durante il mio percorso universitario ho collaborato, per quasi 2 anni , con l'Istituto di Ricerca per l' Olivicoltura di Rende (CS), come Tecnico di Laboratorio, e dove mi sono occupata di analisi chimiche sull'olio d'oliva (dall'acidità, al suo contenuto in acidi grassi, fenoli ecc..), e analisi sulla pianta dell'olivo, per lo studio sul miglioramento genetico della pianta; ho frequentato un Corso di Formazione per Assaggiatori per Analisi Sensoriale dell'olio di Oliva Vergine; per un breve periodo ho anche avuto la possibilità e il piacere di fare un tirocinio presso un laboratorio Galenico di Farmacia di Cosenza, e dove ho avuto l'ispirazione per la mia seconda tesi di laurea, sottolineando l'importanza del Farmacista Galenista, soprattutto in ambito Pediatrico; ho lavorato presso una Farmacia per quasi un' anno; spero con i miei articoli di fornire informazioni utili e interessanti...Buona lettura...