Dal macrocosmo al microcosmo: l’essere umano come specchio della Natura. Terza parte.

Proseguiamo nell’esplorazione dei ritmi dell’energia vitale dentro di noi, un percorso che ci guida verso una maggiore comprensione dei nostri “moti interiori”, essendo noi umani parte integrante del regno naturale. Nei due articoli precedenti, abbiamo osservato come si esprimono in noi l’elemento Terra, e l’elemento Aria.

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Oggi conosciamo meglio l’elemento FUOCO, che in natura segue l’aria, e dalla quale viene alimentato.

Il fuoco è tradizionalmente legato alle passioni, e nella storia delle religioni viene presentato sia attraverso forze distruttive, sia costruttive. Infatti, l’eccesso di passione può generare frattura e distruzione, ma il calore controllato è fucina di energia vitale, che ci sostiene ed alimenta i nostri sistemi. Simboleggiante il Sole, ma anche la trasformazione e l’immortalità, questo elemento si esprime attraverso il coraggio e la determinazione, aspetti molto importanti nell’affermazione di sé.

Ne deduciamo, pertanto, che una persona che presenti una carenza di elemento fuoco potrebbe manifestare senso di inferiorità, mancanza di incisività nelle proprie idee ed azioni, paura di vivere, timidezza, vuotezza di spirito e di ideali…. mentre al contrario, un individuo con eccesso di fuoco tenderà alla prepotenza, all’ira, alla prevaricazione e all’impulsività, ma sarà anche una persona con grande coraggio. Come sempre, l’equilibrio è nel mezzo.

Nel corpo fisico ritroviamo il fuoco nel sangue e nei processi metabolici, caratterizzati da continue trasformazioni: senza il calore del fuoco, l’acqua presente nel nostro corpo ristagna e si raffredda, creando accumuli e trattenendo le tossine, la termoregolazione viene a mancare, e i mediatori chimici non raggiungono la temperatura necessaria per far scattare le reazioni indispensabili alla produzione di ormoni, energia e nutrimento. Al contrario, l’eccesso di fuoco genera sovraccarichi e dilatazione, e ciò potrebbe ripercuotersi sulla salute del cuore e della circolazione.

Grazie a questo elemento, viene creato nel corpo il giusto grado di movimento. E’ solo grazie al movimento che tutte le funzioni si mantengono in equilibrio reciproco, come i meccanismi di un orologio. Il cibo che alimenta il fuoco è quello aromatico, tendente al piccante, poichè genera calore.

Nuovamente, quando vi è squilibrio nel fuoco, è il respiro a venirci in aiuto, stemperando gli eccessi e creando movimento in caso di blocco e ristagno. Grazie agli esercizi di respirazione, introduciamo più ossigeno nel corpo, il quale funge da carburante per il fuoco, e rimette in movimento l’energia bloccata. In questo modo, ove vi sono eccessi questi verranno sciolti, e l’energia vitale liberata potrà andare a nutrire le aree carenti. Infatti, intuitivamente tendiamo ad ampliare il respiro quando ci sentiamo sovraccarichi, cercando, in questo modo, di generare un movimento liberatorio (funziona particolarmente quando le emozioni si accumulano bloccando la mente, o aumentando la paura e il panico).

Quindi, ancora una volta la cura migliore è: respirare, respirare, respirare!

Arrivederci al prossimo capitolo, con la conclusione del cerchio e l’elemento acqua.

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Ada Di Lecce

Classe 1983. Laureata in "Scienze erboristiche" alla Facoltà di Farmacia "Federico II" nell'ottobre 2009 e successivamente in "Scienze degli alimenti e nutrizione". Nutro gran passione per il magico mondo delle erbe.