Il carboidrato pericolosamente inutile, lo zucchero.

saccarosio--oggetti--saccarosio--strutturato_3287896Lo troviamo ovunque, come tale oppure come ingrediente di base per una serie infinita di dolci, dolcetti, gelati…e lo assumiamo, spesso senza renderci conto di quanto male ci stiamo facendo. C’è solo un aspetto che forse limita un pò nella sua assunzione, il desiderio di restare in linea!

E quanto fanno rabbia le persone che, pur cibandosi di dolci, sono sempre magre! Eppure queste persone, uomini, donne o bambini che siano, non sono affatto fortunate perchè i danni che lo zucchero, specialmente se raffinato, provoca al nostro organismo sono ben più gravi di qualche chilo in più. Vediamo il perchè!

Zucchero-Candida-Intolleranze alimentari

La relazione tra assunzione di zucchero e lo sviluppo di intolleranze alimentari passa direttamente attraverso un unico inequivocabile passaggio: la crescita della candida patogena a livello intestinale. Lo zucchero bianco è tossico per la flora batterica fisiologica e favorisce la crescita e l’insediamento dei patogeni, in primis di miceti del genere candida.
Ma chi è questa candida? La candida è un fungo. A dire il vero non solo uno; ne esistono circa 140 specie, delle quali almeno dieci sono patogene per l’uomo. La più conosciuta è la Candida albicans, responsabile della vaginite micotica, la patologia da candida maggiormente conosciuta e diffusa.

La famiglia dei funghi, cui la candida appartiene, include muffe e lieviti. I lieviti sono organismi unicellulari che si moltiplicano molto bene in ambiente acido, ricco di zuccheri. Le muffe sono forme molto più complicate ed invasive. La Candida albicans riesce facilmente a mutare aspetto passando dalla forma di lievito a quella di muffa. Il guaio è che mentre la forma di lievito è saprofita e vive perciò in simbiosi nel nostro intestino, la muffa è invece parassita patogena, capace di penetrare attraverso le pareti intestinali alterandone la permeabilità. Il micete assume le sembianze di un vermicello con alle estremità delle “radichette” che si aggrappano alla mucosa dell’intestino e la perforano, permettendo cosi il rilascio nel sistema linfatico e sanguigno di numerose tossine da lei stessa prodotte. Nel contempo, il passaggio di macromolecole alimentari saranno aggredite dal sistema immunitario, che le “marcherà” come nemici da combattere. In tal senso, la candidosi intestinale ha un ruolo da protagonista nello sviluppo delle intolleranze alimentari.

Ma perchè la candida muta aspetto passando dalla forma di lievito alla forma di micelio invasivo, arrivando a perforare le pareti intestinali? Quali sono i fattori predisponenti?

In un intestino sano, colonizzato da un fiorente numero di microrganismi amici, è in grado di tenerla sotto controllo e di far si che rimanga nella sua forma innocua di lievito.
L’uso invece di farmaci, in particolar modo di antibiotici, e una dieta non equilibrata alterando l’equilibro fisiologico della nostra flora batterica intestinale, deprimono fortemente il sistema immunitario dell’intestino. Ecco che allora la candida si sente più forte, proprio perchè il “terreno” attorno a lei si è indebolito, e prolifera. Se oltre a tutto ciò noi la “nutriamo” assumendo molti dolci, i suoi alimenti preferiti, il gioco è fatto. Perciò risluta indispensabile eliminare ogni fonte di zucchero nel trattamento della candida e di conseguenza delle intolleranze alimentari.

Lo zucchero indebolisce il sistema immunitario

L’assunzione di zuccheri riduce sensibilmente la capacità dei granulociti, neutrofili (una tipologia di globuli bianchi) di inglobare e distruggere i batteri. L’effetto immunosopressore dello zucchero inizia circa 30 minuti dopo l’ingestione e dura più di 5 ore.
Secondo il risultato di una ricerca effettuata in California nel 1979 sull’effetto immunosopressore dello zucchero raffinato risulta che i globuli bianchi in condizioni normali sono in grado di uccidere circa 14 batteri. Dopo cinque minuti dall’assunzione di zucchero raffinato il risultato è:
6 cucchiani di zucchero -10 batteri uccisi
12 cucchiaini di zucchero – 5 batteri uccisi
18 cucchiaini di zucchero – 2 batteri uccisi
24 cucchiaini di zucchero – nessun batterio ucciso.
Da questo risultato si evince chiaramente l’effetto dannoso sul sistema immunitario derivante dall’assunzione di zucchero. Meglio il miele, lo sciroppo d’acero, il malto di riso e d’orzo. Attenzione anche a tutti gli zuccheri nascosti nei cibi e nelle bevande industriali e preconfezionate. Da evitare oggi, domani e sempre.

Lo zucchero e l’insulino-resistenza

Il consumo di zucchero bianco è strettamente legato all’insorgere di insulino-resistenza e ad alterazioni dell’equilibro endocrino. Lo zucchero, ossia il saccarosio, costituito da una molecola di fruttosio e da una molecola di glucosio, viene scisso nei suoi componenti già a livello dello stomaco e immediatamente assorbito nei primi tratti del nostro intestino.
Quando il glucosio in essi contenuto viene assorbito dal sangue ci sentiamo in forma e viviamo un rapido “tiraci su” che dura poco. Il pancreas è spinto a lavorare in fretta, in una situazione di urgenza, per sgomberare il sangue dalle grosse quantità di glucosio che vi circolano. La grande scarica di insulina che ne deriva porta ad un abbassamento troppo veloce del glucosio circolante. Ci sentiamo improvvisamente stanchi e provati e si innesca in noi il desiderio di ulteriore zucchero. Per alcuni di noi diventa una sorta di “dipendenza”. Le ragioni della cosiddetta “fame nervosa” forse risiedono proprio in un metabolismo che non riesce più a mantenere stabili i livelli di glucosio nel sangue.

A seguito di questo stress continuo, può accadere che l’insulina prodotta dal pancreas diventi progressivamente inefficace. Il glucosio non entra facilmente nelle cellule e si accumula nel sangue, la glicemia si alza e il pancreas è costretto a produrre sempre più insulina. Tutto ciò prende il nome di insulino-resistenza. In queste circostanze il rischio di sviluppo di diabete aumenta, cosi come l’obesità, l’ipercolesterolemia e l’ipertensione. Nella donna peggiorano anche i sintomi tipici della menopausa perchè l’insulina in eccesso agisce sul surrene aumentando ancor più il disequilibro ormonale.

Ma i problemi legati al consumo di zucchero non sono finiti qui.
Dopo la lavorazione di estrazione, concentrazione e raffinazione della barbabietola e della canna da zucchero, non rimane più nulla di tutti gli elementi vitali in esse contenuti. Vitamine, sali minerali, enzimi vengono eliminati. Lo zucchero bianco diventa un alimento vuoto, ricco solo di calorie. Siccome è cosi povero, per poter essere assimilato e digerito ruba al nostro corpo vitamine e sali minerali, elementi essenziali per far funzionare gli enzimi digestivi. Inoltre acidifica il sangue.

Lo zucchero bianco è associato anche all’insorgenza di tumori, sia perchè crea condizioni di grande acidità, a lungo andare logoranti, sia perchè le cellule cancerose, a rapido accrescimento, traggono grande vantaggio dalla disponibilità immediata e veloce di energia.

In conclusione lo zucchero non potrebbe essere definito un “alimento”, ma più correttamente come “non alimento” ricco solo di calorie. Dal suo consumo abituale, infatti non deriva il rafforzamento dell’organismo, bensi’ il suo indebolimento, con conseguente maggiore predisposizione alle malattie.

Ma quante persone dopo aver letto il mio articolo saranno in grado di rinunciare al piacere del gusto “dolce”?
So già la risposta, nessuno rinuncia!

Però, se voi il termine “dolce” lo trovate anche in una carezza, in un suono, nella musica, nella danza, nella persona amata allora potete ridurre in modo significativo un consumo eccessivo dello zucchero. 🙂

Bibliografia:

  • The China Study. T. Colin Campbell Thomas M. Cambell
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Adriana Prifti

Mi chiamo Adriana Prifti sono laureata nel 2008 al corso di laurea in Informazione Scientifica del Farmaco e nel 2012 al corso di laurea in Farmacia. Attualmente sono iscritta al Master di secondo livello in Medicina Integrativa con indirizzo Fitoterapia Clinica. Sono appassionata e specializzata in dermocosmesi. A tutti coloro che leggeranno i miei articoli, mi auguro di trasmettere non solo la mia passione per i rimedi naturali, ma anche e sopratutto il mio amore nel contribuire ad aiutare le persone a riacquistare la salute e il benessere.