Nutraceutica…curarsi con “gusto”

nutraceutici

 Nel 490 a.C. Ippocrate affermava: fa’ che il cibo sia la tua medicina e medicina il tuo cibo….

….partendo da questa affermazione di Ippocrate (che già a quei tempi ci aveva visto lungo!), possiamo, prima di tutto, dare la definizione di “alimento funzionale”: un alimento può essere considerato funzionale se è sufficientemente dimostrato che possa influenzare in senso positivo e mirato una o più funzioni dell’organismo, oltre ad assicurare un adeguato effetto nutrizionale, in modo tale che risultino evidenti un miglioramento dello stato di salute e benessere e/o una riduzione del rischio di malattia. A molti vegetali di uso alimentare viene da sempre riconosciuta una valenza aggiuntiva di tipo salutistico; quindi, la dieta a volte, non è completamente neutra dal punto di vista farmacologico.

La Scienza che origina dalla fusione, idiomatica e concettuale, tra nutrizione e farmaceutica, e che indaga sulla possibilità di sfruttare le proprietà intrinseche di un insieme di componenti di origine naturale che hanno mostrato una chiara attività farmacologica, viene definita “Nutraceutica”. Gli effetti preventivi terapeutici di una alimentazione attenta sono stati ampiamente dimostrati nell’ambito delle malattie dismetaboliche e neurodegenerative. Vediamo alcuni esempi in merito, evidenziando quali sono, in modo specifico, le sostanze “benefiche” presenti naturalmente in determinati alimenti.

Nel peperoncino troviamo la Capsaicina (alcaloide che conferisce sapore piccante ai peperoncini), un agente farmacologico usato per il trattamento del dolore cronico, neuropatie, prurito; recenti studi hanno confermato che la capsaicina è un composto dalle spiccate proprietà antinfiammatorie e antibatteriche, pertanto il principio attivo può essere impiegato con successo nei farmaci per il trattamento dell’intestino irritabile, della psoriasi e neuropatie. Inoltre, in caso di emicrania o sinusite, la capsaicina è utilissima perché in grado di inibire un neuropeptide (la cosiddetta “sostanza P”), che al livello cerebrale è responsabile della trasmissione degli stimoli dolorosi. Le coltivazioni di peperoncino sono assai estese e ogni giorno una persona su quattro lo consuma. La Capsaicina ha azione gastroprotettrice ed è implicata nella regolazione della temperatura con utilizzo topico. Il caffè è consumato non solo per il suo aroma e sapore ma anche per il suo effetto stimolante. Caffè, tè e matè contengono quantità farmacologicamente significative di Xantine (10-150 mg) la cui biodisponibilità è però ridotta dalla presenza di polifenoli. L’utilizzo delle Xantine per il trattamento dell’asma è dovuto all’osservazione  che i pazienti asmatici traevano beneficio dal caffè. In media il tè nero contiene in prevalenza caffeina. La “teofillina”, un tipo di Xantina, composto comunemente considerato caratteristico del tè, ma in realtà metabolita ed anabolita della caffeina, presenta azione terapeutica come diuretico, debole mio-rilassante e vasodilatatore. Il mate (o matè) viene tradizionalmente consumato come stimolante, e nella medicina popolare contro il mal di testa, le difficoltà di digestione, i reumatismi e l’obesità. La Cianidina è il maggiore componente antocianidinico del mirtillo e mostra potente azione antiulcera. La frazione antocianidinica della ciliegia mostra potente azione antinfiammatoria. La Quercetina è ubiquitaria in frutta e verdura (abbondante in cipolle, pomodori e mele) ed è il più importante bioflavonoide dietetico. Le quantità di bioflavonoidi assunte con la dieta variano da 50 mg ad 1 g al giorno. La Quercetina è implicata nell’effetto protettivo, di frutta e verdura, nei riguardi di malattie cronico-degenerative (cancro, aterosclerosi). Le Catechine monomeriche si trovano in concentrazione elevata nel (100-300 mg/kg) e nel vino rosso (30-100 mg/L). Studi in vitro mostrano che una epigallo-catechina gallato contenuta nel tè ha potente azione antiossidante, antivirale, antibatterica e chemopreventiva. Il Resveratrolo è una fitoalessina dell’uva, sostanza naturalmente presente nella buccia dell’uva rossa; essa ha potenziale azione anti-cancro e contro le patologie cardiovascolari. Alcune benzodiazepine (farmaci utilizzati per gli stati d’ansia, e come sedativi) si trovano naturalmente in piante alimentari (patate, ciliegie, mais, soia); la cipolla liofilizzata contiene un principio in grado di aumentare la componente minerale ossea nei ratti con effetto simile a quello della calcitonina.

In conclusione la nostra dieta contiene molti metaboliti secondari che possono interagire con importanti bersagli farmacologici. L’enorme valore del mercato salutistico-dietetico porterà nel futuro ad una migliore definizione dell’interfaccia alimento-farmaco.

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Maria Elisa Romeo

Sono una Farmacista, in possesso di una seconda Laurea in Scienza della Nutrizione; laureata nel "2009" in Scienza della Nutrizione con 110/110 con Lode, e successivamente nel "2013" in Farmacia con 104/110; durante il mio percorso universitario ho collaborato, per quasi 2 anni , con l'Istituto di Ricerca per l' Olivicoltura di Rende (CS), come Tecnico di Laboratorio, e dove mi sono occupata di analisi chimiche sull'olio d'oliva (dall'acidità, al suo contenuto in acidi grassi, fenoli ecc..), e analisi sulla pianta dell'olivo, per lo studio sul miglioramento genetico della pianta; ho frequentato un Corso di Formazione per Assaggiatori per Analisi Sensoriale dell'olio di Oliva Vergine; per un breve periodo ho anche avuto la possibilità e il piacere di fare un tirocinio presso un laboratorio Galenico di Farmacia di Cosenza, e dove ho avuto l'ispirazione per la mia seconda tesi di laurea, sottolineando l'importanza del Farmacista Galenista, soprattutto in ambito Pediatrico; ho lavorato presso una Farmacia per quasi un' anno; spero con i miei articoli di fornire informazioni utili e interessanti...Buona lettura...