L’Aglio è davvero un alimento?

aglio, rimedio naturaleL’Aglio è un’erba perenne dal forte odore caratteristico appartenente alla famiglia delle Liliaceae, con foglie lunghe e appiattite si pensa sia originario del deserto del Kirghisi (Asia centrale).

Il ministero della sanità tedesco ha riconosciuto all’Aglio un ruolo specifico nella prevenzione dell’aterosclerosi. I costituenti attivi consentono di intervenire anche su altri cofattori dell’aterogenesi (aggregazione piastrinica, fibrinolisi, pressione arteriosa, ecc.) tali da renderlo prezioso per i soggetti più a rischio.

E’ la pianta più utilizzata in presenza di cardiopatia e nella riduzione del rischio cardiovascolare. L’attività farmacologica dell’Aglio è ipolipidemizzante, antiaterogena, antiaggregante piastrinica, antitrombotica, antiipertensiva, antiossidante, antibatterica e antimicotica.

Si narra che i faraoni facessero assumere grandi quantità di Aglio agli schiavi per prevenire malattie infettive e renderli più forti per la costruzione delle piramidi.

Il costituente principale è l’alliina che si trasforma in allicina non appena il bulbo viene contuso per l’azione di un enzima: l’alliinasi. L’allicina è molto instabile e una parte viene trasformata in ajoeni, composti che hanno peculiari attività biologiche: inibiscono l’aggregazione piastrinica e bloccano la liberazione del contenuto dei corpi densi degli alfa-granuli piastrinici, modificano la fluidità di membrana delle piastrine: l’ajoene potrebbe agire inserendosi tra i fosfolipidi di membrana alterando la reattività delle piastrine e riducendo l’attivazione e l’aggregazione piastrinica e la formazione di trombi.

Altri costituenti importanti sono le vinilditiine, i tiosulfinati, l’olio essenziale, il DFAC (deossi-1-beta-D-fruttopiranosil-S-allil-L-cisteina sulfossido) e l’allixina.

I composti dell’Aglio sono generalmente ben assorbiti dalla mucosa intestinale con una biodisponibilità sistemica elevata ed un volume di distribuzione relativamente ampio, cioè la capacità di diffusione e penetrazione nei vari organi e tessuti. L’allicina ha un rapido assorbimento, raggiunge valori dosabili già dopo 10 minuti dalla somministrazione per os con eliminazione dal plasma dopo circa 6 ore.

E’ ormai noto che un supplemento dietetico di Aglio, soprattutto in seguito ad un uso protratto e continuativo, sembra essere un efficace supporto nella prevenzione delle malattie cardiovascolari alla luce di una presunta correlazione tra l’uso abbondante di Aglio nella dieta mediterranea e la ridotta incidenza di ipercolesterolemia e cardiopatica ischemica osservata nei paesi del sud Europa. La somministrazione di uno spicchio di Aglio al giorno per 26 settimane sembra ridurre i valori di colesterolo del 20% e di oltre l’80 % delle concentrazioni plasmatiche di trombossano B2 , uno dei principali responsabili dell’aggregazione piastrinica e della formazione di occlusioni vascolari trombotiche.

L’Aglio mantiene i propri effetti anche dopo la cottura, uno studio ha indagato sul metabolismo lipidico di vari tipi di preparazione di Aglio: tutti riducevano il colesterolo totale e quello LDL in modo significativo, inoltre producevano un aumento altrettanto significativo della capacità antiossidante plasmatica totale.

Il meccanismo d’azione dell’Aglio nel ridurre l’ipercolesterolemia sembra risiedere in una inibizione della sintesi del colesterolo per inibizione dell’HMG-Coa reduttasi e della lanosterolo-14-demetilasi, ma anche attraverso l’inibizione dell’assorbimento dei lipidi ingeriti attraverso l’alimentazione. Nell’Aglio l’effetto sui lipidi è qualitativamente anche più importante se si tiene conto che l’Aglio previene l’ossidazione delle LDL, riducendone di molto il potenziale aterogeno: un risultato molto importante che non sempre è raggiunto con un trattamento farmacologico. Lo stress ossidativo riveste un ruolo importante sulla funzionalità endoteliale. E’ probabile, quindi, che la ridotta incidenza di cardiopatia ischemica osservata nelle popolazioni che fanno abituale uso di Aglio sia dovuta più all’azione preventiva dell’ossidazione delle LDL che ad una drastica riduzione del colesterolo totale. La funzionalità endoteliale risulta compromessa nelle arterie aterosclerotiche, e questa disfunzione predispone alla vasocostrizione, al reclutamento delle cellule infiammatorie e alla trombosi.

Quindi, a ridurre il rischio trombotico è la ridotta aggregazione piastrinica (e la ridotta produzione di eicosanoidi pro aggreganti), l’aumentata fibrinolisi e l’azione ipolipemizzante. Inoltre le molecole di ajoene determinano un’inibizione delle ciclo- e lipossigenasi pari all’inibizione indotta dall’indometacina ( molecola appartenente alla classe dei farmaci antiinfiammatori non steroidei detti FANS). Alcuni estratti però hanno una ridotta attività, essendo i composti dell’aglio relativamente instabili. Soltanto bulbi freschi di Aglio schiacciati e alcune preparazioni a base di polvere di aglio sono attivi in quanto contengono allicina sufficiente, altri (macerati oleosi, oli essenziali ecc.) contenendo altri costituenti, sono in realtà inefficaci. A scopo terapeutico viene consigliata l’assunzione di circa 4 g al giorno di bulbi freschi, che assicurano l’apporto di circa 40 milligrammi di alliina, dalla quale si liberano 20 mg di allicina.

L’effetto dell’Aglio come antiipertensivo non è soltanto dovuto alla vasodilatazione ma anche ad una attività diuretica e natriuretica.

L’Aglio riduce la glicemia, ciò suggerisce che può costituire un buon fitoterapico da tenere in considerazione per il paziente diabetico come anche per il paziente che presenti i primi segni di una sindrome metabolica.

Nel trattamento delle verruche è molto efficace: la terapia consiste nell’applicare una piccola quantità di spicchio di Aglio schiacciato sulla zona centrale della verruca, proteggendo la cute circostante con un cerotto, da mantenere per molte ore, ad esempio tutta la notte, per 2-3 applicazione consecutive per lisare l’ipercheratosi circostante e iniziare probabilmente anche un’azione antivirale diretta. Il trattamento continua con l’applicazione di alcune gocce di Thuja occidentalis  tintura madre 3 volte al giorno fino a completa eradicazione della verruca. Oppure il latice fresco della Celidonia applicato sulla verruca.

Viene anche utilizzato nelle bronchiti croniche per l’attività antisettica ed espettorante.

Prudenza nello stato preoperatorio, usare con cautela nei soggetti affetti da ulcera peptica o gastrite. In gravidanza e allattamento è sconsigliato l’uso principalmente perchè modifica il sapore del latte. L’aglio può potenziare l’azione dei farmaci anticoagulanti orali e antiaggreganti piastrinici. E’ altresì da evitare la somministrazione concomitante con alcuni farmaci antiretrovirali, che può portare ad una riduzione dell’effetto terapeutico. Raramente sono state riportate reazioni allergiche ma in soggetti sensibili i preparati a base di Aglio possono provocare irritazione gastrointestinale, l’effetto indesiderato più comunemente riscontrato è il cattivo odore dell’alito dopo l’ingestione.

L’Aglio dunque è più che un alimento, e lo dimostra la sua presenza preponderante nella storia della medicina, dalla medicina egiziana a quella greca, persino Ippocrate descrive gli usi medicinali di questa pianta, ma l’uso più antico è quello della Cina che risale a più di 3000 anni fa. In un paese i cui profili lipidici dei propri abitanti non fanno che aumentare ed aumentare i rischi cardiovascolari legati all’aterosclerosi, l’Aglio può essere considerato un alimento che può prevenire le sopra dette patologie e quindi ridurre l’uso di farmaci che per lo più delle volte sono dannosi.

Bibliografia:

  • “Fitoterapia. Guida all’uso clinico delle piante medicinali” di Fabio Firenzuoli, 2009, Elsevier.
  • “Guida Bibliografica ai più noti fitoterapici” di Elisabetta Boncompagni – Erika Bianchi – Corrado Giua, 2010, Aboca Edizioni.
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Fabio Milardo

Laureato in "Scienze erboristiche" presso la facoltà di Farmacia dell'Università degli Studi Catania, è stato responsabile di produzione e formulatore in un laboratorio di produzione di integratori alimentari. Tiene corsi di formazione ed è docente del master in "Medicina Integrativa" dell'Università degli Studi di Firenze. Classifica e raccoglie piante medicinali in Sicilia, approfondendo sia l'uso tradizionale che moderno.