De signatura rerum: segnali corporei e nutraceutica

Philippus Aureolus Theophrastus Bombastus von Hohenheim (1493-1541) detto Paracelso è ricordato come medico, alchimista, mago, nonché inventore della iatrochimica, disciplina quest’ultima basata sull’utilizzo di sostanze minerali al fine di curare le malattie.

Interessante, tra l’enorme mole di scritti di Paracelso, risulta essere il nono libro del trattato “Sulla natura delle cose” dal titolo De signatura rerum naturalium.
In questo scritto, egli individua delle corrispondenze analogiche tra diversi elementi, prendendo in considerazione la loro conformazione esteriore.
Su questa filosofia di base, si costruisce tutta una serie di concetti secondo i quali un alimento o una pianta che abbia forma o struttura analoga ad un organo corporeo o ad una funzione fisiologica possa rappresentare un aiuto terapeutico per la persona che lo assume.
Può forse un frutto che somiglia esteriormente ad un organo o funzione corporea, essere in grado di recare beneficio all’organo o alla funzione stessa?
Questa asserzione ricorda “vagamente” Hahneman e il suo ‘similia similibus curantur’.
Ma in questa sede si preferirà non addentrarsi negli affascinanti meandri dell’omeopatia.
Piuttosto, l’idea che  ogni cosa porti  un segno esteriore utile a rivelare le sue qualità invisibili, è il nucleo dell’episteme di Paracelso.

Il farmacista, esperto conoscitore di fisiologia ed anatomia umana e attento sostenitore della salute collettiva, certo non potrà non cogliere le evidenti analogie descritte dal Lutero della medicina.
Anatomia e botanica, alchimia e medicina si intrecciano, in un viaggio tra simboli e segni volto all’indagine dell’essenza più vera dell’uomo.
D’altro canto, non occorre aver studiato scienze per cogliere le somiglianze che ogni giorno si pongono all’attenzione di ognuno. E’ infatti più facile di quanto si pensi!

Basta osservare ad esempio ciò che si mangia!
Documenti  in materia nutraceutica decantano di quanto sia benefico per la salute il consumo di alimenti e l’integrazione di sostanze specifiche per il benessere psicofisico.
Esistono alimenti che possiedono proprietà curative.
Comprovati ad esempio gli effetti salutari della frutta secca. Nello specifico, consumare noci, mandorle, pistacchi e anacardi si rivelerebbe molto utile nel combattere le dislipidemie. Riducendo il tasso lipidico nel sangue, la frutta secca migliora la circolazione a livello cerebrale e cardiaco.
E a tal proposito, osservando la conformazione di una noce, notevole è  la sua somiglianza ad un encefalo miniaturizzato con tanto di emisferi, cervelletto e tronco encefalico. Anche la loro superficie evoca un richiamo alla corteccia cerebrale.
Walnut-Brain
Le noci sono costituite da circa il 20% di proteine e contengono acidi grassi omega -6 (acido linoleico) e omega-3 (acido α-linoleico);  vitamina E e vitamina B6 le rendono un’ottima fonte di nutrimento per il sistema nervoso .
Il cervello è costituito per più del 60% da grassi strutturali, che devono essere in primo luogo omega-3 utili per far funzionare correttamente le membrane cellulari.
Le noci possono anche aiutare a correggere i livelli di serotonina, importante neurotrasmettitore che influenza umore e appetito. Un’ulteriore peculiarità è rappresentata dalla loro capacità di alleviare disturbi come insonnia, depressione, e altri comportamenti compulsivi (comunemente trattati con farmaci antidepressivi ), senza pericolo di incorrere in effetti indesiderati. La loro azione anticolesterolemica, per  riduzione de i livelli di colesterolo LDL (il cosiddetto colesterolo cattivo), apporta un incisivo beneficio alla circolazione cerebrale.

Che dire dei pistacchi!
Il pistacchio sembra materializzare in tavola un vero e proprio calcolo di colesterolo ed in effetti l’analogia è sensata alla luce di quanto detto sopra e considerando che questi frutti aumentano il colesterolo HDL (colesterolo buono); rivelano altresì doti inequiparabili nel prevenire l’ipertensione, costituendo un ausilio anti-ischemico molto valido, perché ricchi in potassio. Ricchi oltretutto di sostanze antiossidanti come luteina e betacarotene, ostacolano ulteriormente l’adesione del colesterolo alle pareti dei vasi.

La corretta funzione circolatoria è favorita inoltre da una sostanza chiamata licopene, carotenoide presente nei pomodori.
Ma il pomodoro non ricorda forse la conformazione strutturale e cromatica del cuore?!
(La presenza di  4 camere interne è emblematica). Il licopene opera un’importante azione ‘scavenger’ sui radicali liberi, possiede altissima capacità antiossidante ed è efficace nel ridurre stress ossidativo ed arteriopatie.

Nell’organismo, a livello fisiologico, esistono delle formazioni denominate alveoli, i quali rappresentano le unità funzionali dei polmoni, consentendo il passaggio dell’ossigeno al circolo sanguigno. Gli alveoli richiamano esteriormente la forma dei grappoli d’uva e appunto il consumo di uva sembra ridurre il rischio di cancro al polmone e di enfisema polmonare.

Per poi passare alla chiara affinità fisionomica che intercorre tra fagioli e reni; questi ultimi trarrebbero beneficio dai legumi in questione grazie al loro elevato apporto in potassio, utile nelle calcolosi.

Le differenze di genere tra uomo e donna sono evidenti dal punto di vista anatomico e fisiologico e pertanto ritrovano una corrispondenza  opportuna anche in nutraceutica. In altre parole, esistono dei componenti alimentari specificamente adatti all’organismo maschile ed altri mirati all’organismo femminile.
Pompelmi e arance ad esempio, manifestano una conformazione similare alla ghiandola mammaria nella donna e sembrano intervenire infatti nel miglioramento della circolazione a livello mammario. Un altro utile complemento dietetico è l’avocado, il quale rievoca la cervìce uterina per fisionomia e in effetti serve alle donne a prevenire le degenerazioni cancerose della cervice, oltre ad offrire un valido ausilio nel riequilibrio degli ormoni sessuali femminili. A tal proposito è d’uopo riportare una curiosa coincidenza: occorrono proprio 9 mesi affinchè un avocado completi il suo processo di maturazione.
Le olive, dal canto loro, ricordano le ovaie femminili: l’olio d’oliva biologico in accordo con le premesse iniziali, non a torto influenzerebbe positivamente la regolazione del ciclo ovarico a beneficio della dismenorrea.
Per passare poi ai rimandi concettuali esteriori evocati dai frutti del fico: i fichi contengono una considerevole quantità di semi ed inoltre a livello della pianta pendono dai rami a coppie, ricordando i testicoli. Da qui, il rimando è obbligatorio verso la loro capacità di agire contro i fenomeni di infertilità maschile.

La trattazione offre, tra tanti, uno spunto culinario concreto da inserire nella dieta durante l’attuale stagione invernale.
Il classico brodo vegetale, ricetta utile per fare il pieno di vitamine, può essere preparato utilizzando come ingredienti  sedano, carote, cipolle, patate e cavolfiori.

  • Il sedano ricorda la forma allungata delle ossa: nutre la struttura scheletrica e previene le fratture grazie al sodio in esso contenuto.
  • La carota tagliata a metà ricorda l’occhio umano: contiene betacarotene utile alla vista e al trofismo oculare.
  • La cipolla rievoca la morfologia delle cellule corporee: sembra agire purificando e detossinando le cellule epatiche.
  • Le patate ricordano morfologicamente il pancreas  e appunto favoriscono la stabilità dell’indice glicemico.
  • Il cavolfiore rievoca fisicamente la morfologia di alcune tipologie di masse tumorali: ha potere anti tumorale per l’elevato contenuto di composti isotiocianati che riescono ad inibire alcune fasi della cancerogenesi e ad indurre l’apoptosi di numerose linee cellulari.

Risulta così ben evidente come una ricetta semplice ma gustosa della tradizione culinaria, possa essere preparata e consumata unendo l’utile al dilettevole grazie alla teoria delle ‘impronte’.

L’organismo stesso manda dei segnali per far capire quali siano gli accorgimenti da adottare per il corretto svolgimento dei processi  fisici e psichici.
Ponendo la giusta attenzione alla realtà circostante, tutti saremo in grado di percepire l’immane universo di segni che ci circonda e  nulla sembrerà essere negato all’uomo dal punto di vista conoscitivo. D’altronde:

Nulla esiste nel profondo dei mari, nulla nelle altezze del firmamento che l’uomo sia incapace di scoprire. Non vi è montagna che sia sufficientemente vasta per nascondere allo sguardo dell’uomo quello che essa contiene; e appunto ciò gli è rivelato da segni corrispondenti.

Questo breve ma curioso viaggio nell’universo delle analogie è giunto al termine. Sempre grati a Paracelso per l’universo di conoscenza che ha deciso di regalarci e che rimane conservato nei suoi scritti.

Bibliografia:

  • Filippo Teofrasto Paracelso – De Natura Rerum Libri Novem (1537).

Sitografia:

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Antonella Foderaro

Classe 1988. Maturità classica. Laurea specialistica in Farmacia conseguita presso Alma Mater Studiorum - Università di Bologna. Appassionata di farmacologia, chimica, nutraceutica e cosmetica. Lavora in farmacia in qualità di farmacista.
  • Bello, mi è piaciuto!

    • Antonella Foderaro

      Grazie tante Dina!