L’Avvelenamento da Farmaci…

avvelenamento da farmaciL’uso smodato dei vari farmaci oggi in commercio è causa di frequenti intossicazioni e avvelenamenti che non sempre sono facilmente individuabili…Vediamo, prima di tutto, cosa si intende per “avvelenamento“, e come intervenire….

L’ingestione di una sostanza capace per azione chimica o chimico-fisica di provocare la morte, o più o meno grave compromissione dello stato di salute, viene definito “avvelenamento”. L’avvelenamento può essere accidentale, perpetrato a scopo suicida o criminoso. Il primo è particolarmente frequente nei bambini, che tendono a portare alla bocca tutti gli oggetti che capitano nelle loro mani ( tenere quindi fuori dalla loro portata i medicinali, i vermicidi e gli insetticidi e, in genere, tutte le sostanze velenose usate in casa per vari scopi); meno frequente nell’adulto in cui è dovuto a scambio di una sostanza con un’altra, a tentativi di auto-medicazione o a veri e propri “errori posologici“.

Hanno un ruolo importante in questa prima classe di avvelenamenti, quelli da ossido di carbonio fornito dal gas domestico o dalla combustione di materiale per il riscaldamento, e l’avvelenamento di tipo alimentare da funghi velenosi, cibi avariati, pesci e molluschi, da scatolame avariato. L’avvelenamento a scopo suicida, a mezzo di farmaci o di gas nocivi, è molto comune. Quello criminoso, largamente perpetrato nel passato (arsenico, sali di mercurio, digitale, insetticidi), è oggi molto più raro in virtù dei rapidi progressi della tossicologia e della chimica che permettono un facile rinvenimento ed una precisa identificazione della sostanza nociva usata.

Diagnosticare un avvelenamento è spesso difficile, in quanto molte sindromi tossiche, per quanto caratteristiche, si prestano ad essere scambiate con quadri clinici di talune malattie; tipi di avvelenamenti non consueti facilmente rimangono indiagnosticati o vengono riconosciuti solo dopo che il paziente ha subito danni irreparabili. Vi è tuttavia un certo numero di segni o sintomi che possono aiutare nella diagnosi: l’odore talvolta caratteristico dell’alito, il colore peculiare delle urine, le tracce di fatti irritativi locali alla bocca e alle fauci. La diagnosi potrà essere ulteriormente avvalorata dalla ricerca chimica nei liquidi biologici della sostanza sospetta.

La terapia dell’avvelenamento nelle sue direttive generali mirerà ad allontanare il più precocemente possibile il veleno dall’organismo, ad inibire l’azione del tossico con antidoti ed antagonisti appropriati, ad applicare una terapia di sostegno. Il miglior modo per rimuovere veleni applicati esternamente è quello del lavaggio con molta acqua, o con altri solventi o antidoti organici adatti. Quando il veleno sia stato ingerito per via orale si ricorrerà a farmaci (apomorfina soprattutto) o manovre che determinino il vomito o molto più efficacemente tramite lavanda gastrica (svuotamento dello stomaco con sonda naso-gastrica o oro-gastrica). Per i veleni che siano stati introdotti per via sottocutanea o intramuscolare si cercherà di ritardarne l’assorbimento, ostacolando a mezzo di compressione o di legatura, la circolazione del sangue nella zona iniettata. Una volta che il veleno sia stato assorbito non resta che affrettarne l’escrezione, attraverso una stimolazione del respiro per quelli volatili e, per i farmaci che si eliminano per via renale, somministrando copiosi quantitativi di liquido. Ai farmaci “antagonisti” competerà l’incarico di indebolire o abolire l’azione della sostanza tossica, una volta avvenuto l’assorbimento (ricordiamo che per “Antagonismo” si intende una situazione in cui due sostanze, all’interno di un organismo, interferiscono l’una con l’altra oppure una sola antagonizza gli effetti dell’altra).

La terapia di supporto è l’aspetto più importante del trattamento degli avvelenamenti da farmaci; il principio basilare della Tossicologia Clinica è quello di <<trattare il paziente, non il veleno>>, e quindi di mantenere le funzioni respiratorie e circolatorie, e in più monitorare i parametri vitali e i riflessi principali, che sono fondamentali per il controllo del progredire dell’intossicazione. In seguito si interviene con una terapia “antidotica” di neutralizzazione delle sostanze tossiche; ricordiamo che l’ Antidoto è una sostanza che di per sé non ha azione farmacologica ma sopprime l’azione di un tossico attraverso una neutralizzazione, una precipitazione o una trasformazione in un composto non assorbibile o più facilmente eliminabile.

Tra i vari antidoti presenti, il carbone attivato è quello più utilizzato ( somministrato entro un’ora dall’ingestione del tossico è più efficace dell’emesi (vomito) nel ridurre l’assorbimento del tossico stesso); l’induzione del vomito è desiderabile nella maggior parte dei casi di avvelenamento provocato da ingestione orale di sostanze chimiche, ma in alcune circostanze è controindicata, per esempio quando la sostanza ingerita è un veleno corrosivo (base o acido forte); il vomito può essere indotto meccanicamente (stimolazione area faringea posteriore), o tramite somministrazione di “Ipecacuana” (si somministra uno sciroppo galenico di estratto fluido di ipecacuana al 7% che induce vomito entro 15-20 minuti, e può essere usato anche nei bambini); l’Apomorfina non è efficace per via orale, ma viene somministrata tramite iniezione sottocutanea, e induce il vomito in 3-5 minuti.  Il Dimeticone è un farmaco che impedisce la formazione di schiuma e quindi il pericolo di soffocare, se si verifica il vomito; questo farmaco, assieme al Carbone Attivato, risultano essere utili nelle pratiche di primo soccorso in caso si verifichi un’ intossicazione acuta.

E’ importante ricordare che il latte NON è un’antidoto, ma va considerato per quello che è, cioè un alimento; non bisogna ingerirlo se si ha il dubbio di una intossicazione, anche perchè favorisce l’assorbimento di solventi eventualmente ingeriti, e se si verifica ingestione di “caustici”, ritarda l’esecuzione della gastroscopia in quanto maschera le lesioni sulle mocose.

Elenchiamo alcuni specifici antidoti per alcune classi di farmaci:

  • per l’intossicazione da Benzodiazepine (ansiolitici-ipnotici), l’antidoto è il Flumazenil;
  • per l’intossicazione da Antidepressivi Triciclici, l’antidoto non esiste, ma viene effettuato il lavaggio gastrico, o somministrato il carbone attivato;
  • per l’intossicazione da Oppiacei l’antidoto è il Naloxone;
  • per l’intossicazione da Paracetamolo (antipiretico), l’antidoto è l’N- Acetilcisteina;
  • per l’intossicazione da Fans (antinfiammatori), si somministra il carbone attivato.

Quindi, cerchiamo di tenere fuori dalla portata dei bambini medicinali, solventi e sostanze nocive in genere; cerchiamo di assumere i farmaci in maniera corretta, non variando la posologia e la frequenza di assunzione a nostro piacimento, per non incorrere in “errori” posologici, che possono causare, come detto in precedenza, non pochi danni alla salute; nel caso si stiano assumendo più farmaci contemporaneamente, seguire i consigli del proprio medico curante (o del farmacista di fiducia) su come e quando assumerli, in modo tale da non creare interazioni, talvolta letali, tra i vari farmaci.

Bibliografia:

  • “Lezioni di Tossicologia”- Prof.re Luigi Morrone – Docente di Farmacologia e Tossicologia- Facoltà di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione -UNICAL-
  • “Grande Enciclopedia Medica”- Curcio Editore.
The following two tabs change content below.

Maria Elisa Romeo

Sono una Farmacista, in possesso di una seconda Laurea in Scienza della Nutrizione; laureata nel "2009" in Scienza della Nutrizione con 110/110 con Lode, e successivamente nel "2013" in Farmacia con 104/110; durante il mio percorso universitario ho collaborato, per quasi 2 anni , con l'Istituto di Ricerca per l' Olivicoltura di Rende (CS), come Tecnico di Laboratorio, e dove mi sono occupata di analisi chimiche sull'olio d'oliva (dall'acidità, al suo contenuto in acidi grassi, fenoli ecc..), e analisi sulla pianta dell'olivo, per lo studio sul miglioramento genetico della pianta; ho frequentato un Corso di Formazione per Assaggiatori per Analisi Sensoriale dell'olio di Oliva Vergine; per un breve periodo ho anche avuto la possibilità e il piacere di fare un tirocinio presso un laboratorio Galenico di Farmacia di Cosenza, e dove ho avuto l'ispirazione per la mia seconda tesi di laurea, sottolineando l'importanza del Farmacista Galenista, soprattutto in ambito Pediatrico; ho lavorato presso una Farmacia per quasi un' anno; spero con i miei articoli di fornire informazioni utili e interessanti...Buona lettura...