Diagnosticare, Prevenire e Curare le infezione Urinarie

infezioni urinarie farmacisti onlineGià gli antichi erano a conoscenza delle infezioni del sistema urinario e primi cenni è possibile ritrovarli in un papiro del 1550 aC. In seguito, Ippocrate, che ben conosciamo, attribuì i disturbi del tratto urinario ad un disequilibrio nell’organismo tra i quattro liquidi fondamentali: bile gialla, bile nera, flegma e sangue; che regolano il buon funzionamento dell’organismo. Le prime descrizioni dettagliate sulle infezioni del tratto urinario si ebbero solo nel XIX secolo, anche se le cause non erano attribuite a microrganismi. Bisogna attendere il XX secolo per una rivoluzione circa l’approccio e la gestione della patologia: ciò perché in questo secolo ci fu la scoperta dei microrganismi e del loro ruolo nei processi infiammatori.

Le infezioni delle basse vie urinarie comprendono l’uretrite e la cistite, rispettivamente infezione dell’uretra e della vescica, e ritenute infezioni superficiali; mentre le infezioni delle alte vie urinarie comprendono la pielonefrite e gli ascessi renali dovuti ad un’invasione tissutale.

I sintomi che caratterizzano ed indicano la presenza di un’infezione sono molteplici e tra questi ci sono sensazione di bruciore, minzione frequente, iperpiressia (comunemente nota come febbre) e dolori ai reni. I microrganismi che possono portare all’insorgenza delle infezioni sono diversi, ma i più frequenti sono i batteri Gram-negativi, quali: l’Escherichia coli, tipico della flora batterica intestinale; Proteus e Klebsiella. 

Ma quali possono essere fattori eziologici?

  1. il sesso: nelle donne sessualmente attive, l’attività sessuale risulta essere la causa del 70-75% delle infezioni alla vescica.
  2. il cateterismo delle vie urinarie, aumenta notevolmente la possibilità di manifestare infezioni e per ridurre questo rischio si consiglia una terapia antibiotica.
  3. si ipotizza vi sia anche una predisposizione genetica.
  4. altri fattori patologici in corso come il diabete mellito, l’iperplasia prostatica.

Come viene diagnosticata l’infezione del sistema urinario?

Si raccomanda di eseguire un’urinocoltura con antibiogramma, anche se spesso la diagnosi si basa sulla semplice sintomatologia. Mentre negli adulti si possono analizzare semplicemente i sintomi, in è età pediatrica ciò non è possibile ed è obbligatorio eseguire l’urino-coltura e se questa è positiva c’è la presenza di infezioni.

Ma è possibile curare e/o prevenire le infezioni delle vie urinarie?

Sì, sia con un’accurata igiene intima sia con profilassi antibiotica. Nel trattamento delle infezioni delle vie urinarie, oltre al classico trattamento farmacologico caratterizzato dalla somministrazione di antisettici ed antibiotici urinari, si può ricorrere alla fitoterapia e all’alimentazione.

Le piante che contengono principi attivi con azione antimicrobica sono varie ed ora vi citerò quelle maggiormente consigliate, ossia l’Uva Ursina e il Mirtillo Americano.

Le proprietà fitoterapiche dell’uva ursina sono attribuite al glicosidi fenolici: arbutina e metilarbutina. L’arbutina è un glicoside ed è idrolizzata, a livello del lume intestinale, in difenolo che si ossida facilmente a idrochinone. L’idrochinone è assorbito nel plasma e coniugato a livello epatico come glucuronide e solfato. Se le urine hanno un pH di 8 i composti coniugati idrolizzano parzialmente dando nuovamente l’idrochinone che esercita un’azione antisettica. Gli studi sull’uva ursina sono da approfondire in quanto ci sono vari pareri e risultati discordanti sul suo meccanismo d’ azione.

I principali costituenti del Mirtillo americano sono le antocianine, le proantocianidine, acidi organici, carboidrati e flavonoidi. L’attività terapeutica del mirtillo americano è data dalla sua capacità di acidificare le urine, anche se su questo punto ci sono dei pareri contrastanti; e dalla possibile inibizione dell’adesione batterica alla mucosa della vescica, inibizione dovuta alle proantocianidine. Gli studi clinici sull’efficacia del mirtillo americano sono molto incoraggianti. 

In una revisione sistematica sono stati identificati sette studi randomizzati con placebo circa la prevenzione nelle infezioni. In cinque studi è stato utilizzato il succo di mirtillo, in uno sono state somministrate delle compresse, in un altro entrambe le forme. Da tali studi è emerso che il mirtillo americano è in grado di ridurre l’incidenza delle infezioni per un periodo di 12 mesi; ma poiché gli studi sono stati condotti su donne, non si sa con certezza se l’azione terapeutica è favorevole anche nei bambini e negli anziani.

L’Uva Ursina è utile quindi nella terapia ma non nella prevenzione delle infezioni, mentre il Mirtillo Americano è utile nella prevenzione ma non si hanno certezze per quanto riguarda la terapia. Quindi per andare sul sicuro il mirtillo per la prevenzione e l’uva ursina nella terapia.

L’alimentazione, invece,  gioca un ruolo importante nella prevenzione delle infezioni delle vie urinarie. Si consiglia di seguire una dieta, intesa come regime alimentare, ad elevato residuo acido con il fine di abbassare il pH urinario e impedire la proliferazione degli uropatogeni. Gli alimenti consigliati in corso di infezioni e stati infiammatori sono le carni bianche e/o rosse, formaggi magri, pesce, frutta secca, l’aceto di mele che svolge un’ azione acidificante, verdura, pane e pasta integrale. Gli alimenti, invece, da evitare sono le bevande contenenti caffeina, cibi piccanti, bevande alcoliche e gassate.

Nonostante le diverse teorie che sono state avanzate in passato, si è dovuto aspettare fino a tempi recenti per poter affermare che la terapia farmacologica, la fitoterapia e l’alimentazione sono da considerarsi tre pilastri per la prevenzione e/o la cura delle infezioni del sistema urinario.

Bibliografia:

  • “Fitoterapia: impiego razionale delle droghe vegetali” , Capasso, Grandolini, Izzo. Springer
  • Al-Achi Antoine, An introduction to botanical medicines : history, science, uses, and dangers, Praeger Publishers, Westport, Conn., 2008, p. 126.
  • Nickel, JC. (gennaio 2005). Management of urinary tract infections: historical perspective and current strategies: Part 1–Before antibiotics.. J Urol 173 (1): 21-6.
  • Hooton, TM. (aprile 2001). Recurrent urinary tract infection in women. Int J Antimicrob Agents 17 (4): 259-68
  • Warren, JW. (settembre 1997). Catheter-associated urinary tract infections.. Infect Dis Clin North Am 11 (3): 609-22.
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Ada Di Lecce

Classe 1983. Laureata in "Scienze erboristiche" alla Facoltà di Farmacia "Federico II" nell'ottobre 2009 e successivamente in "Scienze degli alimenti e nutrizione". Nutro gran passione per il magico mondo delle erbe.