Attualità in cronobiologia: melatonina diventa farmaco

La cronobiologia è una disciplina non abbastanza conosciuta, che si pone l’obiettivo di indagare, quantificare e studiare secondo i principi del metodo sperimentale i processi biologici a carattere ritmico. Già nel IV secolo a.C. Androstene, studioso alla corte di Alessandro Magno, aveva evidenziato come i fenomeni naturali presentassero un andamento ritmico. Tuttavia la cronobiologia moderna cominciò a prendere piede nella metà del XX secolo, con gli studi di Franz Halberg.

Grazie alle acquisizioni odierne si può affermare che a tutti i livelli d’organizzazione della materia vivente, siano presenti processi regolati da specifici ritmi biologici. I bioritmi possono essere studiati valutando la somma delle variazioni biologiche, non casuali e quindi prevedibili, dipendenti dal tempo.
Gli esseri viventi possiedono una proprietà adattativa fondamentale, ossia la capacità di modificare i propri bioritmi in funzione delle condizioni esterne, al fine di armonizzare l’organismo all’ambiente circostante.

I ritmi biologici nell’uomo determinano un’attività spontanea detta free-running che di norma è influenzata da diversi Zeitgeber (segnapassi), ossia fattori ambientali (es. luce solare) che forniscono informazioni al fine di regolare o ripristinare un ritmo biologico.

Le principali strutture nervose deputate al controllo dei ritmi biologici sono: il nucleo soprachiasmatico dell’ipotalamo e l’epifisi.
Il nucleo soprachiasmatico dell’ipotalamo (SNC) è il più importante pace-maker endogeno. Il principale input che raggiunge il sistema nervoso centrale è lo stimolo luminoso, che viaggia lungo la via retino-ipotalamica. Il SNC, a sua volta genera un segnale di output capace di regolare l’attività ipofisaria nel rilascio di melatonina; quest’ultima viene prodotta anche dai pinealociti dell’epifisi.

ritmo-biologico_farmacistionlineLa melatonina deriva dalla biotrasformazione del neurotrasmettitore serotonina. La sua produzione e rilascio sono massimi nelle ore notturne e minimi nelle ore diurne; essa ha un ruolo centrale nella sincronizzazione del ciclo sonno-veglia con l’ambiente circostante.

La molecola di sintesi viene frequentemente impiegata come ipnoinducente nel trattamento di alcuni disturbi da desincronizzazione, ovvero condizioni caratterizzate da un disaccoppiamento tra i bioritmi endogeni e il ritmo dei sincronizzatori ambientali.
Normalmente in farmacia, è presente una variegata casistica di soggetti affetti da disturbi da desincronizzazione primari e secondari.

Tra i disturbi primari i più rilevanti sono:

  • La Sindrome da ritardo di fase del sonno: orario medio di addormentamento compreso tra le 3:00 e le 6:00; risveglio tra le 10:00 e le 15:00.
  • La Sindrome da avanzamento di fase del sonno: si riscontra più frequentemente in soggetti anziani, orario di addormentamento tra le 18:00 e le 20:00; orario medio di risveglio tra le 4:00 e le 6:00.

Tra i disturbi secondari:

  • La Sindrome del Jet-Lag colpisce tipicamente coloro che, viaggiando in aereo, subiscono uno spostamento rapido in un continente con diverso fuso orario. Essa è causata da una desincronizzazione dei ritmi circadiani, i quali manifestano un certo grado d’inerzia nell’adattarsi alle nuove condizioni ambientali. Fattori indicativi del livello di gravità del disturbo sono l’età del soggetto, il numero di fusi attraversati, la direzione del viaggio (maggiore frequenza nei viaggi verso oriente). I sintomi sono: nausea, gastralgia, spossatezza, insonnia, deflessione del tono dell’umore e irritabilità.
  • La Sindrome dei Turnisti colpisce soggetti che per motivi lavorativi, si trovano frequentemente a dover variare le ore di sonno e l’orario di addormentamento nel corso della settimana. Sintomi psichici e somatici analoghi alla Sindrome del Jet-Lag.

Fino alla fine del 2013, il consumo di melatonina in forma di integratori in concentrazioni fino a 5 mg ha avuto un ritmo di vendita annuale pari a 3 milioni di confezioni, dispensate nei canali farmacia, parafarmacia e grande distribuzione.
A partire da gennaio 2014, grazie ad una nuova direttiva europea, la situazione in merito ha subito delle modifiche. I prodotti precedentemente in commercio nei dosaggi fino a 5 mg sono stati rimodulati per contenere al massimo 1 mg.

In Italia Fidia Farmaceutici, in linea con la nuova normativa europea, ha iniziato la commercializzazione del primo ed unico farmaco a base di melatonina prescrivibile dal medico: il farmaco si chiama Circadin con dosaggio 2 mg. “Il nuovo farmaco – si legge nella nota diffusa dall’azienda – è indicato per il trattamento in monoterapia dell’insonnia primaria, caratterizzata da un sonno di qualità scadente nei pazienti al di sopra dei 55 anni: è dimostrato, infatti, che chi soffre di insonnia ha bassi livelli di melatonina nel sangue”.

Il comunicato si sofferma poi sulle caratteristiche distintive del nuovo farmaco:

  • Nuovo dosaggio da 2 mg.
  • Innovativa formulazione a rilascio prolungato: rilasciando nell’arco di 8-10 ore i 2 mg di melatonina, Circadin accelera la fase di addormentamento ovvero riduce i tempi di latenza del sonno.

L’azienda nella nota assicura che: “L’effetto è un sonno migliore che incide positivamente sul benessere delle ore notturne, sullo stato di vigilanza diurno e sulle performance lavorative: lo ha dimostrato uno studio che ha misurato scientificamente, attraverso un apposito indice (Well-being Index), il miglioramento della qualità della vita ottenuto attraverso il medicinale”.

La comparsa del nuovo farmaco, tuttavia, a fronte di queste prospettive idilliache, lascia non poco adito a dubbi circa le scelte operate.
In Italia la massima dose di melatonina ammessa è di 5 mg e non sono riportati effetti collaterali incisivi relativi alla sua assunzione. Allo stato attuale, alla luce delle recenti modifiche, chi è avvezzo a dosaggi “forti”, chiaramente si orienterà verso una maggiore somministrazione di compresse per raggiungere il dosaggio abituale.
E nel caso di Circadin questo aspetto non è di poco conto, dal momento che una confezione da 20 compresse costa circa 3 volte di più, in media, di una scatola di integratori di pari contenuto.

Decantati dall’azienda, i presupposti per il successo di Circadin.
Ma tra qualche mese, a fronte di un aumento spesa, la penseranno allo stesso modo i consumatori assidui?

Bibliografia:

  • Anastasi, Motta, Balboni – Trattato di Anatomia umana. Ediermes, 2006
  • D.Russo, G.Bersani – Chronobiology in the Psychiatric Research. Rivista di psichiatria, 2007.
  • Tauber E, Last KS, Olive PJ, Kyriacou CP – Clock gene evolution and functional divergence. Journal of Biological Rhythms, 2004.

Sitografia:

  • http://www.ema.europa.eu/docs/it_IT/document_library/EPAR_-_Product_Information/human/000695/WC500026811.pdf
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Antonella Foderaro

Classe 1988. Maturità classica. Laurea specialistica in Farmacia conseguita presso Alma Mater Studiorum - Università di Bologna. Appassionata di farmacologia, chimica, nutraceutica e cosmetica. Lavora in farmacia in qualità di farmacista.