Alcool etilico, le 10 domande che vi siete sempre posti sui postumi della sbornia

 Alcool etilico, le 10 domande che vi siete sempre posti sui postumi della sbornia

Alcool etilico, le 10 domande che vi siete sempre posti sui postumi della sbornia

In molti non sanno cosa succede nel nostro organismo quando beviamo e soprattutto quando esageriamo…cercheremo qui di spiegarvi cosa ci accade a livello biochimico e come il nostro organismo reagisce con sintomi fisici definiti “postumi dell’ubriacatura”.

L’etilismo acuto, sinonimo più tecnico di “sbornia”, indica una vera e propria intossicazione da alcolici ed è provocato da un esagerato consumo di alcool tale da farlo accumulare nel sangue più velocemente di quanto possa essere metabolismo del fegato.

L’assorbimento dell’alcool etilico è molto veloce, viene assorbito attraverso la mucosa dello stomaco e dell’intestino e trasportato dalla “Vena Porta” al fegato, dove viene metabolizzato circa il 90% dell’alcol totale, il rimanente 10% viene eliminato con la respirazione e con le urine.

metabolismo alcool

Nel fegato l’alcool etilico (o etanolo) viene metabolizzato da 3 sistemi enzimatici: Alcool deidrogenasi (ADH), Aldeide deidrogenasi (ALD) e MEOS (sistema microsomiale di ossidazione dell’etanolo).

 Ma cominciamo con le fatidiche domande… 

1. Perché alcuni soggetti si ubriacano piu’ facilmente di altri?

Gli enzimi Alcool deidrogenasi (ADH) e Acetaldeide deidrogenasi (ALD) sono enzimi polimorfi, il che vuol dire che la sua attività non è la stessa per tutte le classi di consumatori e il corredo di tali isoenzimi è dettato geneticamente: cinesi, vietnamiti e giapponesi hanno una minore quantità di questo enzima, il che li rende meno tolleranti all’etanolo. Le donne sono meno tolleranti degli uomini (indipendentemente dall’etnia). L’alcolismo ha, dunque, una base genetica; esiste, cioè, una predisposizione individuale al consumo di alcool.

2. Perché il bevitore abituale fatica ad ubriacarsi?

Il MEOS, l’altro sistema che metabolizza l’etanolo, è un sistema inducibile, in altre parole questo complesso enzimatico diventa volta per volta più potente quanto maggiore è l’assunzione di alcool, in sostanza si allena!

3. Perché all’inizio della serata siamo euforici e poi perdiamo ogni forza?

Sul sistema nervoso centrale l’etanolo ha un effetto bifasico: se viene assunto a basse dosi provoca euforia e perdita dei freni inibitori. Al contrario, a dosaggi superiori prevale sempre più l’azione depressiva sul sistema nervoso centrale.

4. Perché è meglio bere a stomaco pieno?

L’etanolo viene assorbito a livello dello stomaco e dell’ intestinuo tenue. La presenza di cibo nello stomaco, rallentando lo svuotamento gastrico, riduce la velocità di assorbimento dell’alcol e in questo modo si dilazionano nel tempo gli effetti inebrianti della bevanda.

5. Perché ci viene sete dopo la sbornia?

La causa della sete mattutina post-sbornia è dovuta all’eccessiva perdita di liquidi indotta dall’alcol. L’alcool ha un effetto diuretico. Inibisce la produzione di ADH, l’ormone che regola l’equilibro dei liquidi del nostro organismo, e provoca un aumento dell’urina prodotta e la frequenza della diuresi. Perciò visto che si urina di più e si perde un maggior numero di liquidi, si ha il bisogno di reintegrarli e nasce quindi lo stimolo della sete!

6. Perché accusiamo mal di testa?

Non tutti sanno che una della cause del mal di testa è la dilatazione dei vasi sanguigni intra ed extra cranici. L’etanolo è una sostanza vasodilatatrice per cui provoca l’attacco di cefalea. Per il motivo opposto si consiglia di bere il caffè per ridurre il dolore, in quanto la caffeina è una sostanza vasocostrittrice.

7. Perché accusiamo nausea e vomito?

Se consumato in eccesso, l’alcol può favorire la secrezione di acido cloridrico nello stomaco, irritando le mucose e provocando nausea. Se nello stomaco si accumula troppo acido cloridrico, l’organismo può reagire con il vomito.

8. Perché siamo stanchi il giorno dopo?

Il glicogeno è la fonte principale di energia immagazzinata nell’organismo. L’alcol scompone il glicogeno nel fegato e lo espelle dal corpo con le urine. I ridotti livelli di glicogeno contribuiscono a sintomi quali affaticamento, debolezza, sbalzi d’umore e diminuzione dell’attenzione e della concentrazione.

9. Perché spesso non ricordiamo quello che abbiamo fatto o detto?

A dispetto di un iniziale, quanto transitorio, effetto stimolante, successivamente l’alcool produce, al livello del sistema nervoso centrale, una depressione neurologica generalizzata. Grandi quantità di alcol, specie se consumate rapidamente e a stomaco vuoto, possono quindi provocare perdita di coscienza o incapacità di ricordare dettagli di eventi, o addirittura eventi interi e il grado di deficit aumenta in modo direttamente proporzionale alla quantità di alcol assunta.

10. In una giornata fredda, un bicchierino ci scalda?

Forse all’inizio si…di fatto l’assunzione di alcol provoca vasodilatazione cutanea e aumento del flusso sanguigno con conseguente arrossamento e riscaldamento della cute (vampata di calore), ma in realtà i vasi dilatati presenti sulla cute cedono calore all’esterno e l’effetto ultimo è la perdita di calore corporeo.Nei climi freddi sarebbe quindi più appropriato assumere dello zucchero o alimenti energetici, piuttosto che alcolici.

E per concludere voglio riportare uno stralcio dello spassoso libro di Juan Bas, “Trattato sui postumi della sbornia – Le ore dell’inutile pentimento”:

I postumi della sbornia bisogna averli – il meno possibile, questo sì – come necessario castigo, come equilibratore naturale dell’esistenza. Se la medicina un giorno arrivasse a sradicarli bisognerebbe distruggere il farmaco, a meno che non lo abbia inventato tu, perché ti faresti ricco. Un mondo senza postumi (…) sarebbe un mondo senza l’atteggiamento allegro e disinibito proprio dello stato d’ebbrezza. Un mondo triste e solo apparentemente più solenne.

Riferimenti:

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Cristina Amodeo

Palermo, classe 1981. Laureata in Farmacia con lode e tesi sperimentale sulle proprietà antiossidanti del vino. Amante della cucina e della Scienza dell' Alimentazione, è responsabile del Laboratorio Galenico e del reparto fitoterapico della Farmacia di famiglia. Scrive per rendere semplici e fruibili al pubblico la Farmacologia e La Fitoterapia.