Dalla saggezza dei nativi, curarsi con le erbe per il benessere emozionale…

Ciò che non tutti sanno, è che molti dei popoli che siamo soliti considerare ‘primitivi’, hanno invece da sempre, nelle loro tradizioni, abitudini igieniche e di cura che avrebbero molto da insegnarci. Per esempio, l’idrocolonterapia (al giorno d’oggi considerata uno dei migliori rimedi per la salute intestinale), è stata inventata dalle tribù degli “Indiani d’America”, che avevano nella purificazione del corpo il loro strumento principale per il recupero ed il mantenimento della salute. Pare sia anche ereditata dal loro sapere, l’abitudine di fare colazione con i corn-flakes, per favorire il transito intestinale. A ciò si aggiunge il curarsi con le erbe selvatiche che molto hanno in comune con le nostre.

Gli indiani d’America guarivano molto più velocemente degli europei dai loro problemi di salute, proprio perchè la cura per il cibo e l’attenzione verso lo stile di vita (determinata da un senso di sacralità del corpo), unita all’uso dei rimedi offerti da Madre Natura, creava una sinergia capace di velocizzare il recupero del benessere in tempi molto brevi.

Tra le piante curative e “di potere”, atte a favorire dolcemente l’equilibrio del sistema nervoso ed il recupero della serenità e del buonumore, ve ne sono alcune che meritano attenzione, poichè essendo presenti anche nel nostro territorio potrebbero costituire un aiuto per il nostro equilibrio, soprattutto in momenti difficili.

La SCARPETTA DI VENERE (varietà di Cyripedium), parente della Valeriana, ha un aspetto incantevole del tutto simile ai fiori d’orchidea, ed era un rimedio utilizzato come sedativo soprattutto nelle donne e nei bambini, delle tribù orientali. Naturalmente era in uso anche la più celebre VALERIANA OFFICINALIS, preziosa come sedativo ed antidolorifico, al punto da essere stata riprodotta sinteticamente, nei suoi componenti, per produrre uno dei tranquillanti allopatici più venduti. Non mancava LIPERICO, di cui si è già parlato su questo sito, che svolge azione adattogena e lievemente euforizzante.

Gli indigeni americani facevano altresì uso di SCUTELLARIA LATERIFLORA, un nervino con azione rilassante, presente nei terreni umidi; la sua azione riequilibrante soprattutto sugli eccessi di emozioni e di energia, lenisce l’agitazione, favorisce un sonno tranquillo e contribuisce a rimettere in sesto un sistema nervoso troppo logorato dalle esperienze traumatiche. Inoltre, le BACCHE DI BIANCOSPINO, che erano anche consumate nel cibo, venivano utilizzate per la loro funzione cardiotonica, e soprattutto in caso di ferite emotive e preoccupazioni in ambito affettivo. La SERENOA SERRULATA, che veniva chiamata Saw Palmetto, è conosciuta anche al giorno d’oggi per le sue virtù afrodisiache, ma in aggiunta a ciò presenta un’azione sedativa ed antiansiogena, per la quale i Nativi la consideravano fra i loro rimedi principali.

Tuttavia, anche se non compaiono nell’elenco dei rimedi veri e propri, vi erano alcuni cibi medicamentosi, che svolgevano in particolare un’azione di supporto, tra questi la LATTUGA SELVATICA e la CIPOLLA SELVATICA, nervini naturali piuttosto blandi, che svolgevano la loro funzione consumandoli ai pasti, garantendo così anche un adeguato apporto di principi nutritivi.

Ovviamente i rimedi non vanno mai scelti a caso, il consiglio di un esperto è sempre il metodo più sicuro per avvicinarsi alle cure naturali, senza rischio di danneggiare la propria salute.

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Ada Di Lecce

Classe 1983. Laureata in "Scienze erboristiche" alla Facoltà di Farmacia "Federico II" nell'ottobre 2009 e successivamente in "Scienze degli alimenti e nutrizione". Nutro gran passione per il magico mondo delle erbe.