Acque Minerali…”beviamo” con più consapevolezza

fountain-197334_640L’acqua sorgente di vita, di benessere…da sempre ha coinvolto aspetti sociali, economici e politici tanto da influenzare e guidare lo sviluppo delle civiltà attraverso il suo controllo e le conoscenze delle tecniche per sfruttarla. E’ il costituente principale della materia vivente, rappresenta in media il 65% del peso del corpo umano (il 75% alla nascita), con modeste variazioni legate all’età, al sesso e al tipo di costituzione fisica. Il bilancio dell’acqua è regolato dal centro ipotalamico della sete e dall’ormone antidiuretico che ne aumenta il riassorbimento dai reni. Si tratta di liquido incolore con formula chimica H2O, punto di fusione a 0°C, punto di ebollizione a 100°C (a livello del mare).

E’ indispensabile per la termoregolazione corporea; è il mezzo in cui avvengono tutte le reazioni metaboliche, e con il quale i prodotti del metabolismo (cataboliti) vengono trasportati fino al rene, polmone e cute; permette infine lo scambio delle sostanze vitali dalle cellule agli spazi extracellulari ai vasi e viceversa. Consente il normale svolgimento dei fenomeni digestivi fluidificando il chimo (cibo nelle prime fasi digestive), permettendo l’assorbimento delle sostanze nutritive attraverso la mucosa intestinale fino a raggiungere il torrente circolatorio o linfatico.

L’acqua destinata al consumo umano o “acqua potabile” deve essere salubre e pulita, quindi priva di torbidità, di colorazione, di odori, sapori sgradevoli e batteriologicamente pura, cioè sterile o con bassissima carica batterica e sempre priva di germi patogeni. L’acqua ideale dovrebbe avere un pH neutro, cioè eguale a 7. Il parametro più facilmente misurabile con strumenti è la torbidità; la torbidità può essere transitoria quando nell’acqua sono presenti aria o altri gas ( dovuti alle pressioni ), o quando l’acqua contiene in sospensione particelle di silice (dovute a fenomeni di turbolenza), questo parametro rapidamente scompare. La torbidità può essere, invece, stabile ed associata a colorazione quando sono presenti sostanze di origine vegetale (falde provenienti da strati torbosi) o metalli in soluzione che ossidandosi provocano precipitati colorati in rosso per la formazione di sali ferrici insolubili, bruno-neri per il manganese che viene ossidato a MnO2. La temperatura dell’acqua che incide sulla gradevolezza, è poco importante perché può essere corretta facilmente; comunque la sua correlazione con la temperatura dell’aria dà indicazione della profondità della falda e, quindi della sua protezione da interferenze ambientali. La conducibilità, che valuta il grado di mineralizzazione dell’acqua, è un indicatore della gradevolezza e dell’usabilità. Una mineralizzazione troppo elevata provoca un gusto di salato ed un notevole deposito.

Le analisi chimiche dell’acqua, oltre al pH, permettono di definire: la facies chimica ( mineralizzazione ) e la qualità e quantità di inquinanti con ripercussione sulla innocuità, usabilità, accettabilità. Il pH misura la concentrazione idrogenionica dell’acqua; acque troppo acide o alcaline possono essere aggressive, pertanto potrebbero solubilizzare componenti delle tubature o altro, influendo negativamente sulla gradevolezza (ferro, manganese, zinco) e sulla tossicità (piombo, cadmio).

Una particolare attenzione va rivolta alla “durezza dell’acqua” dovuta ai sali dei metalli alcalino-terrosi. Di norma si intende per durezza totale la concentrazione di tutti i sali (cloruri, solfati, nitrati di calcio ecc), Ca e Mg, e si esprime generalmente in gradi francesi (°F), dove 1°F corrisponde a 10 mg/l di CaCO3, (un’acqua è dura per valori di °F compresi nel range 18-20). La “durezza temporanea” è dovuta alla concentrazione dei bicarbonati di calcio e magnesio che per ebollizione precipitano come carbonati; la “durezza permanente” è dovuta alla concentrazione dei cloruri, solfati, nitrati di calcio e magnesio che rimangono in soluzione dopo l’ebollizione dell’acqua.

Diamo una definizione di Acqua distillata, gassata e minerale:

  1. Distillata: si ottiene mediante distillazione, liberando l’acqua dalla presenza dei soluti in essa normalmente presenti;
  2. Gassata: acqua naturale vuol dire “acqua così come sgorga dalla sorgente anche se le bollicine in essa contenute svaniscono subito dopo”. Le acque minerali gassate, naturalmente o artificialmente arricchite di anidride carbonica, dissetano meglio grazie all’azione anestetica delle bollicine sulle terminazioni nervose della mucosa orale. Sono però controindicate nelle persone che presentano acidità gastrica, gastrite, ulcera, meteorismo o che stanno a dieta, in quanto stimolano secrezione e motilità gastrica riducendo il senso di sazietà.
  3. Minerale: sono definite minerali quelle acque con particolari funzioni salutari provenienti da sorgenti naturali o perforate. La disciplina che studia l’impiego di tali acque nella cura delle malattie (crenoterapia) è l’idrologia medica. La cura con le acque minerali è riservata alle malattie croniche o dopo le malattie che abbiano superato la fase acuta.

Elenchiamo i vari tipi di acque minerali in base al loro “residuo fisso” a 180°; con il termine “residuo fisso” si intendono gli aloni bianchi (o “polverina”) che rimangono sul fondo dopo aver fatto bollire l’acqua fino a completa evaporazione.

Le acque minerali si dividono in:

  1. minimamente mineralizzate, se il residuo fisso è minore o uguale a 50 mg/l;
  2. oligominerali, se il residuo fisso è maggiore di 50 mg/l e minore o uguale a 500 mg/l;
  3. medio minerali, se il residuo fisso è maggiore di 500 mg/l e minore o uguale a 1500 mg/l;
  4. ricche di sali minerali, se il residuo fisso è maggiore di 1500 mg/l.

Le acque minimamente o leggermente mineralizzate, aumentano la diuresi per cui sono utili nelle calcolosi urinarie, e se sono a basso pH impediscono l’aumento di volume dei calcoli oltre che facilitare l’eliminazione di acido urico e dei prodotti del metabolismo.

Le acque oligominerali attivano la diuresi e favoriscono l’espulsione dei calcoli. Sono indicate per: calcolosi renale, diatesi urica ed ossalica (gotta e calcolosi renale), infiammazione vie urinarie, malattie della pelle specie seborroiche. Controindicazioni: insufficienza renale e cardiaca, arteriosclerosi, cachessia.

Le acque medio minerali, hanno azione intermedia tra le oligominerali e le minerali; favorendo l’apporto di calcio sono raccomandabili in gravidanza, allattamento o nei periodi di accrescimento; e nell’età avanzata, per prevenire l’osteoporosi.

Le acque ricche di sali minerali, superano il valore massimo di residuo fisso previsto dalla legge italiana per l’acqua potabile; si possono bere solo a scopo terapeutico, e sotto controllo medico. Svolgono un’azione purgativa, e vanno assunti con cautela dai soggetti ipertesi.

Classifichiamo ora le acque minerali in base alla loro composizione salina:

  • Le acque arsenicali e arsenicali ferruginose: hanno un valore di residuo fisso superiore a quello consentito per legge, per cui il loro uso è solo terapeutico e non può essere quotidiano. Vanno utilizzate solo sotto controllo medico, migliorano la produzione di globuli rossi (eritropoiesi), nutrizione e cenestesi (stato di benessere), possono avere azione ipertensiva o purgativa.
  • Le acque bicarbonate ed alcalino-terrose: inibiscono la secrezione gastrica a digiuno, e la favoriscono durante e dopo i pasti, favoriscono l’attività pancreatica. Utili agli sportivi in quanto hanno un’azione tampone sull’acido lattico che si produce durante l’esercizio fisico. Favoriscono l’assorbimento del calcio, prevenendo l’osteoporosi.
  • Le acque calciche (contenuto di calcio > 150 mg/l): sono dette “dure”, e danno all’acqua un sapore particolare, ma non provocano calcoli.
  • Le acque carboniche o acidule: aumentano l’acidità gastrica, l’attività intestinale e la diuresi.
  • Le acque clorurate sodiche o salse (contenuto si sodio > 200 mg/l): stimolano il metabolismo basale, aumentano la tolleranza al glucosio, svolgono azione purgativa, colagoga (produzione di bile), coleretica (aumento della secrezione della bile), antiurica, antimicrobica, antiputrefattiva, antifermentativa.
  • Le acque ferruginose: sono indicate nelle anemie da carenza di ferro, e sconsigliate a chi soffre di infiammazione di stomaco e duodeno.
  • Le acque fluorate (contenuto di fluoro > 1 mg/l): vanno consumate solo per brevi periodi onde evitare il rischio di “fluorosi” (macchie sui denti per screziatura dello smalto) e interferenze sulla mineralizzazione ossea.
  • Le acque radioattive: contengono tracce di elementi radioattivi. Il “radon” è il più importante anche come quantità; si assorbe sia attraverso le mucose dei polmoni e dell’intestino che attraverso la cute diffondendosi rapidamente nei lipidi per essere eliminato in poche ore. Viene indicato per senescenza precoce, affaticamento, gotta, calcolosi, nevralgie e allergie.
  • Le acque salsoiodiche e salsobromoiodiche: hanno azione antinfiammatoria, favoriscono la vasodilatazione e la stimolazione delle mucose; incrementano l’attività tiroidea, a sono utili anche nelle patologie dell’apparato genitale femminile.
  • Le acque sodiche (concentrazione di sodio > 200mg/l): sono controindicate per gli ipertesi che hanno bisogno di acque con contenuto di sodio inferiore ai 20 mg/l.
  • Le acque solfate e solfate bicarbonato-alcalino-terrose (contenuto di zolfo > 200 mg/l): favoriscono lo svuotamento gastrico e normalizzano l’acidità, hanno azione lassativa, mucolitica e antinfiammatoria.
  • Le acque solfuree: hanno 1 mg/l o più di anidride solforosa; proteggono le cellule del fegato, svolgono azione antinfiammatoria, e antitossica nei confronti di molte sostanze e tossine, aumentano la produzione di anticorpi, stimolano l’aumento della motilità intestinale e della secrezione gastrica.

IMPORTANTE: i nitrati-ione nitrico (NO3) sono indice di inquinamento di natura organica (feci animali) o inorganica (fertilizzanti). Il limite massimo fissato dal Ministero della Sanità non supera il valore guida di 25 mg/l per un individuo adulto sano, e di 10 mg/l per le gestanti e i bambini. Controllare sempre il valore sull’etichetta!!

Nell’alimentazione infantile sono da preferire i contenitori di vetro, in quanto nella plastica si accelera la moltiplicazione dei germi. Inoltre i contenitori plastici se esposti ai raggi solari o a fonti di calore, liberano gli ftalati, necessari per elasticizzare la plastica, che sono molto dannosi per il rene e il polmone…

Quindi, teniamo conto di questi piccoli accorgimenti, guardando bene l’etichetta, e tenendo conto del valore indicato sotto il termine “residuo fisso”, e perchè no, anche dei vari minerali presenti, in modo da scegliere un’acqua minerale più adatta alle nostre esigenze, all’età e al nostro fabbisogno giornaliero, e bere (ricordandoci di farlo spesso durante la giornata !!!) con più “consapevolezza”.

 Bibliografia:

  • “Chimica degli alimenti”- Cabras, Martelli- Ed. PICCIN
  • “Il grande libro della salute in famiglia” – Giuseppe Maruccio- Ed. GIUNTI DEMETRA
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Maria Elisa Romeo

Sono una Farmacista, in possesso di una seconda Laurea in Scienza della Nutrizione; laureata nel "2009" in Scienza della Nutrizione con 110/110 con Lode, e successivamente nel "2013" in Farmacia con 104/110; durante il mio percorso universitario ho collaborato, per quasi 2 anni , con l'Istituto di Ricerca per l' Olivicoltura di Rende (CS), come Tecnico di Laboratorio, e dove mi sono occupata di analisi chimiche sull'olio d'oliva (dall'acidità, al suo contenuto in acidi grassi, fenoli ecc..), e analisi sulla pianta dell'olivo, per lo studio sul miglioramento genetico della pianta; ho frequentato un Corso di Formazione per Assaggiatori per Analisi Sensoriale dell'olio di Oliva Vergine; per un breve periodo ho anche avuto la possibilità e il piacere di fare un tirocinio presso un laboratorio Galenico di Farmacia di Cosenza, e dove ho avuto l'ispirazione per la mia seconda tesi di laurea, sottolineando l'importanza del Farmacista Galenista, soprattutto in ambito Pediatrico; ho lavorato presso una Farmacia per quasi un' anno; spero con i miei articoli di fornire informazioni utili e interessanti...Buona lettura...