Fitocosmesi e calendula per il benessere della tua pelle

Dopo aver parlato tanto di fitoterapia, ora desidero affrontare con voi un nuovo argomento: la fitocosmesi. Vediamo insieme cos’è la fitocosmesi e con essa le proprietà della calendula, la pianta considerata “amica della pelle”.

Il termine “fitocosmesi” deriva dal greco e focalizza l’attenzione sull’abitudine di modificare le caratteristiche del corpo grazie alle proprietà benefiche delle piante. In base ai principi attivi selezionati e utilizzati sinergicamente, il prodotto fitocosmetico può avere molteplici azioni: protettiva, idratante, lenitiva, astringente, tonificante, cicatrizzante.

Ma quando un prodotto può essere definito “naturale”? E da quali componenti è costituito un cosmetico?

Generalmente un prodotto può essere definito naturale se per almeno il 95% è costituito da piante o elementi non sintetizzati in laboratorio.
Un cosmetico è costituito essenzialmente da due componenti: la base e i principi attivi.

La base è costituita da eccipienti che conferiscono alla preparazione una consistenza magra o grassa; i principi attivi sono sostanze caratterizzanti la qualità e gli effetti della preparazione.

Molteplici sono le piante utilizzati in fitocosmesi sin dall’antichità e tra queste la calendula, la lavanda, la camomilla per le proprietà lenitive in caso di irritazioni, rossori, scottature; l’edera per le proprietà antidolorifiche; l’aloe vera per le proprietà idratanti.

Una delle tecniche estrattive utilizzate nella preparazione di fitocosmetici è quella che utilizza CO2 supercritico e tale tecnica assicura la purezza dell’estratto e la non tossicità delle sostanze utilizzate.
Purezza e non tossicità sono solo due dei parametri di sicurezza stabiliti dal Consorzio per il controllo dei prodotti biologici e dall’Istituto per la certificazione etica ambientale.

La Calendula, Calendula officinalis, appartiene alla famiglia delle Compositae ed è una pianta ubiquitaria con caratteristici fiori giallo-arancio.
In inglese è chiamata “Marigold”, in tedesco “Ringelblume”, in francese “Souci”, probabile contrazione dell’antica parola latina “solsequium” (che segue il sole) poiché i fiori, oltre a seguirne il movimento, sbocciano al sorgere del sole e si chiudono al tramonto.

I fiori della calendula contengono: flavonoidi, olio essenziale, triterpenoidi, carotenoidi, tannini. In campo cosmetico la calendula è ottima per la cura e pulizia della pelle, per accelerare la guarigione delle ferite, contro la cellulite; inoltre, è ottima come coadiuvante nel trattamento dell’acne.

Se non diversamente specificato dal proprio medico curante, ma secondo l’organizzazione mondiale della sanità, l’applicazione della calendula sulla pelle deve essere sotto forma di estratti acquosi o alcolici  oppure all’interno di unguenti, protetti in contenitori inerti, ben chiusi e opachi. Quindi, le dosi suggerite per uso esterno sono al 40% di alcool  (1:1) negli estratto idro-alcolici o al 90% di alcool nelle tinture (1:5) e questi si possono anche defluire con acqua sterile in una proporzione di almeno (1:3); mentre per gli unguenti il range di concentrazione p/p è 2-5%.

La pianta non presenta tossicità acuta ed è ben tollerata anche dai soggetti che presentano allergie. L’uso prolungato non ha evidenziato effetti collaterali, ma mi preme sottolineare che l’utilizzo per via topica deve essere limitato nel tempo soprattutto degli estratti alcolici che possono generare effetti genotossici.

La calendula è una pianta dai molteplici benefici, utilizzata sia in fitocosmesi sia in fitoterapia, non so se qualcuno tra voi ha già avuto modo di provarla e aspetto, se volete, di conoscere le vostre impressioni.

Bibliografia:

  • “Calendula”, Sven-Jorg Bustav, Corima Hembav, Natura & Salute
  • “Encyclopedia of Common Natural Ingredients used in Food, Drugs and Cosmetics”, John Wiley & Sons Ed. New York, 1996, 113-4
  • British herbal pharmacopoeia. London, British Herbal Medicine Association, 1996.
  • ESCOP monographs on the medicinal uses of plant drugs. Fascicule 1. Elburg, European Scientific Cooperative on Phytotherapy, 1996
  •  Blumenthal M et al., eds. The complete German Commission E monographs. Austin, TX, American Botanical Council, 1998.
  • Willuhn G. Pflanzliche Dermatika, eine kritische Übersicht. Deutsche Apotheker Zeitung, 1992, 132:1873–1883.
  • Van Hellemont J. Fytotherapeutisch compendium, 2nd ed. Utrecht, Bohn, Scheltema &Holkema, 1988:113–114.
  • Hänsel R et al., eds. Hagers Handbuch der pharmazeutischen Praxis. Bd. 4: Drogen A–K, 5th ed. Berlin, Springer-Verlag, 1994.

Sitografia:

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Ada Di Lecce

Classe 1983. Laureata in "Scienze erboristiche" alla Facoltà di Farmacia "Federico II" nell'ottobre 2009 e successivamente in "Scienze degli alimenti e nutrizione". Nutro gran passione per il magico mondo delle erbe.
  • Manuela Dainelli

    Ottimo articolo e di grande aiuto in questo periodo in cui con il risveglio della natura,anche la nostra pelle sembra chiederci un rinnovamento.Ecco che la fitocosmesi viene in nostro aiuto,grazie dottoressa come sempre chiara ed esplicativa,conoscevo l’efficacia della calendula ma ne ho scoperto ulteriori benefici,personalmente a volte l’ho usata anche sull’herpes labiale per dare sollievo al prurito ed evitare il formarsi delle antipatiche crosticine.