La vitamina C pura e le dosi giornaliere raccomandate.

Inoltre, data l'idrosolubilità della vitamina C, se ne può perdere circa il 40% per dispersione nell’acqua di cottura. E' consigliabile quindi far cuocere la verdura in poca acqua non eliminare la buccia e non tagliarla in pezzi trovitamina_c_farmacisti_onlineppo piccoli. L’alimentazione è uno dei fattori che maggiormente incidono sullo sviluppo sul rendimento e sulla produttività delle persone, sulla qualità della vita e sulle condizioni psico-fisiche su cui si affronta l’invecchiamento.

Molti studi epidemiologici affermano che un alto apporto di frutta e verdura ha effetti preventivi su molte malattie soprattutto su quelle cardiovascolari e neoplastiche. Questi effetti protettivi vengono attribuiti a sostanze bioattive come la vitamina C, carotenoidi e flavonoidi.

Le vitamine sono sostanze organiche di diversa natura necessarie al nostro organismo in piccole quantità per lo svolgimento del metabolismo cellulare, e quindi indispensabili per la crescita e mantenimento delle funzioni vitali.

La storia della vitamina C è legata allo scorbuto, una patologia dovuta alla carenza di tale vitamina nella dieta. Lo scorbuto è una malattia caratterizzata da segni e sintomi molteplici come, l’emorragia della mucosa orale, denti traballanti, emorragie localizzate intorno a follicoli  piliferi, dolori articolari, perdita di appetito, affaticamento e debolezza, diminuita capacità lavorativa, diminuito assorbimento intestinale del ferro e ritardo nella guarigione delle ferite. Questa malattia colpiva i marinai in navigazioni oceaniche poiché a un certo momento si esaurivano i cibi freschi come frutta e verdura, la patologia si manifesta dopo circa 3-6 mesi dalla esclusione della vitamina C nella dieta.

Chimicamente, la vitamina C è L-acido ascorbico che fu isolato per la prima volta dal biochimico Szent-Gyorgyi nel 1921. Questa importantissima vitamina è utile nella sintesi del collagene, la principale proteina costituente il tessuto connettivo del regno animale; nella sintesi della carnitina, importante  sopratutto nei processi di respirazione cellulare e della contrazione muscolare; nel catabolismo della tiroxina, il principale ormone tiroideo. Quindi una carenza di vitamina C, porta ad un accesso dell’ormone e la manifestazione di diverse sintomi su base ipertiroidea che possono inferire sull’omeostasi corporea generale; nell’attivazione dell’acido folico che gioca un ruolo importante nella sintesi del DNA e nella crescita cellulare; nell’assorbimento del ferro, importante costituente dell’emoglobina sanguigna, fondamentale nello scambio gassoso tra sangue e tessuti. Inoltre, la vitamina C funziona da sistema redox, ossia di ossido-reduzione, poiché riesce a ridursi da acido ascorbico ad acido deidroascorbico e viceversa. Una funzione che viene molto sfruttata nella rimozione dei radicali liberi accumolati nell’organismo dallo stress.

La dose giornaliera consigliata per la Vitamina C o di acido ascorbico varia in funzione al sesso e alle fasce di età. Ecco riportati dei valori di riferimento:

 Bambini;

  • tra 1 a 3 anni 15mg/die.
  • tra 4 a 8 anni 25mg/die.
  • tra 9 a 13 anni 45 mg/ die

Adolescenti;

  • ragazze tra i 14-18 anni 65mg/die.
  • adolescenti incinte  80 mg/ die
  •  lattanti adolescenti 115 mg/ die   
  • ragazzi 14-18 anni: 75 mg/ die

Adulti:

  • uomini eta compresa da i 19  in su  90mg/die
  • donne eta compresa da i 19 in su 75 mg/die.

I fumatori anche hanno generalmente un livello più basso di vitamina C nel sangue, probabilmente a causa della necessità di neutralizzare i numerosi radicali liberi dovuti al fumo. Pertanto, in questi individui, il fabbisogno minimo di vitamina C si alza fino a 125mg/die, ma ci sono studi che suggeriscono anche 200 mg/die.

Purtroppo la vitamina C è una sostanza estremamente termolabile e quindi si ossida ad alte temperature e la sua presenza negli alimenti varia a seconda dei metodi di conservazione e di cottura utilizzati. Il congelamento, si perde circa il 25 % di Vitamina C rispetto al valore iniziale. La cottura, invece, come la bollitura dal 13% al 60% in funzione al tempo di cottura. Inoltre, data l’idrosolubilità della vitamina C, ci si può aggiungere anche una perdita pari al 40% per la dispersione nell’acqua di cottura. E’ consigliabile quindi far cuocere la verdura in poca acqua, non eliminare la buccia e non tagliarla in pezzi troppo piccoli. La disidratazione metodo  per ricavare quindi la vitamina C pura e utilizzarla come integratore è possibile avere una perdita di  circa il 10-15%.

Utilizzando queste poche regole possiamo assicurarci quindi una buona dose giornaliera di vitamina C. Questa è vitamina estremamente “delicata “, quindi è consigliabile assumerla attraverso alimenti freschi come frutta e verdura, preferibilmente di stagione a scopo preventivo e di assumerla pura sotto forma disidrata come negli integratori nel caso di patologie che richiedono un immediato intervento.

Bibliografia

  • Mauri M. A. (2006). Vitamine. Il succo della vita. Giunti Editore.
  • Nicoletti M., Nicoletti P. (2007). Storia delle vitamine. UNI Service.

Sitografia:

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Filomena Lettiero

nata il 1985. Sono laureata in scienze degli alimenti e nutrizione nel 2013 presso l'universita degli studi di Napoli Federico II (NA) ho svolto Tirocinio per l' ambulatorio di medicina non convezionale presso " Ospedale S.Paolo (Na) nel 2009. Spero di trasmettere le mie passioni le quali sono state arricchite dal mio percorso di studi.