L’arte della Dieta Senza Grassi Idrogenati

dimagrireSiamo quasi giunti all’estate, per molti si pone il quesito su come tornare in forma più facilmente, in vista delle vacanze. E’ possibile abbinare salute e dieta ipocalorica? Sì, in modo attento ed informato.

Il nostro corpo, in questo medicina antica e moderna sono concordi, lavora meglio se deve gestire sostanze non troppo elaborate. Il metabolismo migliora, la stanchezza diminuisce, le tossine vengono eliminate più in fretta. Inutile dirlo, tuttavia, il primo luogo dove si dimagrisce è a tavola! Ma prima ancora di fare un calcolo delle calorie è essenziale capire cosa stiamo ingoiando e perchè molti alimenti che “sembrano” dietetici in realtà lo sono ben poco. I nutrizionisti consigliano di mantenere nella propria dieta, anche in fase di dimagrimento, una piccola quantità di grassi (poichè eliminarli del tutto genera gravi carenze fisiologiche), ma è pur vero che non sono tutti uguali.

L’argomento che affrontiamo in questo articolo è quello dei grassi idrogenati. Girando per i supermercati e leggendo le etichette, balza all’occhio la dicitura che compare su alcune: “senza grassi idrogenati”. Messa così sembrerebbe che l’alimento sia molto più salutare e naturale, ma sarà poi vero?

Partiamo dal comprendere di cosa stiamo parlando. Nell’alimentazione, esistono vari tipi di sostanze lipidiche, da quelle di origine animale (grassi saturi), generalmente solide, a quelle vegetali (grassi prevalentemente insaturi), che si presentano allo stato liquido, un esempio è l’olio extravergine di oliva. Questi lipidi sono presenti in natura così come li consumiamo, ma esiste una terza categoria di grassi modificati, che si chiamano appunto “idrogenati” (sono i cosiddetti “grassi trans”). Per dirla in modo semplice, l’olio vegetale viene riscaldato in presenza di una sostanza catalizzatrice – costituita da nichel, rame o platino – e di molecole di idrogeno: grazie al calore e all’agente catalizzatore, l’idrogeno viene inglobato nell’olio. Ne deriva un grasso stabile, che si conserva a lungo senza irrancidire, di consistenza analoga al burro, ma soprattutto molto resistente alle alte temperature.

La ricerca medica ha dimostrato che questi lipidi (contenuti in molti alimenti industriali quali le margarine, il gelato, i prodotti da forno come pani e dolciumi, cibo dei fast food, ecc.), aumentano il livello di colesterolo e possono creare allergie o intolleranze nei soggetti sensibili al nichel. Sicuramente lo smaltimento da parte del corpo è lento e difficoltoso, proprio a causa della resistenza alle alte temperature; il fegato si affatica, l’intestino si intasa di scorie peggiorando la qualità dell’assorbimento degli alimenti, il che rende l’assunzione assolutamente sconsigliata a chi desideri  stare bene a lungo, men che meno a chi voglia eliminare i chili di troppo.

La soluzione parrebbe ovvia: basta controllare le etichette, ed eliminare tutto ciò che contenga grassi idrogenati o parzialmente idrogenati di qualsiasi genere, sostituendo con i lipidi di origine vegetale. E’ vero, ma la dieta senza grassi idrogenati è solo il primo passo. Infatti, per sostituire questi pericolosi lipidi, l’industria alimentare ha ripiegato su altri componenti, normalmente indicati in etichetta come “olio vegetale” o “grasso vegetale”: proprio tra gli oli vegetali troviamo l’olio di cocco, di palma o palmisto, molto utilizzati nei prodotti alimentari industriali.

Ebbene, questi oli semi-solidi contengono un’altissima quantità di grassi saturi che va dal 50 al 90% ed in particolare l’olio di palma e palmisto (utilizzati moltissimo per produrre creme, merende, basi per torte, prodotti freschi del banco-frigo, pizze e focacce, canditure, dadi da brodo, ecc.), sono stati fortemente sconsigliati dall’Istituto Superiore della Sanità in Belgio, per i danni che producono a livello delle arterie, generando depositi dannosi in tempi decisamente limitati.

Quindi la dicitura “senza grassi idrogenati” non è affatto garanzia di salute e di alimento sano. Attenzione dunque alle etichette: informarsi su ciò che stiamo per mangiare è importante per salvaguardare a lungo il nostro benessere. La moderna nutrizione non invita più alla privazione, ma predilige la varietà negli alimenti, dando il primo posto ai cibi freschi ed integrali, verdure e frutta di stagione, zuccheri naturali. In questo schema sono anche inclusi i lipidi, tra cui il più consigliato è sempre il buon olio extravergine di oliva; è vero, produce molte calorie, ma basta non eccedere per beneficiare dei suoi vantaggi nutrizionali, senza subirne gli effetti meno graditi. Come disse Francois de La Rochefocauld: “mangiare è una necessità, mangiare bene è un’arte.”

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Ada Di Lecce

Classe 1983. Laureata in "Scienze erboristiche" alla Facoltà di Farmacia "Federico II" nell'ottobre 2009 e successivamente in "Scienze degli alimenti e nutrizione". Nutro gran passione per il magico mondo delle erbe.