Medicina Ayurvedica: Alimentazione, Dieta e Tipi Costituzionali

Vi è mai capitato di seguire la dieta del momento, magari suggerita da un’amica che l’ha appena fatta con risultati strepitosi e non riuscire a raggiungere gli stessi obiettivi? Pensate anche a tutte quelle occasioni in cui siete stati a cena con amici ed il giorno dopo vi siete sentiti poco bene, con lo stomaco in disordine mentre i vostri amici no. Se è così forse vi sarete anche chiesti perché. Il motivo, per l’Ayurveda è legato ad un concetto unico, quello di Prakriti.

Andando a ritroso nel tempo, il dott. William Herbert Sheldon, formulò l’ipotesi secondo cui la costituzione umana è divisibile in tre tipologie, con differenti caratteri fisici, caratteriali e alimentari: ectomorfo, endomorfo e mesomorfo. Teoria esposta poi nel 1942 e conosciuta come la teoria del somatotipo. Una classificazione approfondita e riportante tutte le 7 variabili di queste tre categorie che Sheldon racchiuse nel volume “Atlas of Men: A guide for somatotyping the adult man at all age”.

La medicina costituzionale però aveva radici ben più lontane, prima ancora di Sheldon, Galeno ed Ippocrate ne gettarono le basi con la teoria umorale. Il nostro corpo secondo Ippocrate sarebbe governato da quattro umori: sangue, bile gialla, bile nera, flegma. In stato di equilibrio conducono alla salute, se in squilibrio porterebbero alla malattia. Ma lo scrittore tedesco Gotze, molti secoli a seguire sosterrà che il lavoro di Ippocrate e di conseguenza di tutti coloro che ne abbiano seguito i concetti, era palesemente sotto influenza orientale, del resto nel 327 a.C. Alessandro Magno stabilì alcune colonie greche sull’Indo. E dunque dall’India ha inizio il percorso che ci porterà a comprendere il motivo per cui nelle diete non si può parlare di regime alimentare unico per tutti gli individui.

Premesso che ci stiamo occupando di dieta intesa nel suo senso originario, etimologico, dal latino diaeta, modo di vivere, e quindi più propriamente di corretta alimentazione, andiamo a comprendere quella ayurvedica basata sulla Prakriti individuale. Iniziamo col dire che tutto nell’Universo è composto da cinque elementi, chiamati in sanscrito, PanchaMahabhuta, essi sono:

  • AKASHA – Etere (o spazio)mano
  • VAYU – Aria
  • TEJAS – Fuoco
  • JALA – Acqua
  • PRITHVI – Terra

La combinazione di questi elementi da vita ai dosha (umori o difetti), la Prakriti rappresenta la proporzione dei tre dosha e dei tre Guna (attributi o qualità, sono sattva rajas, tamas) presenti in ciascuno di noi in range di normalità:

Vata= Akasha (Etere) + Vayu (Aria)

Caratteristiche delle persone con Vata dosha predominante: secco, freddo, leggero, mobile, irregolare, ruvido, attivo, sottile, chiaro, dispersivo

Pitta = Teja (Fuoco) + Jala (Acqua)

Caratteristiche delle persone con Pitta dosha predominate: caldo, leggero, untuoso, fluido, luminoso, fetido, intenso

Kapha= Jala (Acqua) + Prithvi (Terra)

Caratteristiche delle persone con Kapha dosha predominante: untuoso, freddo, pesante, stabile, denso, liscio, viscoso, inerte, morbido

Fin qui abbiamo definito cosa sono i dosha, da cosa sono composti, quali sono le caratteristiche di ciascuno, a questo punto andiamo a conoscere i sei gusti o Rasa e la loro influenza su ciascun dosha, poiché per una dieta equilibrata è necessaria una combinazione di tutti i gusti da utilizzare in base al dosha del consumatore. Quindi è di primaria importanza comprenderlirasa tutti correttamente.

I sei sapori

1. Madhura

Questo gusto è pesante, grasso e di natura raffreddante. Se usato con moderazione, porta energia e vitalità nel corpo, lenisce sensazione di bruciore. Eccessi di cibo dolce aggravano Kapha Dosha, causano congestione, tosse, senso di pesantezza, letargia ed aumento di massa. Bilancia Vata ed è calmante per Pitta. Alcuni esempi di cibi dolci sono: grano, riso, zuccheri, latte, olio, carne, datteri, liquirizia, pane, pasta, le patate dolci.

2. Amla
Questo gusto migliora l’appetito, favorisce la digestione ed ha un effetto riscaldante sul corpo. In eccesso, da luogo ad iperacidità e ulcere. Vata trae beneficio da calore e umidità, abbassandosi con il sapore aspro che ne stimola la digestione. Pitta lo può trovare invece controproducente perché il calore dell’acido va in conflitto con la natura stessa di Pitta che è calda. Alcuni esempi di cibi acidi sono: limone, yogurt, agrumi, rosa canina, kiwi, verdure sottaceto, carni all’agro.

La leggera pesantezza ed umidità di questo gusto può essere oppressiva per Kapha, facendogli trattenere ancora di più liquidi e peso.

3. Lavana
Il gusto salato è riscaldante e pesante. Stimola la ritenzione idrica.Troppo sale nella dieta può portare a ipertensione, edema, ulcere, e iperacidità. Il gusto salato aumenta Pitta e Kapha e diminuisce Vata. Grazie alla sua capacità di stimolare la digestione infatti è altamente consigliato per Vata persone. Può portare a un desiderio urgente e ripetuto di gratificazione dei sensi. La dipendenza dalle patatine fritte è un buon esempio di questo effetto. Una volta che si comincia a mangiarle, è spesso difficile fermarsi. Il salato è largamente usato nella nostra cultura per stimolare e gratificare le ghiandole surrenali. Può essere usato per spingerle ad una prestazione eccessiva, nello stesso modo in cui agisce la caffeina. Evitate quindi abuso di ogni tipo si sale, delle alghe marine, di snacks, prodotti affumicati e molti prodotti in scatola, sono ad alto contenuto di sodio.

4. Katu
Un sapore pungente è fatto dagli elementi aria e fuoco. E’ il più caldo di tutti i gusti ed il più stimolante per la digestione. E’ leggero e molto secco come qualità. Per questa ragione, è un meraviglioso equilibratore per Kapha, seccando e scaldando l’eccesso di umidità e di massa nel corpo.

Una piccola quantità di gusto pungente può essere utile per Vata, specialmente in associazione con altri gusti meno secchi. In tali quantità scalderà e stimolare la digestione Vata. Grandi quantità di alimenti pungenti possono essere più aggravanti per Vata, perché la leggerezza e la secchezza creano più movimento e disidratazione nel sistema (per esempio: diarrea, bocca e pelle secca). Un po’ di gusto pungente equilibrato con dolce e/o salato può essere molto buono per Vata. Questa combinazione si trova spesso nel Curry indiano. Il calore e la leggerezza del gusto pungente aggravano Pitta, meglio se assunto con altri sapori o evitato del tutto. Alcuni esempi di cibi pungenti sono:aglio, peperoncino, pepe, cipolle, rafano, ravanelli, prezzemolo, menta, zenzero.

5. Tikta
Il sapore amaro è formato dagli elementi aria ed etere. E’ il più freddo e leggero di tutti i sapori. Tende anche ad essere abbastanza asciutto. Un sapore amaro fornisce un ottimo equilibrio per le qualità pesanti e umide dei gusti salato, aspro e dolce. Verdure a foglia scura sono un eccellente esempio di cibo amaro, forniscono un’abbondante quantità di vitamina A, ferro, calcio, magnesio ed altri nutrienti.

L’amaro essendo freddo, leggero e secco è particolarmente utile per Pitta, è uno dei migliori gusti per riequilibrare un sistema digestivo Pitta squilibrato. E’ invece controindicato per Vata, come facilmente intuibile dalle sue qualità. L’amaro lo potete trovare in: melanzane, cicoria, catalogna, invidia, scarola, pompelmi, rabarbaro, cetrioli, tutte le verdure a foglia, tarassaco, carciofi

6. Kashaya
Aria e terra compongono il sesto gusto, astringente. E’ fresca e per questo modera il calore di Pitta. Le sue qualità leggere e secche aiutano ad equilibrare Kapha. Un sapore astringente non è affatto utile per Vata, perché, come l’amaro, rende Vata più freddo e secco.

Un sapore astringente ha un effetto contraente sulla digestione e può rallentarla, stimola una costrizione dei vasi sanguigni che alimentano gli organi digestivi, inibendo la circolazione del sangue, di enzimi e di energia in questa area. L’astringente è il gusto di questi alimenti: legumi, finocchi, mele, pere, mirtilli, salvia, rosmarino, curcuma, melograno.

Facciamo un esempio pratico, tenendo in considerazione che la medicina ayurvedica funziona per opposti, quindi tutto ciò che è di caratteristiche contrarie a quelle del nostro dosha pacifica e riequilibra, mentre tutto ciò che è simile altera e porta in squilibrio.

La mia costituzione è di base Kapha e sono vegetariana i miei elementi costituenti sono terra ed acqua. Poiché ho già in me questi due elementi, per non cadere in squilibrio, mantenere forma fisica ed un buon stato di salute, dovrò evitare o moderare l’uso di alimenti che li contengono e privilegiare il consumo di cibi dei tre sapori, che troviamo nella tabella precedente, che servono a tenere sotto controllo Kapha, ovvero: il piccante, l’amaro e l’astringente.

Gli alimenti da favorire ad esempio saranno: cicoria, rughetta, carciofi, asparagi solo per citare alcune verdure.

Se fossi stata da un dietologo o un nutrizionista mi avrebbe dato una tabella, basata sulla piramide alimentare, che includeva probabilmente tutti i tipi di frutta e verdura, un medico ayurvedico invece terrebbe conto della mia Prakriti e saprebbe ad esempio che nonostante sia un vegetale il cetriolo non è consigliato per Kapha, ed in effetti per quanto ne ami il sapore è per me di difficile digeribilità, oppure il pomodoro che non dovrei consumare crudo ma solo cotto e mi consiglierebbe di condire utilizzando pepe, finocchio, zenzero o curcuma, che non solo rendono i cibi più saporiti ma hanno proprietà in grado di mantenermi in equilibrio, in forma e stimolare il mio fuoco digestivo.

Ma aggiungiamo ancora qualche dettaglio, abbiamo detto che Kapha è anche untuoso, freddo, pesante. Di conseguenza il mio cibo dovrà essere caldo, leggero, dovrò evitare i fritti e ricordarmi che anche le bevande devono seguire gli stessi principi, quindi acqua a temperatura ambiente, tè, tisane calde e possibilmente speziate, così da aumentare la mia capacità digestiva che per natura è lenta.

Quindi tutto ciò che vi rimane da fare è scoprire la vostra costituzione, consultando un medico ayurvedico oppure facendo un dosha test e di conseguenza adottare il piano alimentare specifico.

Bibliografia consigliata:

  • Koleva et al. Somatotype, nutrition, and obesity. Rev Environ Health. 2000 Oct-Dec;15(4):389-98.
  • Mendonça RC et al. Comparison of the somatotype, nutritional assessment and food intake among university sport and sedentary students. Med Clin (Barc). 2011 Jun 20.
  • Usha Lad, Vasant Lad Ayurvedic Cooking for self healing
  • Amadea Morningsta, Urmila Desa La Cucina Ayurvedica, Ricette e consigli per una vita sana ed equilibrata
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Ho conseguito il diploma di Operatore Ayurvedico - Master of Ayurvedic Therapist presso l'Associazione Maha Atharva Veda di Roma, in collaborazione con il C.S.R.A.M. (Center for study and research on alternative medicine - New Delhi, India) nel 2011. ​ Ho frequentato ad agosto del 2011 il corso di approfondimento di due settimane presso la Chakrapani Ayurvedic Clinic & Research Center di Jaipur, Rajasthan (India). Gli studi continuano, perchè non si finisce mai di apprendere e soprattutto perchè l'Ayurveda è un terreno talmente vasto di argomenti impossibili da esaurire con un solo corso. La mia passione sono le erbe e l'alimentazione sulle quali sto concentrando la specializzazione e per avere una visione più ampia sono iscritta all'AEMETRA di Torino per conseguire il titolo di Naturopata. Il mio obiettivo è integrare usi e tradizioni orientali con la medicina occidentale, sia essa tradizionale che allopatica.