Estate al sole: prevenire e curare fotoallergie ed eritemi solari !

La lunga ed interminabile stagione invernale volge al termine. Contemporaneamente si manifesta l’impazienza di immergersi nel relax, di migliorare il proprio fisico e di raggiungere il prima possibile un’abbronzatura uniforme.
Umore, corpo e psiche beneficiano dell’azione dei raggi solari ma, per una corretta esposizione, occorre adottare le opportune precauzioni, in maniera tale da scongiurare possibili inconvenienti per la salute.
1235-protezione-bambini-622x466Infatti, una scorretta o troppo prolungata esposizione ai raggi solari, può generare delle affezioni patologiche a livello cutaneo, denominate impropriamente eritemi solari, ma nel linguaggio specialistico facenti capo al gruppo delle luciti polimorfe, oltre a danni permanenti come il fotoinvecchiamento (photoaging).
Le Luciti Polimorfe comprendono:
– Lucite estiva benigna (LEB)
– Lucite attinica
– Lucite polimorfa

Si tratta di patologie di tipo fotoallergico che si sviluppano in seguito alle prime esposizioni (primavera- estate) e, nelle forme più gravi, possono dar seguito alla comparsa degli eritemi propriamente detti, caratterizzati da una forte vasodilatazione di natura infiammatoria.
Le zone colpite sono per lo più il collo, la scollatura, l’avambraccio, le spalle e la pianta del piede.

Più frequente in giovani donne dai 25 ai 40 anni, la forma più lieve e diffusa è la Lucite Estiva Benigna, la cui sintomatologia (rossore e prurito) tende a scomparire nell’arco di una settimana, purchè si eviti l’esposizione intensiva e si adottino gli opportuni accorgimenti.
Con l’intensificarsi dell’abbronzatura, scompare del tutto; tuttavia potrà dar luogo a delle recidive e ripresentarsi ogni anno in concomitanza all’esposizone al primo sole (12 ore dopo).
Il fototipo, per quanto riguarda cromìa, sensibilità cutanea e quantità di melanina,  è un fattore incisivo per la sua comparsa.
Non si conosce con precisione la causa scatenante, ma secondo alcune ipotesi, importanti ai fini del meccanismo eziopatogenico sembrano essere i raggi UVA.

Nei soggetti predisposti, bisognerebbe iniziare già con l’arrivo della primavera, a prevenire seguendo semplici regole:

  • Assumere sostanze utili per il trofismo cutaneo e volte ad apportare la giusta idratazione (Succo d’aloe, centrifugati di frutta, integratori a base di β-carotene – selenio e vitamina PP).
  • Bere molta acqua.
  • Detergersi con prodotti cosmetici per l’igiene delicati e specifici, in base alla propria tipologia di pelle.
  • Proteggere viso e corpo ogni 2 ore con solari ad elevato coefficiente di protezione (spf 50+) ed abbinarlo ad una crema idratante lenitiva, da applicare dopo l’esposizione.
  • Evitare l’esposizione nella fascia oraria 12.00 – 16.00 e comunque iniziare con brevi e graduali sedute (i sintomi sono direttamente proporzionali alla quantità di raggi ricevuta).
  • Valutare l’effettuazione di un ciclo di PUVA terapia, per incrementare pigmentazione e spessore cutaneo.

Per quanto riguarda la cura, evitare di stare al sole per 48 ore fa regredire i sintomi; inoltre, nei casi di maggiore intensità, può essere utile applicare localmente corticosteroidi mattina e sera o assumere dei farmaci antistaminici per via sistemica.

Un discorso a parte merita di esser fatto per l’Orticaria Solare, patologia frequente nelle donne a tutte le età. Anch’essa è inclusa tra le fotoallergie. Si manifesta immediatamente: dopo 15 minuti dall’esposizione alla luce (solare o artificiale) le cellule cutanee del soggetto rilasciano istamina e altre sostanze proinfiammatorie, le quali stimolano la vasodilatazione, generando prurito e macchie rosse associate a gonfiore.
In caso di superficie del corpo estesa, si può arrivare ad avere nausea, stordimento e in battuta finale shock.
Anche in tal caso, seguire i consigli sopraelencati costituisce uno strumento utile per cura e prevenzione.

I più piccoli, dal canto loro, non sono immuni dai possibili effetti deleteri causati dal sole.
I  rischi maggiori possono essere correlati ad una ancora non perfetta termoregolazione.
Tipica dei bambini nella bella stagione è la Sudàmina, la quale si manifesta con piccole chiazze rosa in sedi atopiche, prediligendo le zone in cui si accumula il sudore: collo, petto, inguine, pieghe delle articolazioni degli arti. Alla base vi è la mancata evaporazione del sudore, il quale viene trattenuto nei pori cutanei, con conseguente formazione di vesciche, pelle ruvida e prurito.
Per la cura valgono i seguenti rimedi:

  • Applicare pomate a base di ossido di zinco.
  • Effettuare immersioni in acqua tiepida, preparata con l’aggiunta di bicarbonato e amido di riso.
  • Utilizzare asciugamani con fibre naturali, preferendo quelle di cotone.

Nei casi più insistenti e per irritazione eccessiva, si potrà valutare insieme al pediatra l’eventuale somministrazione di farmaci antistaminici.

In tutti i casi, è necessario non toccare le vescicole, non grattarsi o sfregare la zona interessata dal trauma per evitare di iperstimolarla ulteriormente.

L’estate è la stagione più attesa: bagni di sale e sole, tintarelle uniformi sono il sogno di ognuno e meritato compenso per un intero anno di fatiche.
Tuttavia, in questi casi la frettolosità non paga: adottare invece delle sane abitudini si rivela la strategia vincente per avere un aspetto sano e bello.

Bibliografia:

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Antonella Foderaro

Classe 1988. Maturità classica. Laurea specialistica in Farmacia conseguita presso Alma Mater Studiorum - Università di Bologna. Appassionata di farmacologia, chimica, nutraceutica e cosmetica. Lavora in farmacia in qualità di farmacista.