Rimedi naturali contro la fame nervosa.

fame nervosaI disturbi alimentari rappresentano una condizione di salute molto diffusa nel mondo occidentale, tra anoressia, bulimia ed obesità sono in aumento gli italiani che non riescono a gestire la propria alimentazione in modo sano ed equilibrato. A soffrire la fame nervosa sono principalmente le donne tra i 16 e i 40 anni, nelle quali si presenta come un disturbo persistente del comportamento alimentare finalizzato all’introito di qualsiasi tipo di cibo che viene mangiato con voracità.

Tra i vari rimedi naturali parleremo principalmente delle catechine estratte dal Tè verde, degli stimmi di crocus sativus (zafferano) e del NOPE (N-Oleil-Fosfatidil-Etanolamina)

L’estratto secco degli stigmi di Crocus sativus è ricco di picrocrocina (eteroside amaro), crocetina, crocina, di coloranti (alfa-, beta- e gamma-crocina), di carotenoidi come il licopene e di un olio essenziale ricco di safranale. Viene principalmente utilizzato nella depressione ed anche nella sindrome premestruale. La crocina e il safranale riducono la ricaptazione della dopamina, della serotonina e della noradrenalina, neurotrasmettitori che hanno un ruolo cruciale nei meccanismi di ricompensa e gratificazione. Gli individui propensi a instaurare comportamenti di dipendenza (gioco,droghe, alcol, cibo, sesso) hanno un eccesso di dopamina e un basso livello di sensibilità a questa molecola. La concentrazione di dopamina normalmente cresce prima e durante un’attività gratificante, ma i soggetti che hanno una dipendenza non arrivano mai alla gratificazione in quanto hanno sviluppato una sensibilità alla dopamina che non permette loro di percepire la gratificazione dovuta all’atto stesso, e il desiderio di ripetere tale comportamento piacevole prende il sopravvento, spingendo il soggetto a ricercare continuamente la fonte di gratificazione senza alcun sistema di controllo.
L’estratto degli stimmi ha mostrato di migliorare efficientemente questo sistema, molti studi ne testimoniano l’efficacia nel ridurre il senso di fame limitando così l’abitudine di mangiare al di fuori dei pasti principali.

L’estratto del Tè verde è ricco di catechine, la più studiata è l’EGCG (epigallocatechinagallato) che, oltre all’attività antiossidante, ha avuto successo nel trattamento dell’obesità diminuendo la fame nervosa, non solo per la riduzione dell’assunzione di cibo al di fuori dei pasti principali ma anche aumentando il senso di sazietà. L’EGCG è un agonista inverso dei recettori CB1 che, contrastando il sistema endocannabinoide, riduce l’assunzione di cibo. Alti livelli di glucosio provocano l’aumento della fosforilazione della serina 307 del recettore IRS1 dell’insulina aumentando così la resistenza all’insulina, i cui effetti metabolici nella sintesi del glicogeno e nell’assorbimento del glucosio sono inibiti da alte concentrazioni di quest’ultimo. L’EGCG migliora l’utilizzo dell’insulina riducendo la fosforilazione della serina 307 del recettore irs1.

Il NOPE è un fosfolipide, di origine sia endogena che esogena, presente nelle membrane cellulari; si trova in molti alimenti e l’assunzione di cibo ne fa aumentare la produzione. Infatti, in seguito a determinati stimoli, viene sintetizzata dalle cellule epiteliali dell’intestino; una volta ingerito viene idrolizzato in NOE (N-oleyl-etanolamina) e acido fosfatidico. NOE contrasta l’effetto oressizzante dell’anandamide, un agonista dei recettori CB1 dei cannabinoidi, la cui attivazione provoca un aumento dell’appetito e, di conseguenza, dell’ assunzione di cibo. Alcuni dati sull’uomo dimostrano una relazione inversamente proporzionale tra NOE ematica e BMI, così come ridotti livelli di NOE in soggetti diabetici e nelle donne in menopausa. Riduce la sensazione di fame e quindi l’assunzione di cibo in modo dose dipendente grazie all’attivazione di recettori intestinali quali: PPAR-alfa, GPR119. Il primo, attraverso una serie di meccanismi non ancora chiariti, veicola il segnale di sazietà dalla periferia al SNC, probabilmente attraverso il nervo vago. Il NOE attraverso la stimolazione di questi recettori aumenta l’attività di una proteina di membrana (FAT/CD36), fondamentale per l’assorbimento degli acidi grassi a lunga catena, permettendone un migliore utilizzo. Il GPR119 provoca l’aumento della produzione di GLP1 con conseguente modulazione della secrezione di insulina, protezione delle cellule beta, minore produzione di glucagone e aumento della sazietà attraverso il miglioramento della tolleranza glucidica.

Il sistema endocannabinoide rappresenta sicuramente una delle nuove frontiere tra i target farmacologici
recentemente identificati per contrastare l’obesità viscerale e le comorbidità associate. Il primo passo per contrastare la fame nervosa NON deve essere, sembra quasi ovvio ripeterlo, l’acquisto di integratori miracolosi che molto spesso sono dannosi, come i termogenici in soggetti obesi affetti da questa patologia. Oltre alle suddette sostanze, fondamentale è praticare esercizio fisico e tecniche di rilassamento (meditazione, ma soprattutto mindfulness) che aiutano, non poco, a combattere la fame nervosa.

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Fabio Milardo

Laureato in "Scienze erboristiche" presso la facoltà di Farmacia dell'Università degli Studi Catania, è stato responsabile di produzione e formulatore in un laboratorio di produzione di integratori alimentari. Tiene corsi di formazione ed è docente del master in "Medicina Integrativa" dell'Università degli Studi di Firenze. Classifica e raccoglie piante medicinali in Sicilia, approfondendo sia l'uso tradizionale che moderno.