Vademecum per conoscere e contrastare l’invecchiamento cutaneo

I tempi cambiano e i canoni di bellezza, per quanto soggettivi, riflettono il carattere assunto dalla modernità.
Ai tempi dello Stilnovo era la donna angelicata ad essere emblema di femminilità e unica a poter indurre al perduto innamoramento: il suo volto pallido e la sua pelle chiara venivano celebrati in apoteosi per rievocare archetipi di candore e purezza.
Nel secolo attuale, invece, i modelli estetici più seguiti si confanno ad un’altra tipologia di immagine: l’abbronzatura e la pelle dorata sono indicative di un corpo in salute e suggestive di vacanze in paesaggi esotici all’insegna dello sport e del divertimento.
L’apprezzamento verso l’azione dei raggi UV (i quali, si sa, rendono più belli), non si accompagna ad un altrettanto gradito riscontro sul piano del ringiovanimento cutaneo, a lungo andare.
rughe

Alla base dell’ invecchiamento cutaneo, vi sono essenzialmente due serie di fattori:

  • Fattori intrinseci, ascrivibili ai processi generali di invecchiamento somatico, correlati “all’ineluttabilità del tempo” (Chronoaging o senescenza biologica).
  • Fattori estrinseci, a carattere ambientale, a discrezione del soggetto e delle scelte di vita individuali. Le alterazioni principali sono causate dai raggi solari. (Photoaging o dermatoeliosi).

La responsabilità del sole nei confronti dell’invecchiamento cutaneo ha carattere prominente rispetto ai segni dovuti a senescenza biologica.

L’avanzare dell’età provoca, a livello cutaneo, assottigliamento di epidermide e derma, cheratinizzazione, riduzione della percentuale di collagene e proteoglicani.

La fotoesposizione, invece, produce un assetto cutaneo interessato da discromìe, aree ruvide, rughe profonde; epidermide, derma e strato corneo diventano più spessi, rigidi ed anelastici (elastosi) a causa dell’azione di deterioramento delle proteine cutanee ad opera dei raggi UV e dello stress ossidativo che ne deriva.

La fotoeccitazione delle melanine è coinvolta nell’accumulo di specie radicaliche: nello specifico le feomelanine (tipiche dei soggetti con fototipo chiaro) non solo sono poco efficienti nel neutralizzare i ROS (a differenza dell’eumelanina), ma ne rilasciano esse stesse, con conseguente maggiore danno ossidativo.

L’esposizione cutanea ai raggi UV inoltre determina secrezione di citochine e chemiochine, le quali richiamano globuli bianchi, con successivo riversamento di sostanze istolesive nei tessuti.

I ROS innescano una serie di reazioni radicaliche che provocano lipo-perossidazione delle membrane e danno a tutti gli elementi della matrice connettivale.

Un’altra responsabilità nel danno fotoindotto è attribuibile alle Metalloproteinasi della Matrice (MMP): famiglia di endopeptidasi zinco-dipendenti, in grado di danneggiare tutti i componenti della sostanza intercellulare del connettivo e della giunzione dermoepidermica.

Le MMP concorrono allo sviluppo delle alterazioni tipiche del photoaging: la fotoesposizione le mantiene ad alti livelli e impedisce l’attività dei loro naturali inibitori. L’invecchiamento cronologico interviene nel rendere più marcati i loro danni: nel tempo infatti, a livello cutaneo si accumulano fibroblasti e cheratinociti invecchiati, che esprimono a loro volta alti livelli di MMP, trasformandosi essi stessi in fattori di disgregazione della matrice.

Il quadro appena descritto, completa la definizione di invecchiamento precoce, problematica che prevede la comparsa dei segni tipici dell’età avanzata, già a 35 anni.

Entrando nel merito dei segni immediatamente rilevabili sulla pelle, si tratta per lo più della comparsa prematura di inspessimento cutaneo asintomatico (già dopo i 40 anni), macchie senili su viso e dorso delle mani (già intorno ai 50 anni), progressivo aumento delle rughe, decadimento cutaneo.

Alla luce di quanto detto finora, sarebbe auspicabile per il futuro l’introduzione di una nuova classe di farmaci inibitori delle MMP.

Nel frattempo si può intervenire sui seguenti fronti:

  • Eliminare errate abitudini: fumo, stress, alimentazione sregolata.
  • Utilizzare tutto l’anno una leggera base cremosa con filtro di protezione UV, da applicare sotto la crema idratante abituale (meglio se antirughe già a partire dai 20 anni).
  • D’estate esporsi al sole con moderazione, negli orari consentiti e con un’adeguata protezione.
  • Mangiare cioccolata fondente: i flavonoidi presenti sembrerebbero offrire un’azione fotoprotettiva.
  • Assumere integratori che contengano sostanze come: coenzima Q10, vitamina A – C – E, resveratrolo, papaya fermentata, carnosina, acido folico.
  • Tenere in considerazione, previo parere specialistico e a seconda della casistica di appartenenza, l’eventuale somministrazione di retinoidi topici (farmaci che regolano la crescita delle cellule dell’epitelio, usati nel trattamento di alcuni tumori cutanei).
  • Valutare nei centri qualificati l’effettuazione di sedute di biorivitalizzazione, metodica che consente di integrare nel derma le sostanze mancanti o scarsamente presenti. Utilizzata soprattutto per viso, collo, deccolletè, mani e braccia. La pelle invecchiata è carente di sostanze trofiche/acqua, vitamine, complessi amminoacidi, acido ialuronico: la metodica mira a ripristinare tali carenze.
  • Inserire nella propria dieta molta acqua e cibi quali legumi, frutta e verdura, tè verde, olio extravergine di oliva.
  • Dormire con regolarità.
  • Fare attività fisica.

La pelle scandisce in maniera impietosa il passare del tempo: è impossibile aggirare l’invecchiamento cutaneo, ma si può imparare ad invecchiare bene ed il più tardi possibile! Basta solo un po’ di impegno e di amor proprio. Ognuno è il principale artefice del proprio invecchiamento.

Bibliografia:

  • Mogollon JA, Boivin C, Lemieux S, Blanchet C, Claveau J, Dodin. Chocolate flavanols and skin photoprotection: a parallel, double-blind, randomized clinical trial.2014
  • C.A.Bartoletti, F.Terranova. Photoaging: fisiopatologia e prevenzione.
  • Jennifer R.S. Gordon, M.D., and Joaquin C. Brieva, M.D. Unilateral Dermatoheliosis. N Engl J Med 2012.
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Antonella Foderaro

Classe 1988. Maturità classica. Laurea specialistica in Farmacia conseguita presso Alma Mater Studiorum - Università di Bologna. Appassionata di farmacologia, chimica, nutraceutica e cosmetica. Lavora in farmacia in qualità di farmacista.