La vera agricoltura biologica è alla base della biocosmesi?

cosmetici biologiciPartiamo innanzitutto col chiarire cos’è l’agricoltura biologica, dicendo che si tratta tecnicamente di una agricoltura di tipo naturale e/o ecologica, malgrado sia in un certo senso un’agricoltura artificiale. Nonostante utilizzi diverse energie ausiliare che agiscono sulla fertitlità del suolo, si tratta di interventi di natura organica, attraverso l’utilizzo di materiali organici per aumentare la fertilità dei terreni. Pertanto, i prodotti biologici teoricamente non hanno fitofarmaci al loro interno, sebbene ciò non sia mai stato dimostrato. Al contrario, tracce di sostanze chimiche sono state trovate di frequente al loro interno. Secondo un’indagine di legambiente del 2009, il 27% dei prodotti proclamati “bio” in commercio risultavano contaminati da fitofarmaci.

Centaia di studi promossi da centri accreditati, hanno dimostrato che non c’è nessuna differenza sostanziale dal punto di vista organolettico tra i prodotti ottenuti da un agricoltura biologica e quelli convenzionali. Inoltre, in passato sono state svolte numerose ricerche riguardo la presenza, nei prodotti biologici, di micotossine derivanti da alcuni funghi che normalmente non infettano i prodotti convenzionali per la presenza di fitofarmaci. Tuttavia, la FAO non ha mai riconosciuto tali studi in quanto ritenuti insufficienti. La domanda viene da se a questo punto: se questo non fosse vero, perchè la produzione biologica presenta una resa pari a quasi il 40% in meno rispetto a quella convenzionale? Gli studi hanno individuato la causa nella fertilità dei terreni. Solamente i terreni trattati con fertilizzanti biologici al 100% hanno avuto la stessa resa dell’agricoltura convenzionale, come accade nella agricoltura biodinamica. Quest’ultima è un tipo di coltivazione in espansione utilizzata da molte aziende che fanno già coltivazione biologica che tiene conto dei cicli astronomici e lunari nel calendario delle lavorazioni. Il senso stesso della terra non è quello di produrre a più non posso, la terra non è fine a se stessa, ma fa parte di un ecosistema che deve essere in equilibrio, un equilibrio dinamico tra due forze: le forze vitali della crescita e quelle che invece la ostacolano. Il terreno così viene “dinamizzato” con preparati a base di sostanze naturali e letame, per incrementarne la vitalità, la fertilità e le difese. Una condizione che però risulta molto improbabile a causa della difficoltà nel trovare animali allevati in modo biologico su larga scala e dei costi non sostenibli per sopperire al fabisogno mondiale.

Attualmente è consentito l’utilizzo di fertilizzanti provenienti dall’agricoltura convenzionale anche se entro certi limiti quantitativi e qualitativi stabiliti dalla legge. Numerosi studi hanno dimostrato che non vi è alcuna differenza organolettica tra prodotti ottenuti convenzionalmente o biologicamente. Tuttavia, il non utilizzo di fitofarmaci su scala ridotta di produzione garantisce ovviamente prodotti più ricchi in sostanze fenoliche e flavoniche (perchè non essendo trattate le piante tendono a produrre maggiori quantità di sostanze protettive) che incidono sulla degustazione. Un discorso che non si potrebbe dimostrare sui prodotti biologici ottenuti da un processo di produzione su larga scala, a meno che non si tratti di prodotti “certificati”. Dunque, quello che viene dedotto da una prima lettura è che non è oro tutto ciò che luccica.

Prendendo in considerazione i prodotti cosmetici ottenuti da agricoltura biologica, bisognerebbe capire a questo punto se la situazione cambia. Analizziamo un passo alla volta l’intero processo di produzione dei cosmetici, sfiorando il discorso del rispetto delle norme igienico sanitarie come tra l’altro la legge vuole, questo ci aiuterà a renderci conto di ciò che ci spalmiamo addosso nel momento della scelta di un cosmetico.

I cosmetici sono sottoposti a una serie di valutazioni e controlli finalizzati alla tutela della salute del consumatore. La produzione, il confezionamento, la distribuzione e la vendita dei cosmetici sono disciplinati dal Regolamento europeo 1223/2009 che ha sostituito, a partire dall’11 luglio 2013, la legge italiana 713/86. Il Regolamento 1223/2009 disciplina le norme di fabbricazione; in particolare, l’articolo 8 stabilisce che, nella fabbricazione dei cosmetici, devono essere rispettate le Pratiche di Buona Fabbricazione (GMP), al fine di garantire un livello elevato di tutela della salute umana.

I requisiti di sicurezza sono garantiti essenzialmente attraverso quattro meccanismi:

1. Le liste positive e negative degli ingredienti

2. Le indicazioni sul prodotto cosmetico

3. Il dossier del prodotto cosmetico

4. La presentazione corretta del prodotto

Tutto ciò è disposto per i prodotti cosmetici, ma per quanto riguarda i cosmetici biologici, manca ad oggi una normativa italiana o comunitaria che ne regolamenti la filiera produttiva. Per sopperire a questo vuoto legislativo, sono stati istituiti dei disciplinari da parte degli Organismi di Controllo e Certificazione che i produttori devono seguire affinche’ i loro prodotti possano essere certificati.. Gli Istituti di Certificazione e Controllo sono Organismi riconosciuti con decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Ovviamente i disciplinari non sono identici per cui non c’è uniformità sui criteri da adottare, anche se si ispirano al Regolamento 1223/2009. Per alcuni altri disciplinari, per quanto riguarda la produzione, il produttore deve attenersi alla normativa che regolamenta la produzione dei prodotti cosmetici (Legge n.° 713 dell’ 11/10/1986, Direttiva 76/768/CEE del 27 Luglio 1976 e Nuovo Regolamento Cosmetico CE n.1223/2009, e successive modifiche ed integrazioni), e alle Norme di Buona Fabbricazione (G.M.P.), il Decreto n.328 del 1987 e le UNI EN ISO 22716 .

Per poter utilizzare il marchio bio-organic cosmetic, sul totale degli ingredienti della formulazione finita almeno il 10% in peso deve essere certificato biologico e almeno il 95% in peso degli ingredienti certificabili presenti nel prodotto deve provenire da fonti biologiche e devono essere certificati secondo il EU Reg. 834/2007 e successive modifiche e integrazioni, NOP, JAS, IFOAM o altre norme ufficiali.

Sia per gli ingredienti che per i prodotti finiti, devono essere rispettati i seguenti principi basilari:

• Divieto di trattamenti ionizzanti;

• Divieto di OGM (Organismi Geneticamente Modificati);

• Assenza di Nitrosammine (né singoli ingredienti né la loro associazione devono poter indurre la formazione di nitrosammine).

I principi comuni sui processi produttivi per l’ottenimento di prodotti anche ecologici si basano su:

– minimizzare l’impatto ambientale;

– rispetto delle proprietà dei principi attivi naturali;

– gestione dei prodotti di scarto e del consumo energetico;

– garantire la rintracciabilità di un prodotto in tutta la catena di fornitura.

E’ consigliabile, quindi , un packaging riciclabile ed eco-compatibile, un sistema di gestione della produzione biologica e la relativa documentazione descrittiva (es. HACCP).

Come per tutti i cosmetici, occorrono quindi anche test di laboratorio che dimostrino i claims rivendicati e la sicurezza dei prodotti. La valutazione della sicurezza (Risk assessment), di notevole importanza, viene eseguita attraverso il Microbial Challenge Testing (MCT).

Si tratta di una simulazione effettuata in laboratorio di un eventuale attacco microbico a carico del prodotto cosmetico che potrebbe avvenire in qualsiasi momento della filiera produttiva. Consiste nell’inoculo, in condizioni ambientali controllate, di un numero rilevante del microrganismo oggetto dello studio in modo da valutare l’efficacia antimicrobica del preparato.

I risultati di challenge tests sulla conservazione sono richiesti per il safety assessment di questi prodotti.

Il messaggio, dunque, è quello che la cosmesi naturale non intende assolutamente contrastare la cosmesi tradizionale, ma vuole solo fornire al consumatore una scelta diversa di prodotti secondo le proprie esigenze.

Quindi prima di acquistare un prodotto cosmetico è necessario leggere con attenzione l’etichetta, la lista degli ingredienti INCI (le sostanze citate per prime sono quelle presenti in maggior quantità) e soprattutto la presenza di una certificazione di qualche organo disciplinare. Qui sorge il problema della conoscenza limitata di scienze chimiche da parte del consumatore che spesso non è in grado di capire gli ingredienti utlizzati. Per ovviare a ciò, numerosi organi disciplinari come quello di ICEA tra gli altri, hanno messo a disposizione delle applicazioni per smart phone che potrebbero dare al consumatore valido aiuto alla scelta.

La cosmesi naturale utilizza prodotti di derivazione vegetale, principi attivi estratti dalle piante e non sintetizzati in laboratorio; quindi non vengono assolutamente utilizzati derivati del petrolio. Proprio per l’assenza di eccipienti chimici, i prodotti cosmetici naturali provocano meno allergie. Lo svantaggio nell’utilizzo di cosmetici naturali sta sia nel costo maggiore dei prodotti, sia nell’impossibilità di verificare immediatamente i risultati, risultati che si osserveranno nel tempo. La cosmesi tradizionale, invece, mostra risultati rapidi poichè i prodotti sono più aggressivi e meno concentrati. Tuttavia, quest’ultima può provocare allergie o arrossamenti di pelli sensibili proprio per la presenza di sostanze di derivazione chimica, nonostante tali prodotti siano scrupolosamente analizzati in laboratorio e sottoposti a molteplici test dermatologici e di tollerabilità del prodotto prima dell’immissione in commercio.

I cosmetici naturali nascono principalmente per due motivi: per l’esigenza di avere dei cosmetici che non siano dannosi per la pelle e che siano completamente naturali; e per il sempre piu’ diffuso trend di creare cosmetici naturali, semplici e a basso costo, in casa con ingredienti naturali comprati in erboristeria o in farmacia ad effetto antiaging, idratante e antirughe.

Tuttavia, ribadiamo, non è oro tutto ciò che luccica. Solamente la resa e l’utilizzo dei fertilizzanti biologici, il rispetto delle regole, i dovuti controlli con il conseguente rilascio di certificazioni rappresentano la chiave per ottenere dei prodotti biocosmetici di successo ed affidabili in termini di sicurezza ed efficacia.

I diritti d’autore di quest’opera sono riservati a famracistionline.net e agli autori dell’articolo:

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Ragheb El Assouad

Farmacista Italo-Sirano esperto di digital marketing farmaceutico. Credo molto nel potenziale nelle informazione medica digitale nel migliorare l'efficacia dei servizi del sistema sanitario. Offro soluzioni alternative a chi ne ha bisogno.