L’allattamento al seno: un magico momento

allattamento al senoDopo la nascita, il primo fondamentale passo per garantire al nostro bambino un corretto sviluppo è quello di assicurargli un’alimentazione idonea e l’alimento migliore, unico è come sappiamo il latte.
Infatti da sempre ascoltiamo in televisione o leggiamo su riviste e opuscoli di quanto sia di fondamentale importanza l’allattamento al seno, importante sia per le caratteristiche del latte sia per continuare quel rapporto magico nato nove mesi prima.

Ma ci sono situazioni (la presenza di virus pericolosi, patologie) in cui l’allattamento al seno non è consigliato e quindi è necessario ricorrere all’allattamento artificiale scegliendo un latte la cui composizione sia più simile a quella del latte materno.

I latti artificiali vengono formulati secondo i seguenti criteri: il potere calorico/nutrizionale è calcolato in base al peso del bambino; la composizione deve essere simile a quella del materno e deve adempiere alla normativa europea 91/321/CE nel cui documento sono indicate la composizione e gli ingredienti da utilizzare sia per il latte dei primi mesi di vita sia quello di proseguimento.

Il latte per i primi mesi di vita è un latte adattato: dal latte vaccino o di origine vegetale sono eliminati tutti i componenti che potrebbero non idonee per il lattante. Le sostanze presenti in questo latte rispetto al latte vaccino sono le caseine, acidi grassi polinsaturi, destrine e maltosio, oligoelementi, vitamine.

Dal quarto mese sino al dodicesimo si ricorre al latte di proseguimento, derivato sempre dal latte vaccino ma con minori modifiche in quanto il bambino ora necessita di energia e tale latte sarà più calorico, ricco di grassi polinsaturi, carboidrati e sali minerali.

In commercio vi sono anche altre tipologie di latte, i cosiddetti latti speciali. I latti speciali sono prodotti consigliati in casi particolari, tipo allergie. I latti speciali comprendono: latte ipoallergenico, in cui le proteine del latte vaccino sono idrolizzate ossia scomposte in aminoacidi semplici; latte di soia, consigliato in caso di allergia al latte vaccino o in soggetti che potrebbero manifestarla; latte delattosato, ideale i lattanti intolleranti al lattosio;

Si consiglia, quindi, ricorrere ad altre tipologie di latte solo nei casi in cui la quantità di latte materno sia carente (allattamento misto) o quando questo manca o ci sono complicazioni (allattamento artificiale). L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda l’allattamento al seno per almeno i primi 6 mesi di vita del bambino. E’comunque importante che il latte materno rimanga la scelta prioritaria anche dopo lo svezzamento e almeno fino ai primi due anni di vita.

Spesso in ospedale o nei consultori ritroviamo opuscoli in cui vengono elencati i benefici dell’allattamento al seno, quali: consolidamento del rapporto mamma-bambino (boarding), aiuta la digestione del bambino e rinforza il suo sistema immunitario del bambino e benefici per la mamma.

Nella donna possiamo distinguere tre fasi della lattazione. Dal primo giorno dopo il parto fino al quarto-sesto giorno viene prodotto il colostro, ricco di proteine, sali minerali, anticorpi. Successivamente il latte materno muta la sua composizione e si parla di latte di transizione, in cui si riduce la quota proteica e di oligoelementi ed aumenta la quota lipidica e glucidica.

Circa quindici giorni dopo il parto il latte avrà raggiunto una composizione standard e resterà tale fino allo svezzamento. Questo latte, definito “maturo”, è ricco di lipidi e glucidi.

Quindi riassumendo il latte materno è costituito da nutrienti fondamentali importanti per la corretta crescita del bambino, quali proteine di maggiore valore nutritivo, più adatte allo sviluppo, meno allergizzanti e con una funzione contro le infezioni; carboidrati in particolare lattosio; lipidi essenziali; oligoelementi non sono molti e proprio per tale motivo che al sesto mese si consiglia di integrare l’alimentazione del bambino e di svezzarlo; vitamine dipendono dall’alimentazione della mamma.

Nel latte materno ritroviamo una maggiore concentrazione di acido docosaesanoico rispetto al latte artificiale e a tale sostanza è attribuito il potenziamento della funzionalità del sistema nervoso.

Non esiste la posizione ideale per allattare in quanto ogni donna sceglierà la posizione più comoda per alimentare il proprio bambino. Le posizioni tipiche sono quelle seduta o sdraiata ed in entrambe il corpo del bambino dovrà essere accanto a quello della mamma. Il capezzolo dovrà essere all’altezza della naso del bambino in modo che quando questi spalancherà la bocca prenderà il capezzolo dal basso verso l’alto. Se abbiamo dei dubbi circa l’attaccamento corretto del nostro bambino al seno basta osservare queste indicazioni: il naso e il mento del bambino toccano il seno, la mascella si muove durante la suzione fino all’orecchio, il ritmo della suzione è inizialmente rapido per poi rallentare.

Diversi sono i pareri circa la quantità delle poppate. In alcuni ospedali e/o cliniche vige la regola di portare il bambino “ad orario” per la poppata; generalmente, però un neonato dovrebbe essere attaccato al seno dalle 8 alle 12 volte nell’arco della giornata, ma finché cresce bene ogni bambino troverà il ritmo poppata da solo.

Per quanto riguarda la durata della poppata non ci sono regole e l’ideale è di lasciare al bambino la possibilità di succhiare secondo i propri bisogni.

Durante l’allattamento è fondamentale che la mamma segui un’alimentazione corretta ed equilibrata sia per soddisfare il suo bisogno nutrizionale sia per la composizione del latte che potrebbe provocare allergie o problemi gastro-intestinali al neonato.

Gli alimenti che la mamma dovrebbe evitare sono quelli che potrebbero dare al latte un sapore o odore sgradevole quali cavolo, broccoli, asparagi, carciofi, cicoria, radicchio, aglio, cipolla; quelli che potrebbe contaminare il latte con microrganismi quali cacciagione, crostacei, carni conservate, molluschi; inoltre alcolici, frutta secca. Se il piccolo soffre di coliche si consiglia di evitare il consumo di alimenti che aumentano i gas intestinali quali legumi, latticini.

L’allattamento al seno è un magico momento tra madre e bimbo, rapporto di incontro e scambio che proseguirà per almeno sei mesi; ma se la mamma ha difficoltà non c’è da preoccuparsi poiché ci sono valide alternative nutrizionali, come gia’ detto, che consentiranno l’ottima crescita del bambino e lo sviluppo delle sue funzioni cognitive.

Bibliografia:

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  • National Academy of Sciences. Nutrition during lactation. Washington, DC: National Academy Press, 1991
  • Kenneth J Leveno, Gary F Cunningham, Norman F Gant Steven L. Bloom, Manuale di ostetricia, Milano, Mc Graw Hill, 2004
  • Rodriguez-Palmero M1, Koletzko B, Kunz C, Jensen R. “Nutritional and biochemical properties of human milk: II. Lipids, micronutrients, and bioactive factors”, Clin Perinatol. 1999 Jun;26(2):335-59.
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Ada Di Lecce

Classe 1983. Laureata in "Scienze erboristiche" alla Facoltà di Farmacia "Federico II" nell'ottobre 2009 e successivamente in "Scienze degli alimenti e nutrizione". Nutro gran passione per il magico mondo delle erbe.