Prostatite e cancro alla prostata.

cancro prostataIl cancro alla prostata è una neoplasia maligna, che può proliferare e attaccare organi vicini, differente dall’ipertrofia prostatica benigna (IPB) che è un ingrossamento della prostata, non prolifera, non attacca organi vicini e comporta soltanto un ingrossamento. E’ il tipo di cancro più comune negli uomini, si può contrastare con uno stile di vita corretto, con alcune piante medicinali, con le terapie convenzionali ed anche con l’esercizio fisico.
Non c’è correlazione tra IPB e tumore alla prostata e al contrario di come si pensa il primo ha quasi sempre dei sintomi (di cui abbiamo parlato qui), il secondo invece non ne ha. Possono essere presenti entrambi ma l’infiammazione può essere presente in una parte della prostata e il tumore in un’altra.
Molti estratti vegetali, utilizzati sotto forma di integratori alimentari, possono avere interazioni con le terapie convenzionali, ma, se usati correttamente, possono dare un sostegno durante terapie complicate come quella del cancro.
I pazienti che hanno un cancro alla prostata fanno molto spesso uso di integratori alimentari, ma la terapia non è quella per l’IPB, come spesso accade. Il rimedio naturale d’elezione per il cancro alla prostata è il Tè verde, il più studiato sia nella prevenzione che nella terapia.

Il cancro alla prostata non ha una causa certa, ma sembra essere favorito:

• dalla dieta occidentale
• dall’obesità
• dal colesterolo alto
• dall’età avanzata
• dalla presenza di ormoni androgeni biologicamente attivi, soprattutto dell’DHT (Deidrotestosterone), nel sangue e specialmente a livello del tessuto prostatico.

Quindi ridurre il peso corporeo ed eliminare il grasso addominale in caso di problemi alla prostata: il grasso viscerale deve essere considerato come un organo endocrino che produce ormoni i quali condizionano sfavorevolmente la salute della prostata. Inoltre, tenere un basso livello di insulina nel sangue, con una dieta a basso carico insulinico, riduce la produzione di cortisolo (e quindi lo stress) e aumenta le capacità difensive e riparative sia sistemiche che pelvico-prostatico in modo particolare.

L’alimentazione deve essere quindi ricca ogni giorno di vegetali (aglio, cipolla, soia, pomodoro, Crucifere, frutta e verdura di stagione) e povera di grassi animali, salumi, formaggi. Da sfatare è il mito dell’olio di pesce ricco di omega 3: c’è abbastanza evidenza scientifica, anche se non si conoscono ancora i meccanismi, per confermare la correlazione tra livelli di EPA e DHA e cancro alla prostata. Diversamente riguardo gli omega 3 di origine vegetale, che invece possono rappresentare un valido sostegno, come l’olio di Perilla, di semi di Lino, di semi di Chia e di Canapa: i quali sono ricchi di ALA (acido linolenico), riducono l’infiammazione e lo stress e migliorano il metabolismo cellulare. L’olio di semi di zucca viene utilizzato molto ma non c’è evidenza clinica, soltanto dati clinici e sperimentali che non giustificano un maggiore utilizzo dei precedenti oli vegetali e tanto meno il prezzo, che è elevato in confronto ad altri prodotti: questo la dice lunga sull’attendibilità di quella parte di scienza che viene divulgata in internet, non considerando la presenza di studi ben fatti e di tutto rispetto che non vengono divulgati per motivi puramente economici, i quali non dovrebbero essere presi in considerazione dagli esperti della salute.

Ci sono vari esami per valutare la condizione della prostata: l’ecografia prostatica trans rettale è un esame che permette un’ispezione visiva attraverso immagini che hanno un significato diagnostico, l’agobiopsia prostatica raggiunge la certezza diagnostica di neoplasia prostatica, l’incremento dei valori di PSA sono un marcatore specifico per una patologia prostatica, ma non necessariamente per un tumore.
Una terapia che negli anni si è consolidata è la brachiterapia, una forma di radioterapia che utilizza piccole sorgenti radioattive direttamente all’interno della prostata. Può provocare cistite e proctite acuta che però sono quasi sempre reversibili. Nei pochi centri italiani, in cui è stata effettuata, ha avuto buoni risultati. Si è rivelata utile anche una ginnastica per la prostata, poco utilizzata, ma molto efficace, che consiste nell’esecuzione di esercizi (chiamati esercizi di Kegel) per la contrazione del pavimento pelvico in un determinato modo, per migliorarne la muscolatura, in modo tale da ottimizzare la qualità della vita, anche in chi ha subito una prostatectomia.

La prevenzione è comunque il miglior modo per contrastare qualsiasi tipo di patologia, che una volta presente, come il carcinoma prostatico, è problematica e comporta un serie di rischi che non sempre sono sostenibili.

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Fabio Milardo

Laureato in "Scienze erboristiche" presso la facoltà di Farmacia dell'Università degli Studi Catania, è stato responsabile di produzione e formulatore in un laboratorio di produzione di integratori alimentari. Tiene corsi di formazione ed è docente del master in "Medicina Integrativa" dell'Università degli Studi di Firenze. Classifica e raccoglie piante medicinali in Sicilia, approfondendo sia l'uso tradizionale che moderno.