La Sensibilità al Glutine Non Celiaca e la FODMAP-DIET

Il mercato mondiale dei prodotti senza glutine negli ultimi anni è in crescita del 19% perché, oltre all’aumento dell’incidenza nel mondo della celiachia, si sta diffondendo la cultura dello “starbene senza glutine” alimentata sia dall’esempio di alcuni divi di Hollywood che hanno adottato una dieta gluten-free (normalmente seguita da chi è affetto da celiachia) e sia da una vasta gamma di prodotti senza glutine disponibili per il consumatore. Gli scaffali dei supermercati sono pieni di prodotti etichettati senza glutine, non solo alimentari (anche se alcuni, come burro di mandorle e di arachidi  sono naturalmente privi di glutine) ma anche cosmetici, dentifrici e detergenti. Su questi ultimi prodotti si trova spesso l’etichetta “senza glutine” ma non è necessario in quanto non presentano alcuna pericolosità per i soggetti affetti da celiachia. Su questi  prodotti non alimentari senza glutine il Comitato Scientifico della AIC (Associazione Italiana Celiachia) ha già espresso parere negativo sull’utilizzo di diciture o simboli relativi all’assenza di glutine che alimentano gli affari promossi da una pubblicità ingannevole e sono fonte di allarmismo e confusione.

C’è anche chi cambia le proprie abitudini alimentari perché è convinto che la dieta senza glutine abbia un’azione dimagrante e chi perché, pur non essendo celiaco, pensa di essere intollerante e stare bene senza glutine.

glutenfree Fino a poco tempo fa l’intolleranza al glutine era ritenuta tipica di due quadri clinici: la malattia celiaca e l’allergia al grano. Negli ultimi anni, tuttavia, diversi studi hanno pubblicato risultati che hanno dimostrato che il glutine può dare altri quadri clinici, diversi da quelli appena indicati.
Qual è la differenza tra le varie intolleranze al glutine?
Nel 2011 a Londra, un gruppo di 15 esperti ha annunciato una nuova classificazione dei disturbi correlati al glutine, pubblicata nel febbraio 2012 (Catassi et al.) con il termine generico “disturbi glutine-correlati” che comprende malattie autoimmuni (malattia celiaca, la dermatite erpetiforme, atassia da glutine), le allergie (allergia alimentare, anafilassi indotta da esercizio, anafilassi grano-dipendente, l’asma del panettiere, dermatite da contatto) e le malattie che possono essere immuno-mediate (sensibilità al glutine).
La celiachia è una malattia ben inquadrata, su base autoimmune, caratterizzata dall’attacco del sistema immunitario sull’intestino tramite anticorpi caratteristici come anti-transglutaminasi (tTG) e anti-endomisio (EMA) ogni qual volta viene assunta col cibo la gliadina del glutine. I danni al rivestimento dell’intestino portano al mancato assorbimento dei nutrienti con serie conseguenze per l’organismo.
L’allergia al grano è una reazione alle proteine che si trovano nel grano, innescata dal sistema immunitario e di solito si verifica in pochi secondi o minuti dopo averla assunta. Il meccanismo è IgE-dipendente, di tipo anafilattico.
La sensibilità al glutine non celiaca si ha quando sono evidenti i sintomi simili alla malattia celiaca, ma non ci sono anticorpi associati e nessun danno alla mucosa dell’intestino. Sia i sintomi intestinali, simili alla Sindrome dell’Intestino Irritabile, che extraintestinali (associati a patologie eterogenee) della Sensibilità al Glutine Non Celiaca si manifestano nel giro di poche ore o al massimo di qualche giorno dopo l’assunzione di cibi contenenti glutine, a differenza di quanto avviene nella celiachia, ove i sintomi si presentano anche dopo mesi o anni dall’ingestione del glutine. Si manifesta soprattutto negli adulti, di più nelle donne,  e può essere transitoria. La prevalenza complessiva di NCGS nella popolazione generale è ancora sconosciuta, ma alcuni autori ritengono che l’incidenza mondiale di NCGS sembra essere superiore alla celiachia e all’allergia al grano, si presume sia pari a 0, 63-6% della popolazione (Celiachia 1%).

La diagnosi di Sensibilità al Glutine Non Celiaca si basa su:
■ analisi del sangue negativi per la malattia celiaca e nessuna lesione all’esame bioptico dell’intestino.
■ miglioramento dei sintomi quando il glutine è rimosso dalla dieta.
■ recidiva dei sintomi quando il glutine è reintrodotto.
■ nessuna altra spiegazione per i sintomi.
Ciò che è fondamentale, per prendere decisioni diagnostiche giuste, è definire con attenzione i sintomi e scegliere i test sierologici ed istologici della mucosa duodenale che permettono di distinguere i differenti disturbi glutine-dipendente con i loro diversi protocolli di terapia, dieta e prognosi .

Cosa si deve fare se si pensa di essere affetto da NCGS?
La dieta priva di glutine porta alla completa regressione dei sintomi, ma si è visto che tutti i pazienti migliorano con una dieta FODMAPs.
FODMAPs è l’acronimo di Fermentable Oligo-di and Mono-saccharides, And Polyols, carboidrati a catena corta che attirano omoticamente l’acqua nel tratto intestinale. Essi possono essere mal digeriti o assorbiti e diventano nutrimento per i batteri del colon che proliferano e fermentano e causando i disturbi addominali simili alla Sindrome dell’Intestino Irritabile. Più che il glutine, quindi, pare che siano i FODMAPs a causare la NCGS. Essi sono:
■ Il fruttosio: zucchero della frutta
■ lattosio: Lo zucchero del latte
■ Fruttani: fibre solubili si trovano in banane, aglio, cipolle, porri, carciofi, asparagi, barbabietole, grano e segale.
■ galattani: gli zuccheri complessi dei legumi e delle brassicacee
■ I polioli: I polialcoli (dolcificanti) isomalto, mannitolo, sorbitolo e xilitolo, presenti nelle drupacee.
Il protocollo dura in totale 6-8 settimane. Nella prima fase si eliminano i cibi ricchi di FODMAP – (fase di eliminazione totale) – nella seconda fase si reintroducono uno alla volta – (challenge test). Il risultato sarà quello di capire quali cibi e in che quantità sono accettati dal nostro intestino, senza avere ulteriori disturbi intestinali.
Può risultare utile tenere un diario alimentare.

Evitare il “fai da-te”, molti pazienti effettuano una auto-diagnosi e iniziano spontaneamente una dieta priva di glutine, senza la consulenza del medico. Si consiglia di non tentare una dieta priva di glutine come prima opzione se si verificano sintomi correlati al glutine, meglio continuare a mangiare glutine per una maggiore precisione dei test per la celiachia. Bisogna, quindi, nel caso si avvertano sintomi simili a quelli dell’intestino irritabile, rivolgersi al gastroenterologo per la diagnosi e all’eventuale supporto del dietologo-nutrizionista per i consigli dietetici.

Fonti
Article in press – Non coeliac gluten sensitivity – A new disease with gluten intolerance – Grazyna Czaja-Bulsa
www.celiachia.it