Infertilita’. Sarà l’ovaio policistico?

ovaio policisticoUna delle cause più frequenti di infertilità è la sindrome dell’ovaio policistico (Polycystic Ovary Syndrom PCOS), un’affezione endocrina e metabolica che colpisce il 5-10% delle donne. La PCOS è una sindrome fino a qualche anno fa poco nota e per la cui cura venivano consigliati la pillola anticoncezionale e altri farmaci che miravano ad alleviare i sintomi. Attualmente qualcosa sta mutando ed oggi accanto alla terapia tradizionale, i medici sono portati a prescrivere anche degli integratori alimentari che agiscono sinergicamente e che scopriremo insieme.

Si parla di sindrome dell’ovaio policistico e non di patologia poichè la diagnosi può essere difficoltosa a causa dei molteplici sintomi ed inoltre non tutte le donne affette da PCOS presentano ovaie policistiche e non tutte le donne con cisti ovariche sono affette da ovaio policistico.

Per identificare tale sindrome si utilizzano due criteri diagnostici:
il primo, elaborato nel 1990 dal NIH/NICHD, prevede per una diagnosi corretta la presenza di amenorrea e iperandrogenismo; il secondo, proposto nel 2003 da un gruppo di ricerca dell’ESHRE/ASRM, ha sostenuto la presenza di almeno due dei tre sintomi: oligo- o amenorrea, iperadrogenismo e/o cisti ovariche.

I sintomi e i segni di tale sindrome sono:
1) alterazione del ciclo mestruale
2) infertilità
3) alopecia
4) Acanthosis nigricans ossia la presenza di macchie scure sulla pelle
5) elevati livelli di ormoni maschili soprattutto testosterone
6) irsutismo
7) iperinsulinemia
8) ormone luteinizzante/ormone stimolatore del follicolo superiore a 2,5.

Le cause della sindrome dell’ovaio policistico non sono ancora note con chiarezza, ma si ritiene possa essere determinata da un’alterata secrezione di due ormoni prodotti dall’ipofisi: l’ormone luteinizzante (LH) e l’ormone stimolatore del follicolo (FSH), ormoni che svolgono un ruolo importante nella regolazione del funzionamento dell’ovaio.

In caso di ovaio policistico quale terapia intraprendere?
Se la sindrome riguarda le ragazze che non hanno ancora il desiderio di una gravidanza, la pillola contraccettiva è la terapia di prima scelta in quanto evita l’aggravarsi della sindrome poichè rende l’ovaio “dormiente”; se la sindrome riguarda donne in età più adulta si preferisce un trattamento farmacologico e non.
La terapia faarmacologica non è standardizzata, poiché dipende dai sintomi su cui si vuole agire e solitamente sono prescritti farmaci anti-androgeni che possono provocare gravi effetti collaterali, contraccettivi estro-progestinici e farmaci ipo-insulemizzanti.

Negli ultimi anni, però, i medici tendono a prescrivere alla paziente integratori a base di myoinositolo o i suoi isomeri.
Scopriamo cosa e quali sono queste molecole.

L’inositolo è una molecola presente in natura in molteplici forme, ma la più comune è il myoinositolo.
Tale molecola è prseente in molteplici alimenti quali cereali, carne, noci, frutta; ma sembra possa essere anche sintetizzata dall’organismo a partire dal glucosio.
Secondo uno studio pubblicato su “Gynecological Endocrinology”, il myoinositolo è una molecola utile nelle pazienti con PCOS poiché ripristina l’ovulazione, il ciclo mestruale e la possibilità di una gravidanza. Inoltre riduce l’insulino-resistenza.
Dagli studi condotti tale molecola nella dose di 4gr sembra sicura e gli effetti collaterali di tipo gastrointestinali si sono manifestati solo con una dose di 12gr.

Il D-chiro-inositolo è un isomero dell’inositolo e nella PCOS riduce i livelli di testosterone libero e totale, la pressione arteriosa; aumenta l’ovulazione e la sensibilità insulinica.

Confrontando clinicamente i vari isomeri del inositolo nel trattamento della PCOS si è evidenziato che i risultati migliori si sono ottenuti trattando il paziente con D-chiro-inositolo.

L’inositolo associato all’acido folico e/o all’acido lipoico è presente in due complementi alimentari, che voglio qui citare: l’INOFOLIC COMBI e il SINOPOL, prodotti utili per migliorare i disturbi metabolici e ormonali.

Ovviamente anche la dieta gioca un ruolo nella PCOS poiché tra le cause e i fattori di rischio di tale sindrome ci sono il sovrappeso e l’insulino-resistenza. Si consiglia una dieta a basso indice glicemico e, in caso di sovrappeso, un basso apporto calorico.

Mentre un tempo non era semplice diagnosticare la sindrome dell’ovaio policistico ed alleviare i sintomi che affliggevano le donne; oggi, invece, ciò non è solo possibile con le moderne tecniche diagnostiche ma anche gestibile e la somministrazione di farmaci da utilizzare in sinergia con in complementi alimentari.

Bibliografia:

  • Banaszewska B, Spaczyński RZ, Pelesz M, Pawelczyk L, Incidence of elevated LH/FSH ratio in polycystic ovary syndrome women with normo- and hyperinsulinemia in Rocz. Akad. Med. Bialymst., vol. 48, 2003, pp. 131-4
  • Nestler J E, Jakubowicz D J, Reamer P, Gunn R D, Allan G, Ovulatory and metabolic effects of D-chiro-inositol in the polycystic ovary syndrome in N Engl J Med, vol. 340, nº 17, 1999, pp. 1314–1320
  • Costantino et al.Metabolic and hormonal effects of myo-inositol in women with polycystic ovary syndrome:a double-blind trial. Rev Med Sci Eur Pharmacol (2009)
  • Gerli et al. Randomized, double blind placebo-controlled trial effects of Myo-inositol on ovarian function and metabolic factors in women with PCOS. Rev Med Sci Eur Pharmacol(2007).
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Ada Di Lecce

Classe 1983. Laureata in "Scienze erboristiche" alla Facoltà di Farmacia "Federico II" nell'ottobre 2009 e successivamente in "Scienze degli alimenti e nutrizione". Nutro gran passione per il magico mondo delle erbe.