Cibi da evitare per una dieta vincente.

FAST-FOOD-728x445

Molte volte sentiamo dire più o meno in questo periodo: “Vorrei depurarmi dagli strappi festivi”. Ma cosa significa depurarsi? Per depurazione intendiamo un processo dove in maniera fisiologica, o con aiuti fitoterapici, diminuiamo il carico di tossine a cui normalmente sono sottoposti i nostri organi, a causa di un’alimentazione errata, oppure da un carico stessogeno derivante dagli impegni quotidiani. Organizzarvi le giornate per ridurvi le tensioni nervose al momento non rientra nelle nostre capacità, ma possiamo indicarvi i cibi da evitare per favorire il corretto defluire delle tossine.

  • Zucchero: sostanza dolcificante ricavata dalle barbabietole da zucchero e dalle canne da zucchero, purificata attraverso vari procedimenti chimici; un tempo era considerata alimento per l’alto contenuto calorico e prontamente disponibile, ora invece si è compreso il rischio nell’utilizzo di questa sostanza bianca lucente. Chimicamente chiamato saccarosio, è una molecola formata dal legame di due zuccheri: fruttosio e glucosio, una volta ingerita e arrivata nell’intestino tenue viene scissa dall’enzima saccaridasi nei due zuccheri che così possono venir assorbiti e passare nel torrente circolatorio, dove la concentrazione del glucosio cresce portando di conseguenza all’aumento della glicemia. Questo aumento repentino della concentrazione di glucosio nel sangue stimola la secrezione di insulina, un ormone prodotto dalle cellule β delle isole del  Langerhans del pancreas, che favorisce lo stoccaggio del glucosio e di conseguenza abbassa la glicemia, portando ad un’ipoglicemia riflessa. Da questo è facile intuire come a causa di questa nuova condizione il corpo vada nuovamente alla ricerca di alimenti zuccherati per compensare la sensazione di debolezza derivante dall’ipoglicemia. Ecco da dove deriva la ricerca spasmodica di zuccheri in chi li assume quotidianamente, è come un cane che cerca di mordersi la coda.
  • Sale: nientemeno che NaCl utilizzato nell’antichità per conservare i cibi per lungo tempo, oggi utilizzato come insaporitore. Sale contenuto fisiologicamente nel nostro organismo, ma in condizioni di assunzione continua può provocare dei sintomi di accumulo.
    Primo fra tutti l’edema a livello degli arti inferiori, in quanto l’NaCl richiama acqua aumentando la ritenzione idrica e di conseguenza il riempimento vascolare, portando i reni ad un lavoro maggiore; ed un volume maggiore di liquidi da pompare all’interno di un sistema chiuso porta ad un aumento di pressione. Chiaramente non si discute di valori esagerati, però siccome errare è umano, ma perseverare è diabolico, perpetuare l’assunzione di alimenti eccessivamente salati per molti anni può creare una condizione irreversibile: ricordiamo che si possono instaurare danni al microcircolo di reni ed occhi, come d’altronde in tutti i tessuti, oltre che portare il cuore a lavorare in maniera amplificata. Non intendiamo solamente il sale che aggiungiamo direttamente noi nel piatto, ma soprattutto invitiamo a fare attenzione ai cibi che acquistiamo già pronti come: formaggi stagionati che a parità di peso essendo meno idratati contengono più sale di quelli freschi, patatine fritte, salse, alimenti in scatola, salamoie…
  • Caffè: sostanza ricreativa per elezione, forse maggiormente dell’alcool, assunta come tonico per il contenuto di caffeina. Ricavata dalla fermentazione e successiva tostatura dei frutti della pianta, coltivata in varie zone del pianeta. Esistono diverse specie, ma le più coltivate sono l’arabica e robusta; differiscono per gusto e contenuto di caffeina.
    Il caffè come abbiamo detto risulta essere assunto come aiuto per le funzioni celebrali perchè stimola la concentrazione e diminuisce la sensazione di fatica, ma in realtà cosa succede?
    Bevanda diuretica, per il contenuto di caffeina, va a stimolare la diuresi causando perdita di sali minerali. Questa perdita viene enfatizzata durante attività sportive dove, non il caffè ma la caffeina, viene assunta sotto forma di bevande energetiche per “migliorare” la performance. In questo caso il crampo é dietro l’angolo in quanto complice l’acidificazione muscolare dovuta all’acido lattico, la caffeina porta a carenza di sali, portando il muscolo a lavorare in una situazione critica, complice la disidratazione causata dalla stessa. Modifica l’assorbimento del ferro, infatti si sconsiglierebbe di bere il caffè vicino ai pasti, proprio per ridurre questi effetti. La caffeina presenta effetto ionotropo e cronotropo positivo sul cuore, ovvero aumenta la forza e la frequenza del battito; perciò con l’assunzione smodata oppure in condizioni particolari si potrebbe rilevare tachicardia e aumento della pressione arteriosa. Inoltre avendo un effetto simpaticotonico stimola il rilascio di cortisolo, detto anche ormone dello stress, che in soggetti già “stressati” promuove l’aggravarsi della condizione: aggiunge un segnale di pericolo ad una situazione di iperattività. Ricordiamoci che se ci sentiamo stanchi significa che dobbiamo riposare e recuperare le energie, non sarà il caffè a darci la soluzione alle nostre giornate super impegnate: sarebbe come se nel guidare l’automobile con la spia del fine carburante accesa cercassimo di andare ancora più forte; quanto potrebbe durare?
  • Alimenti fritti: contengono acroleina (2-propanole) una sostanza tossica per il fegato. Si forma principalmente quando l’olio soprattutto vegetale, che contiene tanti acidi grassi polinsaturi come soia noce lino (sconsigliati), viene riscaldato oltre il suo punto di fumo, in questo modo gli acidi grassi si decompongono liberando glicerolo che a sua volta reagisce formando acroleina. In maniera minore l’acroleina si forma nei cibi cotti in padella o piastra. A livello enzimatico provoca aumento degli enzimi transminasi e fosfatasi alcalina, inoltre aumenta la liberazione di cortisolo, l’ormone dello stress. Per ovviare alla formazione di acroleina si può utilizzare l’olio di arachide o quello di girasole, ma facendo attenzione a quest’ultimo, in quanto per poterlo usare per la frittura è stato modificato geneticamente per aumentare il suo punto di fumo aumentando la percentuale di acido oleico. Utilizzando l’olio per più fritture si abbassa il punto di fumo, in quanto la presenza di aria e umidità favorisce la liberazione degli acidi grassi dal glicerolo mettendo disponibile quest’ultimo per la formazione di acroleina.
  • Alimenti cotti in forno o su piastra: quando cuciniamo alimenti con questi tipi di cottura si forma una sostanza chiamata acrilamide. Nasce dalla reazione tra l’asparigina, un amminoacido, e gli zuccheri sia semplici che amidacei contenuti sia nei cereali che nei tuberi come le patate; composto cancerogeno e mutageno con tossicità verso il sistema nervoso centrale e il sistema riproduttivo. La concentrazione di acrilamide è direttamente proporzionale al grado di tostatura dell’alimento: minore in presenza di un alimento con cottura leggermente paglierina, massima in un alimento annerito. Questo deve creare non una condizione di panico, ma una situazione di informazione responsabile: possiamo scegliere il tipo di doratura da dare agli alimenti, consapevoli che la crosticina a tutti i costi sugli alimenti cucinati non è certo una decisione responsabile verso i nostri cari.
  • Grassi idrogenati: sono grassi ottenuti dall’idrogenazione di grassi mono-poli insaturi: questo procedimento porta molto spesso a utilizzare un grasso liquido per finire con un grasso semi solido, questo mi permette di utilizzare grassi che abitualmente non sarebbero utilizzati nell’industria alimentare. L’idrogenazione permette di ottenere dei grassi più duraturi nel tempo, migliora la stabilità termica in quanto  riducendo la presenza di doppi legami estremamente reattivi si innalza il punto di fumo. Purtroppo questa procedura di lavorazione non va sempre a buon fine, a volte la reazione non avviene, però si modifica comunque la molecola di acido grasso: si trasforma un legame cis in trans, ovvero si cambia la conformazione della geometria della molecola. In letteratura l’utilizzo di acidi grassi in conformazione trans è correlato all’aumento delle patologie cardiovascolari e alle dislipidemie.

Dopo aver letto questa breve carrellata di alimenti e sostanze potenzialmente dannose, potremo cominciare a ridurne l’utilizzo almeno nelle situazioni non conviviali, e se ciò non fosse possibile almeno integrando con frutta e verdura fresca per poter beneficiare dei benefici degli antiossidanti e sali minerali che possono proteggerci dai danni causati dagli attacchi di queste sostanze cosi reattive. Nel prossimo articolo valuteremo assieme i benefici di un’alimentazione vegana tendenzialmente crudista.

The following two tabs change content below.

Devis Zampedri

Classe 1977 appassionato di omeopatia, ipnosi, nutrizione sportiva, praticante corsa di endurance, life coach. Sogno una farmacia dove possano essere proposti diversi livelli di ascolto e cura del paziente.