Per la colite ulcerosa, la candida …..quali sono i probiotici giusti?

fermenti probioticiFra i vari probiotici è possibile fare una distinzione e scegliere quelli che risultino più efficaci nel diminuire la sintomatologia nelle patologie comuni? In generale, sappiamo che i probiotici o,comunemente detti fermenti lattici,sono in grado di modulare vari meccanismi della risposta immunitaria, quali l’immunità umorale, cellulo-mediata e non specifica.

Meccanismi che possono essere sfruttati a nostro vantaggio nel caso di vari disordini che interessano gli apparati gastroinstestinale e genito-urinario.

L’interesse iniziale è sicuramente verso il trattamento della diarrea sia nei bambini che negli adulti. Le cause scatenanti il sintomo possono essere diverse come l’uso di antibiotici,intolleranze alimentari, allergie ,infezioni intestinali etc. Il rotavirus è la causa più comune di gastroenteriti virali fra i neonati e i bambini al di sotto dei 5 anni, soprattutto per quelli che iniziano a frequentare il nido. In particolare, nei lattanti, il virus può causare una diarrea severa e quindi una disidratazione tale da richiedere l’ospedalizzazione. In questo caso si consiglia la vaccinazione presso le asl di zona per evitare severe complicanze. Somministrati alla comparsa del sintomo, i probiotici risultati più efficaci per diminuirne gravità e durata sono risultati il Lactobacillus reuteri, L. rhamnosus ceppo GG, il L. acidophilus ed il Saccaromyces boluardii. Particolarmente interessante fu lo studio che paragonava il numero dei giorni di febbre, visite dal pediatra e giorni di assenza dal nido fra un gruppo di controllo e il gruppo a cui veniva aggiunto il L.reuterii con una concentrazione non inferiore di 10 miliardi di probiotici nel latte artificiale. La differenza fu notevole.

Per quanto riguarda gli adulti, oltre a quelli consigliati per l’infanzia, hanno registrato una rilevanza significativa nella diarrea infettiva anche la combinazione di L.casei,L. thermophilus e B.bulgaricum. Nel caso si voglia fare un viaggio per la diarrea del viaggiatore i probiotici più utilizzati nella prevenzione sono L rhamnosus , S.boulardii,L.acidophilus, Bifidobacteria e S.themophilus ma non ci sono evidenze cliniche sufficienti per affermare le loro reale efficacia e quindi il loro consiglio sistematico in farmacia.

Un significativo sviluppo nell’ambito dei probiotici è la scoperta che il loro impiego possa influenzare positivamente il decorso di patologie infiammatorie e infettive dell’apparato digerente ed in particolar modo qui si prendono in esame, alcune di esse, fra le più comuni : il morbo di Crohn, la colite ulcerosa ed la sindrome dell’intestino irritabile.

Il morbo di Crohn è una malattia cronica dell’apparato digerente e può colpire, con distribuzione segmentaria qualsiasi sezione dalla bocca all’ano; più comunemente interessa l’ileo terminale o il colon. Il sintomo più frequente è appunto la diarrea dovuta al ridotto assorbimento dei sali biliari nell’ileo, al malassorbimento dei carboidrati che  richiamano acqua nell’intestino, ed alla frequente colonizzazione batterica secondaria che si instaura nelle zone colpite da infiammazione. La terapia farmacologica classica prevede glucocorticosteroidi per la remissione iniziale dei sintomi, e come terapia di mantenimento l’azatioprina o la mercaptopurina secondo le nuove linee guida dell’Aifa (Agenzia Italiana Del Farmaco) I lavori sui l’uso dei probiotici per questa patologia non sono molto esaltanti. Uno studio recente ha potuto comunque dimostrare con l’uso di Lactobacillus casei impedisca la colonizzazione dell’ Escherichia coli, influenzando la permeabilità di membrana e quindi avere una rilevanza terapeutica nella cura di tale patologia.

La colite ulcerosa è una malattia infiammatoria cronica che colpisce l’intestino, il retto, ed il colon. I sintomi tipici sono il dolore addominale e la diarrea frammista a sangue e a perdite mucose. La terapia farmacologica classica è la sulfasalazina e i glucocorticoidi. In questo caso dei probiotici si sfrutta la loro azione sulla diminuzione delle citochine pro infiammatorie IL-1 ed sull’aumento di quelle anti infiammatorie IL-10 per mantenere la remissione dei sintomi inseguito al trattamento farmacologico classico. La  combinazione testata è formata da otto ceppi : L.casei,L.plantarum, L. acidophilus , L.delbrueckii,B.brevis,B.longum,B. infantis,e Streptococcus salivarius con una dose minima di 4 miliardi di fermenti.

La sindrome dell’intestino irritabile è un disordine della funzione intestinale caratterizzata da dolore e gonfiore addominale  in relazione ai disordini dell’alvo.Si è riscontrata una variazione della popolazione della flora intestinale con la prevalenza di Bacteroides  ed è a tale squilibrio  che si è attribuita una possibile causa della sindrome. L’associazione di L.acidophilus e bifidobacterium brevis ha riscontrato utili effetti benefici per migliorare le funzioni intestinali ,invece nel caso di diarrea e gonfiore l’associazione che ha riscontrato maggiori effetti benefici è quella di otto probiotici indicata prima per la colite spastica. Qui i probiotici competono con i patogeni nell’occupare i recettori, bloccano quelli utilizzati dai patogeni e stimolano la produzione di mucina ad azione protettiva.

Un’ altra applicazione di interesse comune dove i probiotici trovano largo uso contrastando infezioni opportunistiche è il tratto genito-urinario femminile.

La vaginite micotica è una malattia provocata da un fungo ed la maggiore responsabile è la Candida Albicans. Si può manifestare con perdite bianche, bruciori costanti o solo dopo aver urinato, ed arrossamenti nella regione stessa. La vera residenza della Candida Albicans è la mucosa dell’intestino tenue e la localizzazione a livello vaginale può considerarsi un passaggio momentaneo. Il New England Journal of medicine riporta già nel 1969 la relazione fra candida vaginale e quella gastro-intestinale. Bisogna considerare, inoltre, il fatto che l’epitelio uro-genitale femminile è costituito prevalentemente da lattobacilli perciò si sono testati i lattobacilli di vari ceppi e i più significativi dal punto di vista della remissione dei sintomi sono stati : il L.rhamnosus GR-1 ed il L.fermentum RC-14. Essi colonizzano più efficacemente il tratto genito-urinario bloccando l’ adesione dei patogeni, e si ipotizza possano bloccarne la crescita a causa della loro capacità a produrre sostanze ad azione antimicrobica. L’assunzione di tali ceppi è consigliata anche in prevenzione alle recidive per evitare l’impoverimento di lattobacilli della flora vaginale durante la normale vita sessuale o semplicemente a chi è soggetto a vaginiti.

Tale raccomandazione può anche essere seguita anche in gravidanza perché si è riscontrata una maggior presenza di tale microorganismo nelle secrezioni vaginali addirittura nel 40% dei casi. In tale periodo l’ambiente vaginale, a causa dell’aumentata secrezione estrogenica, risulta più ricco di glicogeno che viene utilizzato dai microrganismi come fonte nutritiva. I probiotici consigliati rimangono quelli più efficaci nel ripopolare la flora vaginale come il L.rhamnosus GR-1 ed il L.fermentum RC -14.

L’interesse verso i probiotici risulta crescente perché sono efficaci soprattutto nella prevenzione delle recidive se utilizzati con costanza e qualora la patologia si manifesti nella remissione dei sintomi per la loro capacità di stimolare il sistema di difesa del nostro organismo e di modulare la risposta verso uno stato anti infiammatorio.

Riferimenti Bibliografici:

  • Z.weizman et al.,Effect of a probiotic infant formula on infections in child care centers ,2005
  • A,Sullivan et all.,Probiotics and gastrointestinal disorders, 2005
  • Ingrassia et all, lactobacillus casei inhibits the abiity of adherent invasive Escherichia coli.2005
  • R.Bibiloni et all.,VSL3 probiotic mixture induces remissin in patients with ulcerative colitis 2005
  • Halpern et all., treatement of irritable bowel syndrome with Lacteol fort 1996
  • Reid et all.,oral use of L.rhamnosus GR-1 and L.fermentum RC -14 alters vaginal flora.2003
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Barbara Salvatico

Barbara Salvatico: laureata in chimica e tecnologie farmaceutiche presso la Facoltà di Padova. Attualmente ricopre il ruolo di farmacista responsabile in una farmacia nella provincia di Padova. Da sempre appassionata di omeopatia, di fitoterapia, puericultura e sicurezza del bimbo e tutto quello che concerne il mondo sportivo.